E’ in corso a Palermo lo sgombero del Laboratorio Zeta, da 10 anni laboratorio di sperimentazione culturale e di partecipazione sociale e politica
Un ingente spiegamento di carabinieri e celere sta eseguendo lo sgombero. Dalle prime ore del mattino si è formato un presidio resistente di compagni e solidali intenzionati a non abbandonare il centro sociale. La mobilitazione sta crescendo e alle 12.00 almeno 200 persone hanno raggiunto il presidio in via Arrigo Boito, 7. Dentro il centro sociale i carabinieri impediscono ai migranti (per lo più sudanesi), che fin dal 2003 abitano nella struttura, di uscire mentre ai giornalisti è impedito di entrare e filmare le azioni di sgombero. I compagni hanno già resistito ad una carica della celere che voleva creare un varco per far passare i mezzi per murare gli ingressi del centro sociale. La situazione è dunque molto tesa e si temono ulteriori prove di forza da parte della questura. Polizia e Carabinieri sono schierati all’ingresso del centro sociale. Sono arrivati anche i vigili del fuoco. I locali dello Zeta sono in mano alla polizia, mentre tre militanti sono saliti e hanno occupato il tetto del centro sociale. Nel frattempo tutti i migranti che vivono nella struttura sono stati fatti uscire ma rimangono sotto la custodia delle forze dell’ordine. Pochi minuti fa si vissuto un momento di forte tensione quando i celerini hanno trascinato a forza un ragazzo sudanese all’esterno del centro. Il presidio dei compagni si trova a neppure 20 metri dall’esterno della struttura di fronte a numerosi poliziotti e cc coperti da scudi e caschi. Il Laboratorio ZETA è una esperienza importantissima per Palermo, avendo rappresentato una casa per tutti i dissidenti, sovversivi, clandestini, antagonisti che ne abbiano avuto esigenza. Dal Laboratorio ZETA sono partite moltissime mobilitazioni, dalla cacciata del presidente mafioso della Regione Siciliana Totò Cuffaro a quelle di solidarietà per la Palestina, solo per citare le più recenti. Ma non solo mobilitazioni, anche teatro, doposcuola, accoglienza, contro-informazione. In questi 9 anni il Laboratorio ZETA ha avuto un ruolo cruciale nella città di Palermo
Un ingente spiegamento di carabinieri e celere sta eseguendo lo sgombero. Dalle prime ore del mattino si è formato un presidio resistente di compagni e solidali intenzionati a non abbandonare il centro sociale. La mobilitazione sta crescendo e alle 12.00 almeno 200 persone hanno raggiunto il presidio in via Arrigo Boito, 7. Dentro il centro sociale i carabinieri impediscono ai migranti (per lo più sudanesi), che fin dal 2003 abitano nella struttura, di uscire mentre ai giornalisti è impedito di entrare e filmare le azioni di sgombero. I compagni hanno già resistito ad una carica della celere che voleva creare un varco per far passare i mezzi per murare gli ingressi del centro sociale. La situazione è dunque molto tesa e si temono ulteriori prove di forza da parte della questura. Polizia e Carabinieri sono schierati all’ingresso del centro sociale. Sono arrivati anche i vigili del fuoco. I locali dello Zeta sono in mano alla polizia, mentre tre militanti sono saliti e hanno occupato il tetto del centro sociale. Nel frattempo tutti i migranti che vivono nella struttura sono stati fatti uscire ma rimangono sotto la custodia delle forze dell’ordine. Pochi minuti fa si vissuto un momento di forte tensione quando i celerini hanno trascinato a forza un ragazzo sudanese all’esterno del centro. Il presidio dei compagni si trova a neppure 20 metri dall’esterno della struttura di fronte a numerosi poliziotti e cc coperti da scudi e caschi. Il Laboratorio ZETA è una esperienza importantissima per Palermo, avendo rappresentato una casa per tutti i dissidenti, sovversivi, clandestini, antagonisti che ne abbiano avuto esigenza. Dal Laboratorio ZETA sono partite moltissime mobilitazioni, dalla cacciata del presidente mafioso della Regione Siciliana Totò Cuffaro a quelle di solidarietà per la Palestina, solo per citare le più recenti. Ma non solo mobilitazioni, anche teatro, doposcuola, accoglienza, contro-informazione. In questi 9 anni il Laboratorio ZETA ha avuto un ruolo cruciale nella città di Palermo


ringraziamo alemanno ANCHE per questa ennesima porcàta.
aggiungo ancora ringraziamo questo schifo di governo per essere stato docente di: razzismo, ipocrisia, falsita’, limitazione di libertà, falso cristianesimo,violenza contro tutti , e prima di ogni cosa MAFIA!!!!!!!! tutti anche più piccoli lo ringraziano