di Walter Chiolo
Le nostre vite valgono quanto la merce di un negoziante: il loro prezzo lo stabilisce il Mercato
Anche qui in Tunisia, in vacanza con mia moglie e mia figlia, non riesco a staccarmi da un dubbio che m’assilla da anni, circa la mia appartenenza all’umanità. Anche qui mi ritrovo circondato da esseri il cui peso fisico li ha trasformati in bipedi che ricordano quelle enormi uova pasquali che si mettono in palio alle lotterie di beneficenza; purtroppo, come accade per le mega uova pasquali che spesso deludono per l’assenza di una sorpresa di adeguate proporzioni, anche questi bipedi sembrano contenere poco e d’importanza irrilevante.
Consumano cibo e alcool da appena svegli fino a poco prima di andare a dormire, con le mandibole sfinite e sbronzi di consumare e di consumarsi. Sembra che tutti abbiano ricevuto i loro ridicoli tatuaggi da un ente macellatore che ne certifica la loro bontà per, appunto, la futura macellazione. L’unica cosa che la loro presenza riesce a elevare è il livello dell’acqua della piscina quando vi entrano. Ieri, con la mia famiglia, ho partecipato a una escursione guidata a Sidi Bou Said, in passato ridente villaggio di pescatori dalle case bianche e infissi blu come il mare, divenuto oggi quartiere esclusivo non lontano da Tunisi abitato da ricchi borghesi.
Qui la guida, come si usa fare nei paesi arabi e forse non solo in questi, ci ha accompagnato nel negozio di un suo amico che vende vasellame di ceramica rigorosamente tunisina, o forse cino-tunisina, chi può dirlo. Abbiamo atteso venti minuti che due turisti francesi di mezza età acquistassero i loro cocci. Nel frattempo domando alla guida di poter andare al bagno e lui mi chiede di pazientare. Accetto, sebbene mi girino un po’ le scatole perché avrei preferito sedermi in mezzo ai tunisini a farmi un caffè e magari andare al bagno, anziché attendere sotto il sole due consumatori francesi.
Alla fine ripartiamo alla volta di Tunisi mentre la guida mi rassicura che ci porterà prima a fare i nostri bisogni presso dei bei bagni. In effetti, a un certo punto, il nostro pulmino ci scarica vicino a quello che sembra essere un cancello di un’ambasciata, con tanto di guardie e splendide bougainvillea sui muri di cinta che celano l’interno. Oltrepassiamo il cancello di buon passo, come farebbero le pecore sollecitate dal loro pastore, perché la guida ha fretta di arrivare dal suo amico ristoratore che ci attende per il pranzo. La guardia ci indica la direzione per le toilette, non lontane dall’ingresso. A un certo punto, con la coda dell’occhio, vedo dalla parte opposta un ingresso che si apre su questo muro di bougainvillea e mi accorgo che c’è una distesa infinita di croci bianche. Chiedo alla guida di poter andare a vedere di cosa si tratti, ma lui mi dice che abbiamo poco tempo. Improvvisamente si accende in me la fiamma della ribellione, oltre a quella della curiosità, e ancora incavolato per il tempo perso a causa dei francesi al negozio di ceramiche, decido di sbattermene e di andare a vedere cosa c’è oltre il muro.
Con mia grande sorpresa scopro che ci ha portato a far pipì in un enorme cimitero di soldati americani morti tra il ‘41 e il ‘45. Distese di croci bianche perfettamente allineate a perdita d’occhio su prati di erba verdissima e suddivise in porzioni quadrate denominate da lettere dell’alfabeto, un po’ come se i soldati, anche da morti, si trovassero in riga suddivisi per plotoni pronti ad andare a combattere, in eterno. Sui muri sono riportate le consuete frasi di esaltazione che elevano al rango di eroi i figli della patria, che hanno salvato il mondo dalle fiamme dell’inferno.
Ho colto l’occasione per spiegare a mia figlia, e pure a me stesso, l’orrore dei tempi passati e del presente e mi sono reso conto che è sempre più dura tenere insieme i cocci delle nostre esistenze alienate dalla realtà. Andare a far pipì al cimitero militare piuttosto che al centro commerciale: che differenza fa quando non si è più in grado di dare il giusto valore alle cose? Le nostre vite valgono quanto i cocci del negoziante tunisino, il loro prezzo lo stabilisce sempre il Mercato.
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