Menu

Strage a Nuseirat, sotto le macerie anche i profughi in fuga da Rafah

L’esercito israeliano ha attaccato diverse zone della Striscia di Gaza durante la notte. A Rafah sono continuati incessanti i bombardamenti e l’avanzata dei mezzi corazzati. Ieri un veicolo ONU è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco mentre si spostava verso l’ospedale Europeo di Rafah. Uno dei due operatori umanitari a bordo, un internazionale, è stato ucciso, l’altro è rimasto ferito. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Gutteres, ha chiesto l’apertura immediata di un’inchiesta. Hamas ha dichiarato che sono stati i soldati israeliani a colpire il veicolo. L’esercito non ha confermato ma ha detto che è in corso un’indagine sull’accaduto.

L’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, ha fatto sapere che più di 450.000 persone sono fuggite da Rafah da quando l’esercito israeliano ha intensificato gli attacchi contro l’ultima città-rifugio della popolazione di Gaza e ha ordinato alla popolazione di evacuare. L’ONU continua a chiedere un cessate il fuoco immediato, a dichiarare che nella Striscia “non esiste un posto sicuro” dove andare e ad avvertire che questo ulteriore sfollamento non potrà che causare ulteriori morti e un peggioramento della situazione umanitaria che è già disperata.

Nella notte Israele ha colpito diversi edifici nel campo profughi di Nuseirat, al centro della Striscia di Gaza, compiendo una strage. Un edificio che ospitava circa 100 persone, alcune delle quali profughi in fuga da Rafah dopo l’invasione israeliana, è stato distrutto e appiattito. Almeno 14 persone sono state uccise, tra le quali numerosi bambini. Molti corpi sono però rimasti bloccati sotto le macerie e le squadre di soccorso stanno ancora tentando di recuperarli. Il bilancio delle vittime potrebbe salire.

Bombardamenti continui anche sul campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia, dove proseguono i combattimenti con i militanti di Hamas che l’esercito aveva dichiarato più volte di aver sconfitto. Le truppe di Tel Aviv hanno invaso il campo e i bulldozer hanno circondato ospedali e rifugi che ospitano centinaia di palestinesi sfollati, obbligando i profughi a lasciare le strutture e andare via, senza sapere dove. Le organizzazioni internazionali hanno fatto sapere che l’esercito ha obbligato circa 100.000 persone a sfollare, anche sparando sui rifugi, e che non rimane nessuna struttura sanitaria attiva nel nord di Gaza.

The Times of Israel informa che coloni israeliani hanno incendiato, nella Cisgiordania occupata, camion di aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza. Ieri a decine avevano attaccato i convogli provenienti dalla Giordania, distruggendo i sacchi di farina e rovesciando il carico. Le Nazioni Unite denunciano un nuovo attacco, sempre da parte dei coloni, alla sede ONU di Gerusalemme est, zona occupata da Israele. Succede sempre più spesso nelle ultime settimane: i coloni si affollano all’esterno della struttura, tentando di abbattere il cancello principale. Anche questa volta hanno appiccato il fuoco. I portavoce ONU hanno denunciato l’accaduto e sottolineato che in quanto potenza occupante Israele ha il dovere di proteggere le strutture delle Nazioni Unite. Gruppi di israeliani sono entrati questa mattina nel complesso di Al Aqsa, luogo sacro per l’Islam, e hanno issato la bandiera israeliana.

Il primo ministro del Qatar, parlando della situazione di Gaza durante il Forum Economico iniziato oggi a Doha, ha dichiarato che i colloqui per il cessate il fuoco sono giunti a uno stallo e che l’operazione militare israeliana a Rafah ha causato grandi passi indietro nella strada per il raggiungimento di un accordo di pace. (da Pagine Esteri)

Osservatorio Repressione è una Aps-Ets totalmente autofinanziata. Puoi sostenerci donando il tuo 5×1000 

News, aggiornamenti e approfondimenti sul canale telegram e canale WhatsApp

 

Leave a Comment

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>