Trieste: Fermati e denunciati due mendicanti e una fioraia

Continua l’ondata antilavavetri. Due mendicanti e una venditrice di fiori sono stati denunciati ieri a Trieste per far rispettare l’ordinanza firmata giovedì scorso dal sindaco di Forza Italia, Roberto Dipiazza contro «i lavavetri, gli accattoni e i venditori abusivi di merci». Tutti e tre i denunciati – si è appreso dal Comando – sono di nazionalità straniera e dopo l’identificazione sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per non aver ottemperato a quanto ordinato dal Comune. Il primo cittadino giuliano ha ordinato il divieto di esercitare queste attività, pena la denuncia e il sequestro di attrezzi e mezzi, in quanto creano «intralcio e pericolo alla circolazione pedonale e veicolare». Motivando la sua ordinanza il sindaco aveva messo in luce anche ‘il crescente senso di disagio diffuso nella popolazione a causa della presenza di queste persone per il loro frequente stazionamento sia sulla carreggiata stradale, sia sui marciapiedi». Il comandante della Polizia Municipale, Sergio Abate, ha reso noto che i controlli, avviati oggi in diverse zone del centro, proseguiranno anche nei prossimi giorni e si allargheranno anche a zone più periferiche. A Genova, invece, l’ordinanza per il decoro urbano si indirizzata contro i clienti delle prostitute, in particolare quelle minorenni che si offrono sulle strade intorno al porto. La giunta guidata dal sindaco Marta Vincenzi sta infatti attendendo il parere dell’avvocatura del comune per emettere un’ordinanza che vieta agli automobilisti di sostare accanto alle passeggiatrici, contrattare il prezzo e caricarle a bordo. Chi infrange l’ordinanza incappa della violazione dell’art. 650 che punisce «chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, d’ordine pubblico o d’igiene, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino 250 euro». «È chiaramente un sistema di deterrenza – dice l’assessore alla sicurezza Francesco Scidone, confermando quanto anticipato stamani dal Secolo XIX – poichè trattandosi di materia penale, il cliente delle prostitute vedrà giungere a casa l’avviso di garanzia, dovrà nominarsi un avvocato ed eleggere domicilio: tutti elementi che renderebbero noto a molte persone, anche ai suoi familiari, il suo comportamento».