Verona: Moussa non si dimentica

Moussa Diarra, giovane 26enne originario del Mali, è stato ucciso da un poliziotto il 20 ottobre 2024 alla stazione di Verona. A un anno dai fatti le indagini sono ancora in corso, tra anomalie e atti posti sotto segreto. Sabato 18 ottobre corteo nazionale

Dopo un anno non sono ancora terminate le indagini sulla sua morte di Moussa Diarra e non è stato chiarito che cosa sia successo precisamente quella notte. Questo drammatico evento ha suscitato varie manifestazioni di solidarietà in città e ha portato alla costituzione di un comitato per chiedere verità e giustizia per Diarra, la cui biografia ricorda quella di migliaia di persone che giungono in Italia passando dalla Libia e attraversando il Mediterraneo e che si trovano poi ad affrontare mille ostacoli burocratici e sociali per integrarsi.

Moussa era arrivato a Lampedusa nel 2016, era stato nel Centro d’accoglienza straordinario Costagrande di Verona, chiuso per numerose irregolarità, e aveva ricevuto un permesso di protezione umanitaria nel 2017, scaduto poi nel 2020. Da lì in poi ha avuto in mano solo un cedolino della questura, in attesa della risposta per il rinnovo del permesso, che non è mai avvenuto nonostante si fosse presentato agli appuntamenti, ogni volta rimandato ad altra data. Precarietà burocratica che si è riflessa sull’incertezza lavorativa e sulla marginalità abitativa. Infatti Diarra aveva cambiato vari lavori, faticando a ottenere una stanza in affitto e recandosi presso i dormitori cittadini e gli sportelli dei volontari in città. Aveva trovato infine una sistemazione presso il Ghibellin Fuggiasco, uno spazio occupato dal centro sociale Paratod@s che offriva assistenza e alloggio a lavoratori migranti, dove ha vissuto fino alla notte del 20 ottobre.

La Comunità Maliana e il Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra invitano a partecipare al doppio appuntamento previsto per questo fine settimana a Verona, in occasione del primo anniversario dalla morte.

Sabato 18 corteo nazionale con ritrovo alle ore 14 in piazzale XXV aprile, nel piazzale antistante alla stazione di Verona Porta Nuova. Domenica 19 incontro sui CPR con lo spettacolo teatrale di e con Oscar Agostoni e la collaborazione di Helga Bernardini, presso il Laboratorio Autogestito Parato@s di viale Venezia 51, inizio alle ore 15.

Presentano le iniziative a Radio Onda d’Urto Ousmane Ibrahim Diallo, presidente della Comunità Maliana di Verona e Rachele del Laboratorio Autogestito Parato@s, entrambi parte del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra. Ascolta o scarica

Pubblichiamo il comunicato che promuove il doppio appuntamento per il fine settimana a Verona:

Domenica 20 ottobre di un anno fa, Moussa Diarra, giovane maliano di 26 anni, veniva ucciso alla stazione Porta Nuova di Verona da un agente della Polfer. Tre colpi di pistola che si sarebbero potuti evitare, esplosi tutti ad altezza d’uomo, e di cui uno dritto al cuore.

A distanza di un anno, e con una dinamica dei fatti tuttora poco chiara, continuiamo con forza a chiedere verità e giustizia, ed un processo che restituisca a Moussa ed alla sua famiglia almeno in parte la dignità che gli è stata tolta in una vita di diritti negati. A distanza di un anno continuiamo a pensare che questa morte abbia radici profonde e che l’arma usata dall’agente della polfer abbia prodotto solo l’ultima delle ferite che hanno segnato la vita di Moussa.

Ferite profonde, frutto di scelte politiche precise che hanno finanziato l’orrore dei campi di detenzione in Libia e dei CPR in Italia, che hanno imposto leggi infami come il decreto Salvini del 2018 e tutto il contesto sociale e politico che Moussa ha attraversato una volta arrivato in Italia.

