In riferimento ad un articolo del 14 dicembre su una coppia di sposi in attesa di un figlio ridotti per strada dalla cacciata dagli SPRAR -in cui Famiglia Cristiana scrive che non si può far accadere questo e contemporaneamente invitare a fare il presepe-, Salvini ha dichiarato risoluto che è tutto falso e ha attribuito la diffamante qualifica di “giornale di ultrasinistra” ad uno tra quelli su cui indubbiamente si sbaglia!
La Meloni in un video di 2 minuti condiviso sui social si è dichiarata cintura nera di presepe, pur ammettendo che quando il presepe non era messo in discussione dai miscredenti -sempre ammettendo che attualmente lo sia-, era alberista. Ci invita tutti a farlo, perchè il presepe le ha insegnato i valori del rispetto, della sacralità della vita e perfino, anche se non spiega come, della laicità dello Stato! Ma soprattutto ha ricordato a noi tutti che la natività più che essere importante in quanto tale lo diventa in qualità di termine di contrapposizione allo straniero, al non italiano e non cristiano, al musulmano. Che è solo l’ennesimo strumento di una propaganda identitaria che sorvola troppo semplicisticamente su ogni questione storica, teologica, esegetica, dottrinale, e perfino di semplice fede. Dalle natività in casa dei leghisti e dei neo-fascisti nascerà l’anticristo stanotte.
Infatti da Piazza del Popolo un ragazzo e una ragazza sono stati portati via bruscamente -da due uomini di un non meglio precisato servizio d’ordine che li hanno cosegnati ad agenti in borghese- perchè si sono presentati all’adunata salviniana con un cartello con scritto “Ama il prossimo tuo”, mentre al contempo dei ragazzini minorenni che goliardimente hanno apposto le statuine del presepe sì da simulare un atto sessuale tra Maria e Giuseppe sono stati denunciati; pare la pena preveda fino a 5.000,00€ di multa e 2 anni di reclusione! Vilipendio di confessione religiosa è il reato.
Se ne ricava la misura esatta dell’attaccamento bipolare ai valori cristiani. A considerazioni di questo tipo si presta anche la rissa accaduta a Gela, tra due mamme in lizza per aggiudicarsi un buon posto alla recita scolastica di Natale della prole. Il posto utile a venirne via con un ottimo video.
Intanto il Ministro dell’Interno, alla scuola di formazione politica della Lega a Milano, è intervenuto dicendo che gli insegnanti che non promuovono la religione nelle scuole sono diseducatori più che educatori, ma anche persone che vanno “semplicemente curate”!
I valori cristiani sono importanti. Una faccenda politica e sociale; morale un po’ meno o per niente.
A Trento, Vitali, un boscaiolo ventottenne di origini moldave, lavorava in nero per un imprenditore che, a seguito di un incidente sul lavoro che ne ha causato la morte, per occultare le sue evidenti responsabilità, ne ha gettato il cadavere in un dirupo nel bosco a circa 600 metri dal cantiere. Ha poi avvisato di aver trovato il corpo di un uomo che non conosceva, ma i familiari hanno riconosciuto il cappello di Vitali nel cantiere, e l’uomo è stato denunciato a piede libero. Niente fermo, niente arresto.
A Palermo un gruppo di 5 minorenni ha aggredito un venditore di rose originario del Bangladesh, ed è stato ritrovato agonizzante con una profonda ferita alla testa Aid Abdellah, detto Aldo, un uomo di origini franco-algerine, un senza tetto, ad oggi un uomo morto, aggredito da un sedicenne, ucciso. Un altro ragazzo di vent’anni di origini senegalesi è stato aggredito a Torino al grido di “negro di merda”, “tornatene a casa tua”, e mentre uno degli aggressori gli sferrava un pugno, un altro lo colpiva all’altezza dell’orecchio con un bicchiere di vetro! A Latina due fratelli di 14 e 15 anni nati in Italia da genitori congolesi sono stati raggiunti dagli insulti razzisti di un gruppo di 13 coetanei che infine li ha aggrediti brutalmente. Hanno procurato loro perdita di conoscenza, trauma cranico, frattura dello zigomo e shock; a noi tutti invece?
