Trecenta (Rovigo), 20 maggio 1948: i carabinieri sparano sui braccianti, un morto e due feriti gravi

Il 20 maggio 1948, a Trecenta, nel Polesine, uno sciopero dei braccianti agricoli si conclude nel sangue. Durante la protesta nell’azienda dei conti Spoletti, l’intervento dei carabinieri sfocia nell’uso delle armi da fuoco contro la folla.

Secondo le ricostruzioni storiche, i militari intervengono inizialmente arrestando il contadino Bruno Barberini. La tensione cresce rapidamente: nella piazza del paese si raduna un gruppo numeroso di braccianti in attesa, già coinvolti nella mobilitazione per il lavoro e le condizioni nelle campagne.

A quel punto i carabinieri aprono il fuoco sulla folla.

A terra resta Evelino Tosarello, bracciante comunista, ucciso dai colpi. Altri due lavoratori, Vanilio Pagaini e Silvio Berterelli, vengono gravemente feriti. L’episodio è documentato anche nella storia locale del comune, che ricorda l’uccisione di Tosarello durante uno sciopero agricolo e il ferimento di altri manifestanti.

Il contesto: le lotte nelle campagne

La vicenda di Trecenta si inserisce nel quadro delle grandi mobilitazioni bracciantili del secondo dopoguerra. Il Polesine, come molte aree rurali del Nord e del Sud Italia, è attraversato da scioperi, occupazioni e proteste per il lavoro, i salari e la redistribuzione della terra.

Il 1948 è un anno particolarmente teso: alle rivendicazioni sociali si intreccia lo scontro politico nazionale, segnato dalle elezioni di aprile e dalla contrapposizione tra blocchi ideologici. Nelle campagne, questo conflitto assume spesso forme dirette e radicali.

L’intervento armato a Trecenta non è un episodio isolato. In quegli anni, la gestione dell’ordine pubblico nelle mobilitazioni contadine passa frequentemente attraverso l’uso della forza. Le proteste dei braccianti, percepite come minaccia all’ordine sociale ed economico, vengono affrontate con strumenti militari.

A Trecenta, il passaggio è netto: dall’arresto di un contadino si arriva in pochi minuti agli spari sulla folla.

Una memoria locale

La morte di Evelino Tosarello resta una delle pagine più drammatiche della storia del paese. Un episodio che racconta non solo una protesta repressa, ma una fase più ampia in cui la nascente democrazia italiana convive con pratiche violente di gestione del conflitto sociale.

Il 20 maggio 1948 a Trecenta parla di questo: di braccianti in sciopero, di una piazza piena, di carabinieri che sparano. E di un uomo ucciso mentre rivendicava lavoro e diritti.