Cari amici,
abbiamo disputato la partita di calcio che avevamo organizzato assieme ai ragazzi della Fiat di Pomigliano, anch’essi, come noi, in lotta, seppur per motivi diversi. Loro lottano per tutelare il diritto al lavoro, noi lottiamo per non morire dentro.
29 ottobre 2011, una data da ricordare. Carcere di Spoleto.
Incontro di calcio tra sfortunati. Non è stata una bella giornata dal punto di vista meteorologico, ma portava in sè un altissimo valore simbolico, di solidarietà, di umanità, di sensibilità, sentimenti rari nella cosiddetta società civile verso un mondo come il nostro, fatto di nulla se non di piccole finestre per affacciarsi e guardare la vita che si spegne lentamente. La partita è stata bellissima, i ragazzi “avversari” sono stati fantastici. La cronaca della partita si è basata soprattutto su due parole: “ fair play”. Il risultato? Abbiamo salomonicamente pareggiato. Al fischio finale dell’arbitro ci siamo scambiati le magliette, proprio come fanno i grandi del calcio e ciò c’è servito a farci sentire liberi pur rimanendo stramaledettamente in carcere.
Oggi ci siamo sentiti grandi forse più dei veri giocatori, non certo per aver vinto chissà quale coppa, ma per avere vissuto un evento decisamente straordinario, con persone straordinarie. Una valanga di sorrisi, che rimarranno indelebili nel nostro repertorio di immagini. Speciali. Alla fine ci siamo abbracciati con la promessa di rivederci. Abbiamo ringraziato particolarmente l’ex Senatore Giovanni Russo Spena, poiché è grazie a lui se tutto ciò è stato possibile, e lui salutandoci ci ha promesso che si impegnerà affinché sia cancellato dal nostro ordinamento il “killer” giuridico che uccide lentamente: l’ergastolo ostativo.
Tornato in cella mi è venuto spontaneo fare una equiparazione tra gioco e vita. Il gioco del calcio si svolge notoriamente su due tempi, invece la vita di un uomo condannato all’ergastolo ostativo si svolge su un solo tempo, senza la possibilità di rifarsi.
La solidarietà è l’arma vincente per coltivare i sogni di libertà. Ve ne siamo grati.
Grazie ancora amici. Le vostre lotte saranno anche nostre.
Santo Barreca

