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Bonorva (SS): Si dimette Antonello Zanza, il candidato sindaco goliardicamente “nazifascista”

Rassegnate le dimissioni da consigliere di minoranza neoletto in seguito alla bufera sui post nazifascisti

In un clima ancora caldo per il recente scandalo intorno alle sue esternazioni xenofobe e nazifasciste, il neoletto consigliere di opposizione Antonello Zanza ha rassegnato le dimissioni senza neppure iniziare il suo mandato.

Una scelta che ritiene assolutamente indipendente dalla disfatta elettorale subita contro Massimo D’Agostino, ora nuovo sindaco di Bonorva (SS).

Il “camerata” ha deposto la ferocia con cui ha condotto la sua campagna elettorale e ha optato, secondo alcune fonti forzatamente, per abbandonare gli scranni di un Consiglio comunale che ha occupato da decenni.

Che voglia ammetterlo o no, il polverone sulle sue gravissime affermazioni ha avuto il pesante effetto di ridicolizzarne la storica carriera politica e gettare la sua candidatura nell’abisso del dissenso espresso nei suoi confronti dentro le urne.

L’accorato appello fatto ai cittadini con un chiarissimo “non votatelo”, emerso dalle dichiarazioni di  Pietro Cossu, presidente della sezione A.N.P.I. provincia di Sassari, pare aver ottenuto la risposta voluta da tutti i fronti politici e sociali che si sono schierati apertamente contro il sedicente “re della foresta”.

Purtroppo per lui pare non essere finita qui.

Non bastano le dimissioni, non basta la giustificazione della goliardia e del divertimento su Shoah e forni crematori, non basta ribadire che non cancellerà nulla dal suo profilo Facebook in quanto persona coraggiosa. Adesso dovrà prendere in mano tutto il suo coraggio per affrontare lo strascico penale che inevitabilmente si troverà a vivere. Non solo la denuncia e l’interrogazione parlamentare dell’On. Michele Piras ma anche la condanna della comunità ebraica porteranno non poche conseguenze a Zanza. Non ultimo l’isolazionismo politico dovuto all’abbandono dei suoi mentori, primo fra tutti l’On. Mauro Pili.

Il caso di Antonello Zanza è una vera rarità nel panorama politico nazionale, sia per la gravità e la reiterazione del reato di apologia di fascismo e nazismo, sia per l’ostinata e ostentata assenza di scuse in merito a simili deliri. Quando occorre fare marcia indietro Zanza non ci sta.

Se possibile rincara la dose, come se non bastassero le vergognose parole e i gesti che resteranno suo malgrado sovrascritti indelebilmente sul suo curriculum di rappresentante delle istituzioni.

Le dimissioni appaiono frutto di una forzatura politica che difficilmente ammetterà ma la cui veridicità è supportata dal mancato pentimento pubblico. Il Dott. Zanza non infangherà più il consiglio comunale del suo paese.

Stavolta il leone ha perso il suo ruggito ed è stato costretto a miagolare ai margini della vita politica locale e regionale.

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