Scuola, vietato ricordare il naufragio di Cutro

di Luciana Cimino*

La linea Valditara. Il dirigente di una scuola di Crotone blocca l’iniziativa sulla strage, «manca il contraddittorio»

Che l’applicazione della par condicio a scuola si sarebbe rivelata sciocca e controproducente lo avevano previsto in tanti. Ma il ministro dell’Istruzione e merito, Giuseppe Valditara, nel tentativo di evitare altri inviti negli istituti a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, l’ha imposta attraverso una circolare a novembre scorso. Un mese dopo, ritenendola non abbastanza applicata, l’ha ribadita, aggiungendo che il testo andava inteso «quale direttiva per i dirigenti scolastici», anche se era solo una comunicazione.

A Crotone è stata applicata esattamente come voleva il ministro: l’Istituto Barlacchi-Lucifero ha cancellato una giornata in ricordo della strage di Cutro, il naufragio davanti alle coste calabresi del 26 febbraio 2023 in cui morirono 94 persone, 35 delle quali minori. La manifestazione, dal titolo “Steccato di Cutro, una ferita aperta, il valore dell’umanità”, si sarebbe dovuta tenere a ridosso dell’anniversario della strage nella scuola, con i rappresentanti locali della Flc Cgil e la segretaria nazionale, Gianna Fracassi, ad annunciare l’istituzione di una borsa di studio per gli studenti che avessero preparato il migliore elaborato sul naufragio.

Ma il dirigente dell’istituto crotonese, Girolamo Arcuri, dopo aver autorizzato l’evento è tornato suoi passi: «Per motivi di mancato contraddittorio tra le parti l’auditorium non può essere concesso», ha scritto agli organizzatori, eseguendo alla lettera le indicazioni del ministro leghista. Ed effettivamente è difficile pensare che a qualcuno potesse venisse in mente di invitare, per rispettare tutte le posizioni, anche la guardia costiera libica o magari gli esponenti di estrema destra (come Vannacci) che si entusiasmano per la remigrazione.

L’iniziativa «nasceva con l’intento di offrire alla comunità scolastica un momento di riflessione civile e umana su una delle più dolorose tragedie che hanno colpito il nostro territorio e l’intero Paese – ha spiegato la Cgil calabrese – Ricordare non è un atto di parte. Commemorare non è propaganda, è un dovere morale e civile, è esercizio di umanità». «La mancanza di un presunto “contraddittorio” non è un cavillo burocratico – ha tuonato la segretaria Flc – è una scelta culturalmente e moralmente inaccettabile». «Se questa è la strada, – ha detto Fracassi – allora siamo a una torsione gravissima del ruolo della scuola, che da luogo di educazione alla cittadinanza diventa ostaggio della paura e dell’autocensura».

Si dicono «inorriditi e profondamente sconvolti» dalla Rete 26 febbraio che chiede verità e giustizia sul naufragio – «il recepimento della direttiva Valditara sul contraddittorio a scuola non può e non deve sfociare nel ridicolo». Per Arci Crotone, «quello che è successo non è un problema del singolo preside ma il frutto di un’idea di scuola e di società delle forze conservatrici dove i ragazzi non contano e la memoria e la coscienza critica diventano opzionali». Anche l’avvocato Francesco Verri, che rappresenta i familiari delle vittime al processo in corso sui presunti ritardi nei soccorsi, ha ricordato che «La memoria del naufragio non è tema sul quale ci si possa dividere». «Siamo ormai al grottesco, quando in qualche scuola si vorrà affrontare il dramma degli stupri e dei femminicidi sarà obbligatorio invitare uno stupratore?» si è chiesta Avs che ha annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro.

Silenzio dagli esponenti della maggioranza, eccezion fatta la meloniana calabrese Wanda Ferro che ha avvisato i suoi: il governo «non deve essere percepito come controparte in questa vicenda. Né ha qualcosa da nascondere, mi auguro che il preside ci ripensi».

*da il manifesto

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