San Martino in Rio (Reggio Emilia), 2 luglio 1948: un’autoblindo dei carabinieri travolge e uccide il contadino Sante Mussini

Nel caldo e drammatico dopoguerra italiano, le campagne della Pianura Padana sono attraversate da scioperi, occupazioni e mobilitazioni contadine. È in questo clima che il 2 luglio 1948, a San Martino in Rio, in provincia di Reggio Emilia, trova la morte il contadino ed ex partigiano Sante Mussini, schiacciato da un’autoblinda dei carabinieri durante un intervento repressivo contro una manifestazione popolare. La vicenda nasce alcuni giorni prima.

Il 30 giugno, vengono arrestati alcuni componenti della commissione comunale mezzadrile accusati di aver cercato di applicare il cosiddetto Lodo De Gasperi, l’accordo che avrebbe dovuto regolare la ripartizione dei prodotti agricoli tra proprietari e mezzadri. L’arresto provoca una immediata reazione della popolazione rurale. Decine di lavoratori si radunano davanti alla caserma dei carabinieri chiedendo la liberazione degli arrestati e bloccando le uscite del presidio.

Le autorità decidono di intervenire con la forza. A San Martino in Rio arrivano reparti dei carabinieri e mezzi blindati. Durante le operazioni di sgombero della manifestazione, Sante Mussini, agricoltore trentanovenne, ex partigiano conosciuto con il nome di battaglia “Giri”, viene travolto e ucciso da un’autoblinda dell’Arma. Altri manifestanti, tra cui Arturo Forti e Galileo Manicardi, restano feriti.

La morte di Mussini non è un incidente isolato. Si inserisce in una stagione segnata da una durissima conflittualità sociale nelle campagne italiane. Tra il 1947 e il 1950 decine di lavoratori agricoli, braccianti e contadini vengono uccisi durante scioperi, occupazioni delle terre e manifestazioni per il lavoro. Da Trecenta a Spino d’Adda, da Melissa a Molinella, la risposta dello Stato alle rivendicazioni contadine passa spesso attraverso l’intervento armato delle forze dell’ordine.

La morte di Sante Mussini suscita una forte emozione nel Reggiano. I suoi funerali diventano una grande manifestazione popolare. Migliaia di persone partecipano al corteo funebre e viene proclamato uno sciopero generale che coinvolge l’intera zona. Per il movimento contadino e operaio emiliano, Mussini diventa uno dei simboli della lotta per la terra e per i diritti dei lavoratori agricoli.