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“Non c’è razzismo”. Il governo ordina, lo spin doctor esegue…

La realtà corre, tanto che non si fa in tempo a pubblicare un articolo sulla Guerra in Rai, definita come guerra tra spin doctor di opposte tendenze (ma tutti disonesti), che ecco l’occasione concreta di spiegare come funziona la manipolazione delle notizie in modo da “tranquillizzare” o “imbeccare” il pubblico.

A venirci in aiuto è la più istituzionale e governativa delle agenzie di stampa, l’Ansa, una sorta di “nei secoli fedele” nel campo dell’informazione. L’importanza di questa agenzia è difficile da misurare, ma basta sapere che i giornalisti delle varie testate partono in genere da un “lancio Ansa” per iniziare il proprio lavoro. Se possibile, escono, vanno sul posto, oppure telefonano per avere conferme, particolari aggiuntivi, “note di colore”, ecc. Se debbono scrivere un pezzo breve, e magari sono anche stagisti non pagati, ecco le il “lancio Ansa” viene ripreso tale e quale, giusto tagliando e aggiungendo qua e là, per dare un tocco di “personalizzazione”. Se comprate due giornali (o confrontate due servizi sulle pagine online di giornali diversi) ve ne accorgete subito. Stesse parole, stessa punteggiatura, nessun lavoro “giornalistico” vero.

Bene. L’agenzia Ansa – come da foto – avverte le redazioni con un titolo chiarissimo e perentorio “Conte chiama Daisy: anche lei ha escluso razzismo”. Due notizie in una: a) il premier (se tale è…) ha parlato con la nostra miglior discobola under 23, prossima ai campionati europei e aggredita vicino casa da due “bianchi” sconosciuti a bordo di una macchina e rimasta ferita a un occhio; b) Daisy esclude che si sia trattato di un atto razzista.

ansa razzismo

Si resta sorpresi nel veder collocata una notizia di cronaca nera (scusate il bisticcio di colore) nel settore sportivo della testata, ma tant’è, qualcuno ha deciso che “stava meglio lì”.

Tutti tranquilli, tutti a dormire, non c’è nulla di cui preoccuparsi (anche se altri giornali mostrano le foto di uno dei due “assassini preterintenzionali” di Aprilia con un fucile in mano e dichiarazioni come “avevo la mia pistola, se volevo ucciderlo gli sparavo”). In Italia non ci sono razzisti che usano la violenza…

Peccato che il testo del lancio dica l’esatto opposto:  L’hanno fatto apposta. Non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore“. Insomma: non sapevano manco chi ero, sono nera e tanto gli è bastato per tirarmi in faccia qualcosa… Che, in italiano semplice, vuol dire: è un atto motivato unicamente dal razzismo.

Daisy ricostruisce il contesto, spiega che in quella zona, di sera, girano anche delle prostitute, alcune delle quali di pelle nera; quindi, conclude, forse volevano prendersela con una di loro, ma hanno preso me.

Il dubbio non sussiste, signori della corte… Se uno esce di casa per prendersela con la prima donna nera che incontra e che manco conosce è sicuramente un fottuto razzista e pure ignorante in fatto di sport.

Com’è possibile che un “lancio” che spiega questa cosa sia titolato al contrario?

Primo indizio: a dire quella menzogna è stato lo stesso “premier”.

“Ho avuto una comunicazione telefonica con Daisy: le ho espresso la solidarietà mia e del governo. Un gesto inqualificabile, le ho augurato di poter riprendere subito la sua disciplina, spero tante medaglie alle Olimpiadi”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante una conferenza stampa a Washington. “Lei stessa mi ha detto che non ci sarebbe matrice razzista“.

Secondo indizio: i titoli, nelle testate importanti, vengono decisi da un caporedattore, non da chi ha scrito l’articolo. Questione di professionalità diversa (i titoli devono “acchiappare” l’attenzione), di gerarchia e anche di “sensibilità politica”. Se il presidente del consiglio ha detto che non c’è razzismo – ragiona il caporedattore “nei secoli fedele” – col cavolo che io veicolo un messaggio differente… Del resto, facevo così anche quando c’erano Renzi, Letta, Monti, Berlusconi…

A questo punto si capisce anche perché la notizia sia finita nel capitolo sport: se non c’è razzismo, l’unica preoccupazione sollevata dall’aggressione di Moncalieri è sapere se Daisy sarà nelle migliori condizioni per partecipare agli Europei e magari prendere una medagli da sventolare per tener su l’orgoglio italiano…

Così funziona uno spin doctor. Così funziona l’informazione in Italia.

da contropiano

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Beppe Grillo sostiene la tesi di Salvini e Di Maio: ” Non c’è razzismo in Italia!”

Non avevo mai visto con i miei occhi un così forte condizionamento prima d’ora” scrive Beppe Grillo, abbracciando in questo modo la linea Di Maio: la spirale razzista e il moltiplicarsi di aggressioni verso gli stranieri sono un’invenzione dei media. Sono giornali e televisioni, aggiunge il comico fondatore del partito di maggioranza relativa, che «portano la nazione verso il baratro». Non certo Salvini che di fronte alle aggressioni spiega che il problema è «l’immigrazione incontrollata». Il ministro dell’interno, responsabile della sicurezza nazionale, passa il pomeriggio a twittare casi di microcriminalità di provincia, tutti quelli in cui i protagonisti in negativo sono migranti.

Il sottosegretario pentastellato al ministero di Salvini, Carlo Sibilia, per confermare che si tratta di un’invenzione dei mezzi di comunicazione, ha chiesto i dati al servizio analisi criminale del dipartimento di pubblica sicurezza. I reati sono in calo da anni – il che contrasta con l’allarmismo di Salvini e con la stessa proposta di allargare la legittima difesa, condivisa dai grillini. Ma a Sibili interessa la polemica: «Nel primo semestre di quest’anno le vittime di reato sono state 896.692, di cui 85.975 stranieri di cui 49.806 extracomunitari, in calo rispetto al primo semestre 2017». Il dato, secondo il sottosegretario, «smentisce le analisi false e tendenziose che vogliono una correlazione tra il governo del cambiamento e un presunto aumento dei reati di odio o a sfondo razziale».

Il sottosegretario è campano ed è difficile che non abbia letto dei richiedenti asilo sparati a Caserta al grido «Salvini, Salvini». E certo avrà sentito il suo ministro mentre spiega che i richiedenti asilo in Italia «campeggiano» e fanno la «pacchia», e che «l’unica emergenza sono i reti commessi da loro». In ogni caso i dati diffusi da Sibilia si fermano a giugno (l’escalation è dell’ultimo mese) e non sono idonei a misurare il fenomeno delle aggressioni razziste perché riguardano i reati in generale, anche i furti.

Intanto la procura di Torino ha aperto un fascicolo per indagare su chi ha lanciato un uovo contro Daisy Osakue a Moncallieri partendo dall’ipotesi di lesioni, senza l’aggravante dell’odio razziale. È la stessa procura che in applicazione delle direttive del procuratore Spataro sta trattando come prioritari i casi di discriminazione a sfondo etnico. Tanto che il pm Bendoni ha chiuso a tempo di record le indagini sul professore di scuola media accusato di essersi rivolto così a un suo allievo: «Cinese di merda». Rischia il processo e una condanna.

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