La Lega riparte alla carica. Ecco la «sicurezza totale»

di Albertina Sanchioni*

Salvini rilancia l’ennesimo decreto Sicurezza: altre 14 norme per il pugno di ferro contro chi manifesta. Presentato un pacchetto di 14 norme per inasprire ulteriormente quelle già introdotte dal dl sicurezza del governo: stretta su manifestazioni, sgomberi, furti in casa e borseggi. Meno diritti ai ragazzini migranti

La Lega rilancia la «sicurezza totale» con un nuovo pacchetto di norme in quattordici punti. La presentazione è avvenuta ieri alla Camera, dopo che il vicepremier Salvini lo aveva preannunciato tre giorni fa, quando aveva detto di volere un nuovo «decreto su sicurezza e immigrazione». Non è ancora chiaro se le misure confluiranno in un decreto legge o in un disegno di legge, né quante di queste proposte andranno a discussione, ma l’obiettivo politico è annunciato: «Colpire criminali, clandestini e occupanti abusivi».

IL TESTO raccoglie proposte disparate: stretta sugli sgomberi, nuove regole su ricongiungimenti familiari, misure contro lo spaccio, riforma della polizia locale. Sul fronte dell’ordine pubblico, la Lega propone una cauzione preventiva per chi organizza manifestazioni e l’inasprimento dell’articolo 18 del Tulps, con multe fino a 20 mila euro per cortei non autorizzati. Tra le novità figurano anche un nuovo reato di «fuga pericolosa» per chi non si ferma all’alt della polizia e la confisca dei mezzi di trasporto usati da chi spaccia. Tornano perseguibili d’ufficio i borseggi – senza più necessità di querela – «per tutelare i turisti», spiegano i proponenti. Aumentano inoltre le pene per i furti in abitazione e viene introdotto l’arresto in flagranza differita.

IL PACCHETTO include anche lo stop all’iscrizione automatica nel registro degli indagati degli agenti quando esiste una «presumibile causa di giustificazione», oltre a un riordino complessivo delle polizie locali. Uno dei capitoli centrali riguarda gli sgomberi, con una procedura accelerata estesa a «tutti gli immobili», comprese le seconde case. Una misura che si intreccia con il Piano casa Italia, illustrato dallo stesso Salvini ieri in Commissione ambiente: il progetto mira a «sperimentare nuovi modelli di edilizia sociale e a riorganizzare le aziende casa regionali». Restano però incognite le coperture economiche: al momento si contano soltanto i 660 milioni previsti dalla legge di bilancio per il 2027. A questo scopo, il leader del carroccio ha proposto di attingere anche al Fondo sociale per il clima.

SUL VERSANTE migratorio, la Lega rilancia il permesso di soggiorno a punti, evoluzione del vecchio «accordo di integrazione» del 2009, da sottoscrivere già dai 14 anni e non più dai 16. Previste anche restrizioni ai ricongiungimenti familiari, con una riduzione dei beneficiari e un innalzamento del requisito economico. Per far fronte «all’allarme sociale che arriva dai sindaci su baby gang e maranza», spiega il sottosegretario all’Interno Molteni, verrebbe modificata sensibilmente la Legge Zampa del 2017. Il minore avrebbe diritto al prosieguo amministrativo solo fino ai 19 anni, non più 21, e si propone il potenziamento dei rimpatri volontari assistiti nei Paesi di origine. Espulsioni che la Lega propone di velocizzare anche per i migranti condannati a pene detentive inferiori ai due anni. Con l’obiettivo di «operare una morsa ai fenomeni di devianza giovanile», si avanza l’idea di rafforzare il dl Caivano, ampliando l’elenco dei reati che consentono l’ammonimento per i minori tra 12 e 14 anni.

NELLA GIORNATA di ieri è arrivata anche la proposta lanciata dalle eurodeputate leghiste Susanna Ceccardi, Silvia Sardone e Anna Maria Cisinit di un nuovo «Osservatorio nazionale sui fenomeni dell’islamizzazione», affidato a venti sindaci scelti dal partito, incaricati di «monitorare moschee irregolari, imposizione del velo sulle minori, ricongiungimenti poligamici e patriarcato islamico».

*da il manifesto

Le norme previste:

Tutela processuale per tutti, non solo per le forze dell’ordine

Stop all’iscrizione automatica nel registro degli indagati in presenza di una presumibile causa di giustificazione come previsto dalla legge.

I promotori delle manifestazioni dovranno versare una cauzione

“Il diritto a manifestare – ha spiega Molteni – è sacrosanto e deve essere tutelato ma non deve diventare diritto a devastare. Responsabilizziamo i promotori/organizzatori che dovranno versare una cauzione, una fideiussione o un’assicurazione che verrà riscossa in caso di danni. L’importo lo rimandiamo a un decreto interministeriale”.

Manifestazioni: multe più salate

La Lega propone di modificare l’articolo 18 del TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) relativamente al preavviso, al divieto e alle prescrizioni delle manifestazioni pubbliche. Si prevede un incremento delle sanzioni pecuniarie in caso di violazione del divieto a manifestare, dell’obbligo di preavviso e delle prescrizioni applicate dalla Questura. In caso di mancato preavviso la sanzione sarà tra 4.000 e 16.000 euro; in caso di violazione del divieto o delle prescrizioni, la sanzione sarà da 5.000 a 20.000 euro. In caso di reiterazione la multa raddoppia. Non è ammesso il pagamento in forma ridotta.

Sgomberi

Già con il decreto sicurezza è stato introdotto il reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui, punito con il carcere da 2 a 7 anni. È prevista altresì una procedura accelerata per lo sgombero dell’immobile, oggi limitata alla prima casa occupata abusivamente. Ora si estende lo sgombero rapido a tutti gli immobili illegalmente occupati (anche seconde case ecc.).

Minori stranieri non accompagnati

Per far fronte “all’allarme sociale che arriva dai sindaci su baby gang e maranza”, ha spiegato sempre Molteni, viene modificata la Legge Zampa del 2017: “Il minore ha diritto a restare nelle strutture di accoglienza fino a 21 anni, con le nostre norme potrà solo fino a 19 anni”. L’accoglienza cessa in caso vengano commessi reati. Inoltre si potenziano e rendono effettivi i rimpatri volontari assistiti nei Paesi di origine, incrementando le indagini familiari attribuendo la competenza al Prefetto.

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