Il senatore leghista Pepe ha confuso Adriano Sofri con Cesare Battisti e la vicepresidente del Senato Paola Taverna, sbagliando l’apposizione di una virgola, ha twittato che il suo M5S accetta soldi in cambio dell’elargizione di favori. Il deputato leghista Marchetti ha ricevuto una comunicazione allarmata dal genitore di uno studente di scuola media che a Spello, in Umbria, ha trovato scritto su un libro di testo che “l’immigrazione sarà necessaria per bilanciare il saldo naturale negativo della popolazione italiana” e ha gridato convinto, subito, all’indottrinamento. Il deputato ha garantito che la questione finirà subito sul tavolo del Ministro dell’Istruzione, e io davvero non posso credere che dopo anni ed anni di un’editoria scolastica raccapricciante -per ben più di una ragione- questa finisca col tornare in auge, laddove per fatalità se ne discute, proprio a ri-partire dalla tesi del presunto orientamento “sinistroide” che la scuola pubblica italiana darebbe all’educazione dei giovani.
Intanto all’uscita di un liceo di Salerno, a due studentesse che ricordavano l’incostituzionalità del fascismo ad esponenti di Forza Nuova intenti a distribuire volantini propagandistici, è stato intimato di stare zitte giacché in quanto donne, non possono parlare e dovrebbero piuttosto tornare a casa a lavare i piatti. Non avendo l’ammonimento dissuaso le due, i giovani neo-fascisti si sono risolti nell’aggredirle fisicamente colpendole anche in viso!
Sempre di stare zitta ha gridato un quarantenne romano ad una donna di colore su un bus urbano quando lei gli ha chiesto, in risposta al “Tu qui che fai?”, cosa gli avesse mai fatto. Sono seguiti insulti razzisti, sputa e colpi, alla donna e al passeggino in cui sedeva la bimba che era con lei. Sono intervenuti un ragazzo e una ragazza, colpiti anche loro. Quando all’arrivo della polizia il mezzo è ripartito, i passeggeri hanno commentano disturbati il tempo perso e il ritardo accumulato, ha raccontato la ragazza solidale riflettendo amaramente su come questi siano stati nella percezione dei presenti ben più urgenti del dilagare della violenza razzista!
Questa è la condizione d’animo e di coscienza che fa da sfondo al Natale di quest’anno: odio e violenza, nessun amore né spirito di fratellanza, nessun rapporto oggettivo dei precetti con l’azione quotidiana. A Milano file notturne con temperature gelide davanti all’ingresso dei negozi pronti a vendere l’ultima scarpa di grido, e i supermercati strapieni di fedeli ad acquistare pesce, vino buono e panettoni. Due su tre vanno via con le buste piene bestemmiando all’uscita contro i “neri” che chiedono l’elemosina! Qualcuno dice che li portano con i pulmini e li riprendono la sera, che sono un’organizzazione e fanno un sacco di soldi, che sono ricchi!
La liceità dell’abbrutimento è ormai conclamata, una millantata esasperazione collettiva giustifica ogni degenerazione, e nel comportamento aggressivo di uno trova coraggio e licenza quello di tutti. La virtù a cui si ispira la nuova Italia è la forza, che ciascuno intende per come può -suo malgrado-. La forza si dissocia dall’animalità, l’animosità e l’arroganza, e si autoracconta come dignità e fermezza, assunzione di responsabilità e contributo concreto. Orde di forzuti si fanno avanti a spalle larghe colpendo in viso chi per questo o quello non trova collocazione nelle strettoie dei loro angusti orizzonti mentali.
Fate attenzione, chiunque può trovarsi ad essere l’elemento estraneo nel cono ottico di un forzuto. Io ieri ne ho visto avanzare uno verso di me, col portamento delle ruspe a cui spesso inneggiano, perchè guardavo insistentemente un tagliere in legno di bamboo esposto oltre le casse da cui ero uscita senza scampi e salmoni, senza un carrello pieno di acquisti, ma con una misera bustina da 20,00€. A passo da sfilata di bodybilding, mani sui fianchi e gomiti larghi, auricolare e fascetta “security”, sfrecciando tra persone non sospette mi arriva a 50 cm e fa: “Che c’è? Dica”. “Perchè lei sa quanto costa?”, gli chiedo io sperando che capisca che ho bisogno di un addetto e non di un forzuto. “No questo è coi punti” risponde lui. “Ah” gli dico io mentre mi incammino all’uscita e aggiungo “va bene, grazie, arrivederci” sforzandomi davvero di non elargirgli un vaffanculo. Lui muto, non risponde e non saluta, sempre mani ai fianchi, gomiti larghi e petto in fuori, mi ha fissata fino alla porta, forse davvero convinto di aver sventato un furto.
Buon Natale, senza sorrisi né auguri agli sconosciuti, con porte e porti chiusi, in cui abbondino l’astio, il sospetto e il rancore. Che sia benvenuto il bambinello nella mangiatoia dei vostri presepi, speriamo nessuno gli spari credendolo un ladro.
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