Memoria come atto politico: “Quella notte alla Diaz” un graphic novel gratuito per smascherare la continuità della violenza istituzionale. Un’opera necessaria per rompere la rimozione, smascherare l’impunità e difendere il diritto al dissenso
A quasi venticinque anni dopo il G8 di Genova, la Diaz non è un ricordo del passato. È una ferita aperta, una linea di continuità che attraversa la storia recente di questo Paese e arriva fino alle pratiche repressive di oggi. Quella notte alla Diaz è il graphic novel di Christian Mirra, costruito a partire dalla sua esperienza diretta durante l’assalto alla scuola Diaz, una delle pagine più nere della gestione dell’ordine pubblico in Italia.
Mirra ha scelto una strada radicale e coerente con il senso del progetto: pubblicarlo gratuitamente online, una pagina a settimana. Non per nostalgia, non per commemorazione rituale, ma per restituire memoria, verità e accesso. Soprattutto a chi oggi non conosce quei fatti, o li conosce solo attraverso una narrazione istituzionale che li ha progressivamente sterilizzati, ridotti a “errori”, isolati dal loro contesto politico.
👉 La pagina di accesso al progetto, con la spiegazione completa del percorso, è qui:
🔗 https://www.christianmirra.com/diaz-project
La Diaz non è un’eccezione. È un metodo
L’assalto alla Diaz non fu una deviazione. Fu una pratica sistemica, organizzata, coperta, difesa. Pestaggi, torture, falsificazioni di prove, menzogne costruite a tavolino. E poi l’impunità. Un dispositivo repressivo che si dispiegò in modo totale, colpendo corpi inermi, persone che dormivano, che non opponevano resistenza. Un’operazione che aveva un obiettivo chiaro: punire il dissenso, terrorizzare un movimento, ristabilire un ordine politico prima ancora che pubblico.
Il valore di Quella notte alla Diaz sta proprio qui: non separa il vissuto individuale dalla dimensione collettiva. Il racconto personale diventa strumento per comprendere un meccanismo più ampio, che riguarda lo Stato, la polizia, la giustizia, l’informazione. E che continua a riprodursi.
Perché parlarne oggi
Oggi, mentre si moltiplicano decreti sicurezza, arresti preventivi, perquisizioni arbitrarie, criminalizzazione del dissenso, la Diaz torna a parlarci con forza. Non come evento chiuso, ma come chiave di lettura del presente. Le stesse logiche — emergenza, nemico interno, sospensione dei diritti — vengono riproposte con linguaggi nuovi ma con la stessa sostanza.
Leggere questo graphic novel significa capire da dove veniamo per riconoscere dove stiamo andando. Significa smascherare la retorica della “sicurezza” come copertura della violenza istituzionale. Significa ricordare che la democrazia non viene svuotata tutta in una volta, ma colpo dopo colpo, notte dopo notte.
Memoria come atto politico
La scelta della pubblicazione gratuita non è un dettaglio tecnico: è una presa di posizione politica. Rendere accessibile la memoria significa sottrarla al controllo, al mercato, alla rimozione. Significa affermare che la memoria è un bene comune, uno strumento di difesa collettiva contro la normalizzazione dell’abuso.
Quella notte alla Diaz non chiede compassione. Chiede attenzione, consapevolezza, responsabilità. Chiede di non voltarsi dall’altra parte. Di riconoscere che ciò che è accaduto allora non è incompatibile con ciò che accade oggi.
Per questo va letto. Per questo va condiviso. Perché ricordare la Diaz non è guardare indietro. È resistere nel presente.
Osservatorio Repressione è una Aps-Ets totalmente autofinanziata.
Puoi sostenerci donando il tuo 5×1000
News, aggiornamenti e approfondimenti
sul canale telegram e canale WhatsApp


