Perquisizioni ingiustificate a casa di due attivisti di Ultima Generazione. Risorse pubbliche destinate a ricercare cappotti, sciarpe e bombolette
Di nuovo a Padova, di nuovo una perquisizione ingiustificata e inutile. Ieri mattina, due agenti in borghese e quattro carabinieri in divisa si sono presentati in due case diverse con mandati di perquisizione nelle abitazioni di due persone aderenti alla campagna Fondo Riparazione di Ultima Generazione. L’obiettivo della perquisizione? Cercare un cappotto beige, un cappotto nero, una sciarpa bianca e delle bombolette spray.
Le due persone sono state prese di mira perché sospettate di avere scritto “1312” sulla casa di una Senatrice a Padova. Tuttavia, si tratta di accuse infondate: le due persone sono completamente estranee ai fatti. Da tre anni, Ultima Generazione porta avanti azioni di disobbedienza civile nonviolenta che sono sempre state rivendicate pubblicamente, con la massima trasparenza e responsabilità.
Non solo: durante la perquisizione, la polizia ha rovistato anche tra gli effetti personali di persone non direttamente accusate, sequestrando un abito. Un’azione che appare ancora più arbitraria e ingiustificata. A seguito di questo, le due persone sono state trattenute in caserma per diverse ore.
“Quello che mi è successo ieri è qualcosa di incredibilmente assurdo e ingiusto. Ieri ho subito la violazione della mia privacy, della mia vita personale perché i carabinieri sono entrati in casa mia per perquisirla. Cercavano delle bombolette, che non ho mai avuto in vita mia e dei vestiti mai messi e mai avuti in vita mia. Siamo state denunciate e indagate come responsabili. Come sostenitrice di Ultima Generazione ho preso parte a diverse iniziative e in tutte mi sono sempre presa la responsabilità delle mie azioni che ho sempre fatto seguendo il mio cuore e delle quali non mi pentirò mai. Abbiamo sempre agito a volto scoperto e mai con l’obiettivo di vandalizzare ma sempre con il fine di lanciare un messaggio disperato al potere perché si decida ad affrontare l’emergenza più grande della storia umana. Quindi quello che abbiamo subito ieri, per me, è totalmente ingiusto. Se ripenso al modo in cui hanno rovistato tra le cose di casa, molte cose non mie, mi sento davvero triste e arrabbiata perché vorrei che questa ingiustizia, che non dovrebbe mai essere accaduta, almeno non avesse intaccato le persone che mi stanno vicino. Vi chiedo di non lasciare che questo avvenimento venga lasciato passare con indifferenza. Abbiamo il diritto di protestare perché in una situazione così grave e urgente è tutto quello che ci resta, che ci da dignità. Far passare la protesta per vandalismo non è accettabile.” – testimonianza rilasciata da una delle persone coinvolte.
Non è la prima volta che a Padova chi sostiene Ultima Generazione subisce un trattamento simile. Questo “impegno” e lo zelo dimostrato per un reato di lieve entità – alcune scritte contro la polizia sul muro della casa di una senatrice – appaiono ancora una volta come un chiaro segnale di accanimento da parte delle forze dell’ordine contro persone il cui unico “reato” è quello di protestare pacificamente.
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