Il 30 maggio 1968, a Roma, una manifestazione di solidarietà con il Maggio francese si trasforma in una lunga giornata di scontri con le forze dell’ordine. Il corteo si dirige verso l’Ambasciata di Francia, ospitata a Palazzo Farnese, in piazza Farnese, luogo simbolico della protesta.
La mobilitazione nasce sull’onda degli eventi francesi, dove studenti e operai stanno mettendo in discussione l’ordine politico e sociale, dando vita a uno dei più grandi movimenti di massa del Novecento . Anche in Italia, e in particolare a Roma, il clima del Sessantotto è già segnato da occupazioni universitarie, manifestazioni e scontri con la polizia.
In questo contesto, la manifestazione del 30 maggio assume un significato politico preciso: esprimere solidarietà internazionale e allo stesso tempo rilanciare le rivendicazioni del movimento studentesco e operaio italiano.
Il corteo arriva davanti all’ambasciata francese, ma qui viene bloccato e caricato dalla polizia. Gli scontri si intensificano rapidamente e proseguono per ore, trasformando l’area tra piazza Farnese e le vie circostanti in un campo di confronto diretto.
Le cariche sono violente e ripetute, e si protraggono fino a tarda sera. Il bilancio finale è pesante: 24 feriti, 4 arresti e circa 50 fermati.
La giornata si inserisce in una sequenza di mobilitazioni che caratterizzano il 1968 italiano, segnato da una crescente radicalizzazione del conflitto sociale. Le piazze non sono più soltanto luoghi di protesta, ma spazi di scontro aperto tra manifestanti e forze dell’ordine.


