La destra e il diritto all’abitare: «Accelerare gli sfratti»

di Giuliano Santoro*

Continua la guerra di FdI contro chi perde reddito e non ce la fa a sostenere gli affitti sempre più cari. Il governo Meloni prepara un nuovo decreto per accelerare gli sfratti. Sindacati e opposizioni: «Incostituzionale». 81 mila gli ordini esecutivi nel 2024. .Per l’Istat un milione di affittuari è sotto la soglia di povertà

La destra conferma la sua idea di sicurezza: è la difesa della proprietà privata, meglio ancora se messa a rendita da grandi investitori ai danni di cittadini abbandonati a sé stessi. Di questo parla la nuova idea, proveniente da Fratelli d’Italia, per accelerare gli sfratti. Così, dopo il balletto sulla tassazione degli affitti brevi e il silenzio sul Piano casa, ecco il riflesso pavloviano del manganello.

GIÀ SONO operative le norme che hanno peggiorato la condizione degli inquilini contenute nel decreto sicurezza. Colpiscono chi occupa una casa per necessità e anche i solidali che si mobilitano a tutela dei più deboli con i picchetti anti-sfratto. Ma le associazioni degli investitori immobiliari lamentano che quella stretta repressiva, pure giudicata sproporzionate da fior di giuristi ed esperti, vale soltanto per la prima casa. Non copre gli immobili messi a rendita da speculatori e operatori del real estate. Allora i meloniani stanno approntando un testo che accelera l’ordine esecutivo.

L’allarme arriva da Asia/Usb, che ricorda che in questo paese già più di un milione di locatari vive al di sotto della soglia di povertà e non gode di alcuna misura di sostegno da parte dell’esecutivo. «Secondo il nuovo disegno di legge di FdI gli sfratti dovranno essere eseguiti ancor più velocemente. L’odio che il partito di governo sta dimostrando nei confronti delle milioni di famiglie che con grande difficoltà riescono a pagare gli affitti, non ha eguali nella storia. Gli affitti si sa, sono diventati insostenibili, sia grazie ad una legge che non pone alcun limite all’avidità proprietaria, sia per effetto dell’indecenza tutta italiana di salari reali in continuo arretramento. Mentre per il tanto sbadierato Piano Casa non c’è un euro (ce ne sono, e tanti, per le armi) e di una legge che possa calmierare gli affitti manco se ne parla, il Parlamento dovrà discutere la creazione di un Ente ad hoc per convalidare gli sfratti in un click (come i famosi ristori che chiedeva la Meloni ai tempi del Covid), eseguirli in un tac e mandare le famiglie in mezzo alla strada in un batter di ciglia. A meno che non se ne facciano carico chi? I comuni! Ossia gli enti economicamente più disastrati ed impreparati a far fronte agli sfratti, già oggi che il Governo sostiene siano troppo pochi. Asia-Usb è pronta a contrastare il nuovo disegno di legge a danno di milioni di poveri

Il disegno di legge è stato depositato al senato, primo firmatario Paolo Marcheschi di FdI e alla camera da Alice Buonguerrieri: punta velocizzare gli sfratti per chi non paga l’affitto per due mesi. Per rendere la procedura più snella si pensa a un’Autorità ad hoc alle dipendenze del ministero della giustizia. Anche il Sunia considera che la scorciatoia potrebbe essere incostituzionale.

BALAKRISHNAN Rajagopal, relatore Onu per il diritto all’alloggio, nei giorni scorsi era in Italia. Ha incontrato, tra gli altri, gli inquilini del quartiere romano del Quarticciolo, e ribadito che gli sfratti senza passaggio da casa a casa violano il Trattato sui diritti economici sociali e culturali che l’Italia ha recepito con la legge 881 del 1977. Queste norme, la Costituzione italiana e gli impegni Onu, dicono che la proprietà privata non è un diritto assoluto, va contemperato con altri diritti predominanti. La casa, insomma, non è un bene come un altro: riguarda un diritto fondamentale, che solo pochi giorni fa papa Leone XIV ha definito «sacro». «Oltre al danno dell’assenza totale di un piano casa nella manovra siamo alla beffa: la maggioranza usa l’arma di distrazione di massa della morosità» dice il senatore Daniele Manca, capogruppo Pd in commissione bilancio. «L’istituzione di un’Autorità per gli sfratti serve solo a mostrare il manganello per dare un segnale ai proprietari senza affrontare la radice del problema» aggiunge il deputato M5S Agostino Santillo. «Altro che emergenza abitativa: questa è una dichiarazione di guerra ai poveri», aggiunge da Avs Marco Grimaldi. L’opposizione ha una proposta di legge unitaria che contiene un Piano per l’edilizia residenziale pubblica, il rifinanziamento dei fondi per morosità incolpevole e un censimento degli immobili inutilizzati. Servono almeno 500 mila appartamenti di edilizia popolare. Sarebbe auspicabile che vengano ricavati dal patrimonio già costruito, per scongiurare altro consumo di suolo ed evitare ghetti destinati ai poveri.

C’È UN PROBLEMA strutturale sull’esecuzione degli sfratti. Secondo il Viminale, l’anno scorso sono stati emessi 81mila provvedimenti di sfratto, solo un quarto portati a termine. Per procedere allo sfratto, infatti, non basta l’accelerazione amministrativa che immagina il governo. Servono più forze dell’ordine, ma anche altre figure che di solito vengono mobilitate per buttare le persone fuori casa: l’ufficiale giudiziario, un fabbro, i servizi sociali. Da questo punto di vista, la nuova stretta sugli sfratti potrebbe risultare una mera mossa di propaganda. Ma sarebbe destinata a non avere esiti del tutto virtuali, comunque avrebbe un effetto logorante sugli inquilini oltre a iniettare ulteriori tossine nelle relazioni sociali, ma difficilmente produrrebbe da subito l’aumento degli sgomberi. A meno che la destra non pensi anche di ricorrere a guardiani e piccoli eserciti privati che, come accade in altri paesi, fanno il lavoro sporco per conto dei padroni di casa. Almeno questo, ancora non risulta.

*da il manifesto


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