Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2001, un ragazzo che frequenta il centro sociale Spartaco viene fermato davanti a un altro spazio sociale romano, il Corto Circuito, in zona Cinecittà, da carabinieri in borghese.
Secondo la ricostruzione, i militari non si sarebbero qualificati e sarebbero scesi dall’auto con le pistole in mano, inseguendo i due ragazzi che si trovavano insieme. Uno dei due riesce a mettersi in salvo nascondendosi in un cassonetto, mentre l’altro viene raggiunto e picchiato.
L’accusa contestata al ragazzo fermato sarebbe quella di aver tentato il furto di un’automobile, che risulterebbe però essere l’auto dell’amico con cui si trovava in quel momento.
Il giovane viene portato al comando della caserma dei carabinieri del Quadraro, dove – secondo quanto denunciato – viene ripetutamente picchiato. L’amico si presenta in caserma per scagionarlo dall’accusa di furto, ma viene invitato a presentare denuncia per un tentativo di furto mai avvenuto.
Il ragazzo viene rilasciato soltanto alle cinque del mattino. Successivamente, medicato al pronto soccorso, gli vengono riscontrate varie ferite e viene assegnata una prognosi di 10 giorni