Un sistema razzista e discriminante fatto di file interminabili in questura e permessi di soggiorno ritirati già scaduti, di sfruttamento nei luoghi di lavoro, in cui la discrezionalità con cui vengono riconosciuti diritti fondamentali genera esclusione e marginalità. Welfare, servizi sociali, e politiche di cura vengono smantellate e sostituite con pratiche sempre più punitive e di repressione sociale per cui il diritto all’abitare diventa un problema di ordine pubblico gestito a colpi di daspo, sgomberi, profilazione razziale e zone rosse.

La storia di Moussa è legata a quelle di centinaia di altre vittime spesso senza volto e senza giustizia, e solo la comunità che Moussa aveva attorno a sè (Comunità Maliana, Ghibellin Fuggiasco) e quella più ampia che si è raccolta immediatamente dopo la morte, hanno impedito che quella storia finisse come tante altre in fondo ad un cassetto.

A distanza di un anno questa comunità resistente sostiene il complesso lavoro del team legale, continua a raccontare questo profondo bisogno di giustizia, ad alimentare il presidio di memoria collettiva in stazione contro ogni atto di rimozione, a costruire dal basso iniziative e proposte.

Un percorso che, dalla grande manifestazione a Verona del 27 ottobre e dall’incontro a Roma con la senatrice Ilaria Cucchi, ha poi attraversato piazze, mobilitazioni, spazi sociali intrecciando linguaggi, storie e lotte.

Ed è questa comunità che sabato 18 Ottobre chiama a Verona una manifestazione nazionale: per rivendicare il diritto ad un processo che ricostruisca verità e garantisca giustizia per Moussa Diarra, per pretendere politiche di cura, non di repressione e di marginalizzazione.

E per denunciare che la stessa logica coloniale e razzista che ha tolto la vita a Moussa è quella che oggi sostiene ed alimenta il genocidio del popolo palestinese, la negazione quotidiana della sua esistenza e della sua dignità. E’ la stessa logica criminale che divide i corpi e le vite da proteggere da quelle da respingere e da eliminare.

Invitiamo tutte le comunità, le realtà sociali, i collettivi e le persone solidali ad aderire e partecipare alla manifestazione che partirà dalla stazione di Verona Porta Nuova alle ore 14 di sabato 18 Ottobre.

Moussa non si dimentica.

Info sul percorso e sulla manifestazione sui canali social Verità e Giustizia per Moussa Diarra.

Hanno aderito (in aggiornamento):
– Donne in Nero,
– Senegambia,
– Gruppo Radici dei Diritti dell’Università di Verona,
– Mediterranea Saving Humans Verona,
– Osservatorio di Comunità,
– Rifondazione Comunista Verona,
– One Bridge to – ETS,
– Associazione Nissa,
– Coordinamento veronese per il diritto alla Salute,
– Il Gheriglio APS,
– Bozen Solidale,
– Spazio 77,
– Rete Verona Rainbow,
– Tumulto Pride,
– Comitato Acqua Bene Comune Verona,
– Verona per la Palestina,
– Valdesi Verona,
– Sbarre di zucchero APS,
– La Fraternità ODV,
– UGS Verona (Unione dei Giovani di Sinistra Verona),
– Il mondo di Irene,
– Eimì Univr,
– Associazione Sesamo Odv,
– sez. ANPI Verona centro,
– Sinistra Italiana,
– Comunità Cristiane di Base Verona,
– Rete Radié Resch,
– Collettivo Tamr,
– Assopace Verona,
– Assopace Nazionale,
– Potere al Popolo – Veneto,
– Attac Verona,
– Possibile Verona,
– Afrodiscendenti Antimperialisti,
– Casa Madiba,
– Casa Don Gallo Rimini,

Per adesioni: permoussadiarra@gmail.com

Rinnoviamo l’invito a sostenere le spese legali e di supporto alla famiglia di Moussa.
CC MPS Intestato al Circolo Pink:
IBAN: IT65G 01030 11707 0000 11099 492
PayPal: permoussadiarra@gmail.com
Causale: Per Moussa Diarra

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