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Caso Paciolla: le sei domande a cui l’Onu non ha ancora risposto

Il caso di Mario Paciolla, cooperante italiano e esponente della Missione di Verifica Onu sugli accordi di pace tra governo e Farc, ammazzato il 15 luglio in Colombia. Da decine di Comuni di tutta Europa è partito un appello alla Colombia: verità per la morte di Mario Paciolla. A lanciare l’iniziativa la rete Reds, la Rete internazionale con sede a Barcellona che coinvolge diverse municipalità attive nell’ambito dei diritti umani.

Sul fronte delle inchieste, dopo che diversi poliziotti colombiani sono finiti nel mirino della Procura generale colombiana per avere alterato irrimediabilmente la scena dell’omicidio, l’Onu in una nota parla di “piena disponibilità nei confronti degli inquirenti colombiani e italiani”.

L’atteggiamento delle Nazioni Unite, fin qui, è stato più che opaco, come denuncia ai nostri microfoni Gennaro Carotenuto, docente di Storia Contemporanea e analista di questioni sudamericane, che ha rivolto una lettera aperta al segretario generale Onu Antonio Gutierres: sei domande a cui si richiede una risposta precisa.

La nostra intervista a Gennaro Carotenuto. Ascolta o scarica

da Radio Onda d’Urto

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