Yemen: Torture e stupri nelle carceri segrete

A Yemeni military policeman stands guard as suspected Yemeni militants stand behind bars during a court session at a state security court in Sanaa, Yemen, Wednesday, Oct. 2, 2013. Officials say the court Wednesday sentenced five militants to up to ten years in prison for their role in the May 2012 suicide attack that struck a military parade and killed more than 90 conscripts in the capital Sanaa. Three former top military officials, including a nephew of the former president, were accused of negligence in the suicide attack. (AP Photo/Hani Mohammed)

Le strutture sono gestite dagli Emirati Arabi Uniti, alleato chiave degli Stati Uniti

Stuprati, sodomizzati, torturati e filmati durante le violenze per esser poi ricattati e usati come informatori: è il destino di numerosi civili yemeniti detenuti in prigioni segrete in Yemen gestite dagli Emirati Arabi Uniti, alleato chiave degli Stati Uniti.

Un’inchiesta condotta da settimane dall’Associated Press (Ap), pubblicata oggi e basata sulle testimonianze di sette vittime di abusi, un ufficiale degli Emirati che ha disertato e ha lasciato il paese e altri testimoni, riferisce di una pratica sistematica di atroci torture commesse da almeno due anni in almeno cinque carceri segrete dello Yemen in guerra.

Uno dei testimoni chiave racconta il programma settimanale delle torture: ci picchiavano di sabato, ci torturavano di domenica, facevano pausa il lunedì e poi riprendevano a torturarci fino a giovedì. Di venerdì ci mettevano in isolamento.

Nella prigione di Beit Ahmed, ad Aden, città del sud dello Yemen controllata anche dalle forze militari degli Emirati, le torture prendono di mira gli organi sessuali: i prigionieri vengono sodomizzati dai loro carcerieri, o con pali di metallo e di legno; ai genitali vengono appese delle pietre, oppure vengono liberati cani in celle dove si trova il torturato.

Queste violazioni sono state anche descritte da alcuni disegni fatti dai prigionieri su piatti di plastica, trafugati fuori dal paese dagli stessi ex detenuti, che parlano all’Ap protetti dall’anonimato per proteggere loro e le loro famiglie.

«La cosa peggiore era cercare ogni giorno la morte ma non trovarla», racconta uno dei detenuti, rimasto due anni in carcere per aver pubblicamente criticato gli Emirati.

L’Ap aveva ricevuto informazioni su abusi e torture ai primi di giugno e Ha impiegato diverso tempo a verificare e individuare almeno cinque prigioni dove si compiono queste violazioni a danno dei detenuti. La maggior parte di questi sono stati arrestati col sospetto di appartenere ad al Qaida e rimangono a lungo senza accuse e processi.

Subiscono le torture mentre vengono filmati perché – ha spiegato un ufficiale emiratino disertore – così possono essere ricattati e costretti a lavorare come informatori.

Gli Stati uniti avevano confermato l’anno scorso di aver interrogato alcuni prigionieri detenuti in queste carceri segrete in Yemen, ma il Pentagono ha detto di non essere a conoscenza di abusi.

da tio.ch