Turchia: Processo all’oppositrice politica che denuncia la tortura di Stato

Torture, processi farsa ed ergastoli: la feroce giustizia di Erdogan nella storia di Ayten Öztürk

di Eliana Riva da Pagine Esteri

È attesa per le 9.00 di questa mattina (7 novembre), alle 11.00 in Turchia, l’udienza al tribunale di Istanbul per Ayten Öztürk, l’oppositrice politica turca che ha denunciato di essere stata rapita e torturata. Di recente, i suoi avvocati sono riusciti a individuare ad Ankara il centro segreto di tortura nel quale è stata trattenuta e abusata per sei mesi.

Da quando ha cominciato a denunciare di aver subito torture, Ayten è stata vittima di un forte accanimento giudiziario: attualmente è agli arresti domiciliari da più di due anni e rischia due ergastoli con accuse pretestuose.

Pochi mesi fa la polizia ha ritirato il suo libro, nel quale denuncia appunto gli abusi subiti e l’ha accusata di sostenere, con i proventi, un’organizzazione terroristica. Nell’ultima udienza, il 28 settembre, il Pubblico Ministero ha chiesto una condanna per “propaganda a un’organizzazione illegale”.

Oggi la nuova udienza, alla quale parteciperanno rappresentanti politici turchi, giornalisti, avvocati e osservatori indipendenti da tutto il mondo.

aggiornamento

Ayten Öztürk è stata assolta dall’accusa di “propaganda per un’organizzazione terroristica”, formulata in seguito alla pubblicazione di un libro in cui denuncia gli abusi subiti. Resta in attesa della pronuncia della Corte sull’altro processo in cui è imputata e per il quale rischia due ergastoli aggravati.

L’interesse pubblico e internazionale che negli ultimi mesi è cresciuto intorno al suo caso, ha inciso, secondo gli avvocati di Ayten, sulla decisione presa dal giudice. Decine di persone hanno assistito all’udienza, mentre la maggior parte dei sostenitori dell’imputata, ai quali non è stato permesso entrare, hanno atteso la sentenza fuori dall’aula.

Giornalisti, rappresentanti politici turchi e osservatori internazionali hanno ascoltato con attenzione le arringhe degli avvocati di Ayten Öztürk e le sue dichiarazioni finali, nelle quali ha domandato ai giudici perché fosse lei l’imputata e non i boia che l’hanno torturata. Solo pochi giorni fa i suoi avvocati sono riusciti a individuare ad Ankara il centro segreto di detenzione nel quale è stata trattenuta e abusata per sei mesi.

Da quando ha cominciato a denunciare di aver subito torture, Ayten è stata vittima di un forte accanimento giudiziario: attualmente è agli arresti domiciliari da più di due anni e rischia due ergastoli con accuse pretestuose.

“Grazie al sostegno internazionale oggi abbiamo ottenuto questo successo – ha dichiarato l’avvocata Seda Saraldi – e se il sostegno aumenterà, potremo vincere anche il processo più importante”.

“Continueremo insieme, internazionalmente, la lotta per scovare e chiudere i centri segreti di tortura – ci ha detto Ayten -, e insieme vinceremo

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