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La Gran Bretagna ordina l’estradizione di Assange negli Usa

La corte britannica ha deciso l’estradizione di Julian Assange negli USA, dove vogliono farlo morire in carcere. La sua colpa è di aver rivelato imbrogli e crimini di guerra degli USA, della NATO e dell’Occidente. I legali di Assange hanno 14 giorni per fare ricorso

La ministra dell’Interno britannica, Priti Patel, ha ordinato l’estrazione negli Stati Uniti di Julian Assange.

Il via libera finale da parte della responsabile dell’Home Office arriva dopo che nel Regno Unito era stata completata la procedura giudiziaria sulla controversa vicenda dell’attivista australiano che rischia di scontare in un carcere Usa una pesantissima condanna a 175 anni di carcere. per aver contribuito a diffondere tramite la piattaforma online Wikileaks documenti riservati contenenti anche informazioni su crimini di guerra commessi dalla forze americane in Iraq e Afghanistan. La notizia è giunta ad Assange nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh dove si trova rinchiuso ormai da tre anni

 Un giorno buio per la libertà di stampa“, ha commentato WikiLeaks.

Ok all’estradizione di Assange, da Londra è una decisione vergognosa e pericolosa. “Dopo tre anni, due mesi di cinque giorni di detenzione trascorsi da Julian Assange nel carcere londinese di massima sicurezza di Belmarsh, preceduti da sei anni, nove mesi e 23 giorni passati da uomo braccato dentro l’ambasciata dell’Ecuador di Londra, la Ministra dell’Interno britannica Priti Patel ha preso una decisione vergognosa e pericolosa, dando l’ok alla richiesta di estradizione presentata dagli Usa.

Assange, dunque, rischia di terminare la sua vita in una prigione statunitense, a scontare una condanna abnorme (fino a 175 anni di carcere) per reati di spionaggio, emessa al termine di un processo iniquo e dopo un periodo di isolamento carcerario.

C’è un enorme paradosso in questa storia di persecuzione politica e giudiziaria: chi ha commesso crimini di guerra continua a girare a piede libero e magari a scrivere memoriali in cui li rivendica e se ne vanta. Chi li ha denunciati, rendendo pubbliche informazioni di interesse generale, rischia di essere l’unico a pagare.

Proseguiranno i ricorsi interni e quelli alla Corte Europea di giustizia, certo. Non è finita oggi. Ma oggi, questa data del 17 giugno 2022 è da segnare sul calendario come un giorno pericoloso: quello in cui il governo britannico ha detto che il giornalismo d’inchiesta è un crimine, quello in cui si è stabilito il precedente che un governo contrario alla libertà di stampa può andare a caccia dei “giornalisti nemici” sul territorio di altri Stati per farseli consegnare.”

Una vergogna totale !! Ma ciò NON CI FERMERÀ! ha dichiarato il gruppo “Free Assange Italia“…Anzi, lotteremo ancora più di prima per porre fine a questo vergognoso scempio giudiziario e umanitario.. Non ci arrendiamo. La lotta continua. Sempre

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