di Federico Giusti
Questura, presidenza e organizzazioni studentesche di governo: un volantinaggio “sensibile” rivela doppi standard, pressioni indebite e un clima sempre più pesante nelle scuole pubbliche.
I fatti
La Preside di un Istituto comprensivo scrive una sorta di comunicazione preventiva al personale docente e non docente, a genitori e studenti, informa di essere stata avvisata dalla locale Questura che si terrà nei giorni successivi un volantinaggio davanti ai cancelli della scuola.
E, onde evitare, tafferugli, discussioni e problematiche per l’ordine pubbliche vengono impartite disposizioni per evitare assembramenti, viene perfino anticipata l’apertura della scuola, si raccomandano studenti e studentesse di evitare assembramenti fuori dal plesso scolastico e, ordinatamente, di procedere verso le classi.
Le obiezioni
Fin qui nulla di strano, sembrerebbero una sequela di consigli quasi scontati, le preoccupazioni (legittime) di un dirigente scolastico. Ma leggendo la nota si capisce subito che qualcosa non torna a partire daòòa comunicazione della Questura, il volantinaggio sarà effettuato da militanti di quella organizzazione giovanile di destra vicina a un parito di Governo e dalla quale proviene quella sorta di schedatura dei docenti di sinistra con tanto di manifestino Qcode.
Perchè la Questura si preoccupa del volantinaggio di una organizzazione giovanile? E le istituzioni scolastiche sono tenute a cooperare con le Forze dell’ordine? Avverrà per ogni volantinaggio comunicato o noto alle Questure, anche quelli delle organizzazioni di sinistra o di estrema sinistra e la Preside anche in quel caso anticiperà l’ingresso nell’istituto?
Le conclusioni ovvie e scontate
La realtà è forse diversa da come viene presentata o meglio la ricostruzione dei fatti non convince, per questo racconteremo la storia a modo nostro pensando tuttavia di essere vicini alla realtà.
Una organizzazione studentesca di destra che nei mesi scorsi ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine “per riportare la legalità nelle scuole”, avverte preventivamente la Questura del volantino davanti a una scuola. Teme contestazioni e per questo invoca protezione. Qualcuno, non sappiamo chi, avverte direttamente la scuola chiedendo collaborazione per il tranquilllo svolgimento del volantinaggio, non è dato sapere se questa collaborazione sia stata richiesta od offerta, fatto sta che la scuola si mette subito a disposizione.E anche su questo non dovremmo avere obiezioni di sorta. Pensiamo a tutte le volte nelle quali si chiede l’apertura delle scuole per attività varie trovando il diniego del preside (non ci riferiamo a questo Istituto) o per mancanza di soldi con i quali pagare lo straordinario del personale ATA, o perchè non è prevista copertura assicurativa, eppure avere queste aule aperte avrebbe una importante valenza sociale.
La organizzazione studentesca è vicina al Governo, eventuali tafferugli metterebbero in cattiva luce la scuola attirando magari degli ispettori Ministeriali che ormai fanno visita ovunque si tengano iniziative per la Palestina. Il personale docente e non docente viene invitato a garantire il sereno volantinaggio ipotizzando magari un intervento “pacificatore” fuori dai cancelli della scuola.
Le libertà democratiche, giustamente evocate, saranno garantite in ogni altra scuola davanti a volantinaggi di fazione politica opposta e le provocazioni contro autogestioni ed occupazioni saranno preventivamente respinte dai docenti e non docenti?
Forse ci siamo sbagliati ma nella comunicazione qualcosa non torna, sembra del tutto evidente che si stiano usando due pesi e due misure e,senza accusare chicchessia, respiriamo un’aria pesante, certe preccopazioni sono o indotte o frutto di indebite pressioni. Ci auguriamo di sbagliare ma i timori sono supportati dai fatti, dalle ispezioni ministeriali, dal clima di paura creatosi tra il personale docente. E siamo solo all’inizio….
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