Raid israeliani su Rafah e sugli ospedali di Khan Younis e Gaza City

Raid israeliani violenti colpiscono oggi, mercoledì 27 marzo, in particolare Rafah, con bombardamenti aerei e dell’artiglieria. All’alba presa di mira una zona a ridosso del confine egiziano dove erano ammassati, in tende di fortuna, migliaia di sfollati: 11 i morti. Tra loro l’ennesima giornalista, Ola Abdelmoneim Lubbad, uccisa insieme al marito e ai figli in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira la casa dove aveva cercato rifugio, assieme a circa un milione di palestinesi.

Raid israeliani a ripetizione anche nel resto della Striscia, con le strutture sanitarie sempre nel mirino. All’ospedale Nasser, a Khan Yunis, arresti di personale medico e tra gli sfollati. I quartieri limitrofi sono stati bombardati. Decine i civili uccisi. Anche l’altro centro medico Amal, della Mezzaluna rossa palestinese, sempre a Khan Yunis, ha subito la stessa sorte ed è fuori uso.

Prosegue poi, ormai da 9 giorni, l’assedio all’ospedale al-Shifa di Gaza City. Qui, denuncia l’ong indipendente EuroMed Monitor, l’esercito occupante ha fucilato almeno 13 bambini.

Dal 7 ottobre, Tel Aviv ha ucciso 32.490 mila palestinesi (quasi 15mila minori) e ne ha feriti 75 mila. Ci sono poi almeno 10mila dispersi, sotto le macerie: ridotte al minimo le possibilità di trovare qualcuno in vita. Nelle ultime 24 ore si contano 60 i raid aerei, con 8 massacri, 76 vittime e 102 feriti.

Come annunciato da diversi esponenti del governo, Tel Aviv non ha quindi alcuna intenzione di rispettare la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu di tre giorni fa.

Anzi: l’occupazione colpisce sempre più duro, sia a Gaza che nella Cisgiordania Occupata. Qui ci sono 3 palestinesi uccisi a Jenin, mentre a Nablus e Qalqilia feriti gravemente due giovani di 20 e 21 anni. In tutte queste operazioni, le truppe israeliane sono accompagnate da bulldozer militari per la distruzione delle infrastrutture urbane. Proseguono poi raid e rapimenti, travestiti da arresti: secondo la Società Palestinesi dei Prigionieri, dal 7 ottobre sono 7.800 i palestinesi portati via dagli occupanti.

L’aggiornamento a Radio Onda d’Urto sulla situazione in Palestina, a 173 giorni dall’inizio del genocidio israeliano, con Francesco Giordano, compagno di Fronte Palestina. Ascolta o scarica

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