È deceduto in un ospedale di Baltimora, dopo tre giorni di agonia, il 21enne afroamericano Tawon Boyd, vittima dell’ennesimo episodio di violenza da parte della polizia contro un giovane nero.
Gli agenti gli sono piombati in casa domenica mattina dopo una chiamata di soccorso della fidanzata, riferisce il Baltimore Sun, secondo la quale era in preda a una crisi. Sostengono di averlo trovato in uno stato di grande agitazione e di aver provato a immobilizzarlo, ma lui avrebbe opposto resistenza e nella colluttazione, sostiene sempre il rapporto della polizia, tre agenti sono rimasti feriti.
Secondo alcuni dei presenti e la famiglia invece l’arresto sarebbe subito degenerato in un vero e proprio pestaggio, quando era evidente che il ragazzo era in preda a una crisi e aveva piuttosto un urgente bisogno di cure mediche.
Sul corpo del ragazzo la procura ora ha disposto l’autopsia. Boyd è il terzo neroamericano a morire in tre giorni per la violenza della polizia negli Stati uniti. (da il manifesto)
Intanto, cresce la rabbia a Charlotte, North Carolina, dopo l’omicidio numero 2.195 di un cittadino per mano della polizia in soli due anni (da quello dell’agosto 2014 a Ferguson, Missouri, come evidenziato dalla ong Fatal Encounters), non si ferma, e brucia ancora di più. Per la seconda notte consecutiva massicce manifestazioni di piazza nella città del sudest degli Usa. Durante la mobilitazioni una persona è stata gravemente ferita da colpi di arma da fuoco e ora si trova in coma.
Secondo le autorità cittadine non e’ stata colpita da un agente ma da un civile, mentre alcuni manifestanti, sui social network, sostengono con immagini e video che a sparare siano stati proprio i poliziotti, impegnati poco prima anche a lanciare lacrimogeni e granate stordenti nella zona dello Hyatt Hotel.
Dichiarato, in tutta la città, lo stato di emergenza, che di fatto permette l’arrivo nelle strade della Guardia Nazionale, ed effettuati almeno una decina di arresti.
I due cittadini afroamericani – Terence Crutcher e Keith Lamont Scott – ammazzati in due giorni dalla polizia di Charlotte e di Tulsa, in Oklahoma, stanno facendo nuovamente ripartire la protesta del movimento Black Lives Matter, ormai a un mese e mezzo dalle elezioni presidenziali.
A New York in centinaia hanno sfilato lungo la Broadway e la Fifth Avenue per denunciare i metodi brutali degli agenti e chiedere giustizia. Una decina gli arresti. Per venerdì annunciati cortei in tutti gli Usa con scioperi studenteschi e la partecipazione di molte associazioni e realtà antirazziste in tutti gli States.
Con noi il giornalista Martino Mazzonis, americanista e della redazione di Left Ascolta o scarica qui
Dagli Stati Uniti la corripondenza con Marina Catucci, giornalista, documentarista e collaboratrice de Il Manifesto. Ascolta o scarica


