La violenza contro chi vive in campi rom, baraccopoli e occupazioni abitative. “Sgomberi dolci” il libro di Manu Cencetti
Sgomberi dolci è un’espressione che suona come un ossimoro. E infatti lo è. Con questo titolo Manu Cencetti racconta una storia di violenza istituzionale mascherata da intervento umanitario, iniziata quindici anni fa e tuttora in corso. Il saggio prende le mosse da Torino, città che ha inventato il modello dello “sgombero dolce”, poi adottato e portato avanti da numerose amministrazioni in tutta Italia, in particolare a Milano e Roma.
Il lavoro di Manu Cencetti nasce da anni di osservazione, ricerca e lotta dal basso accanto alle comunità che vivono nei cosiddetti “campi”, nelle baraccopoli e nelle occupazioni abitative torinesi, sistematicamente sgomberate.
Una lunga guerra contro la popolazione povera e senza casa, che attraversa governi e amministrazioni di diverso colore politico, inserendosi in un più ampio dispositivo nazionale di gestione repressiva della povertà.
La violenza che colpisce chi vive in questi luoghi è strutturale e pervasiva: agisce su tutti i livelli dell’esistenza ed è esercitata non solo dalle istituzioni e dalle Forze dell’Ordine, ma anche da una parte del cosiddetto Terzo settore, da fondazioni bancarie e filantropiche, dalla cittadinanza stessa. Le persone che abitano campi, baraccopoli e occupazioni vengono trattate come “umanità in eccesso”: più o meno etnicizzate, prive di un reddito sufficiente o dei documenti necessari per accedere al mercato dell’affitto.
Eppure, in questi spazi marginali, le persone costruiscono relazioni, reti sociali, forme di solidarietà e un luogo da chiamare casa. È qui che interviene lo sgombero: un atto sempre violento e militare, che in questa narrazione viene giustificato come gesto umanitario, raccontato dai media come necessario e persino benefico per chi lo subisce.
Il risultato è invece la perdita totale: della casa, degli oggetti, dei documenti, dei legami, del territorio. Un nuovo sradicamento che lascia famiglie e individui ancora più soli e vulnerabili. Come ricorda un abitante della baraccopoli di Lungo Stura Lazio a Torino: «Se sei povero, possono farti qualunque cosa.»
Sgomberi dolci è anche una storia di resistenza. Una storia di chi non si arrende a subire passivamente, di chi nella lotta riscopre complicità, solidarietà e gioia. Un racconto che restituisce dignità e complessità a vite sistematicamente cancellate dal discorso pubblico.
Manu Cencetti nasce a Torino. Si occupa da tempo di sgomberi e violenza contro persone povere e senza casa, considerate sempre fuori posto, da cacciare o da sfruttare. Video-maker. Nel 2020 insieme a Jean Diaconescu e Stella Iannitto realizza il film documentario La versione di Jean, proiettato al TFF 2020. Il progetto ha posto le basi per il successivo sito laversionedijean.it sulla storia del Platz, una grande baraccopoli di Torino, e della sua distruzione. Scrive e fa ricerca in modo indipendente.
Info
112 pagine – 11×17 cm
Bianco e nero – Brossurato
9,00 €
ISBN: 99791280495976
In distribuzione dal 2 febbraio 2026
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