Preferirei di no

di Roberta Cospito

È arrivata nelle sale una mostruosa creatura femmina che mette in crisi le gerarchie su cui si regge l’ordine sociale, i ruoli imposti dalla Società: la Sposa

Nella giornata dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, è arrivato nelle sale La Sposa! il nuovo film della regista statunitense Maggie Gyllenhaal.

La pellicola è liberamente ispirata al film La moglie di Frankenstein di James Whale (1935), a sua volta tratto dal romanzo Frankenstein di Mary Shelley.

Nel prologo del film è proprio un’inquieta Mary Shelley a spiegare allo spettatore che, non essendo riuscita in vita ad approfondire la storia della sposa del mostro di Frankenstein, decide di rimediare ora.

La vicenda si sposta quindi nel 1936 dove Ida, una giovane e bella donna che ha pubblicamente deriso il boss mafioso Vito Lupino, viene uccisa da uno dei suoi sgherri.

Il suo corpo verrà dissotterrato dalla scienziata (pazza?) Cornelia Euphronious per dare a Frankenstein il mostro, stanco di oltre cent’anni di solitudine, la compagna che le ha chiesto con fervore.

L’esperimento ha successo: la ragazza torna in vita e, priva della memoria della sua vita precedente, si trova così a fare coppia con la mostruosa creatura.

In tal modo hanno inizio le peripezie dei due cosiddetti “rinvigoriti”, tra violenti omicidi, furti, fughe a piedi e in automobile, liti e riappacificazioni.

In questa improbabile vicenda di amore e morte, la regista riesce a toccare tantissimi argomenti di stretta attualità con grazia, ironia ed efficacia.

Per esempio, affronta il delicato tema del consenso. La moglie di Frankenstein, ribattezzata Penny, mentre sta assistendo a una proiezione con il suo compagno amante di Cinema, si alza per spiegare con toni accesi e poco garbati, a un giovane uomo seduto nella fila di poltrone davanti, che se la sua ragazza non vuole continuare con le effusioni nel buio della sala è decisamente ora che lui smetta d’insistere.

In un altro momento del film, invece, Penny si lancia in un furioso monologo pubblico contro la prevaricazione maschile e, sulla scia della sua ribellione anarchica, nascerà spontaneamente una sorta di movimento femminista di donne che la prendono a modello, vestendosi e truccandosi come lei, replicandone addirittura la nera macchia sulla guancia dovuta a un liquido che l’ha riportata in vita, “rinvigorita”.

Alla ricerca di questi due novelli Bonnie and Clyde troviamo una coppia di sbirri: il più alto in grado, che dovrebbe dirigere le indagini, è un uomo; l’agente donna – Penélope Cruz –, pur essendo relegata ai margini dell’inchiesta e apostrofata come “brava segretaria”, ha invece le intuizioni e le osservazioni più brillanti che la porteranno verso la risoluzione del caso.

Il personaggio de La Sposa! è simbolo di ribellione, soprattutto perché non accetta passivamente la condizione che l’ha portata alla “rinascita”: essere cioè la moglie di Frankenstein, spesso chiamato semplicemente Frank.

La sua frase tormentone “preferirei di no”, mutuata dal racconto di Herman Melville Bartleby lo scrivano: una storia di Wall Street, ben rappresenta la costante messa in discussione dell’idea che una donna debba automaticamente rispettare le aspettative degli altri, assumendo un ruolo passivo di costante accettazione delle richieste che le vengono fatte. La Sposa, invece, rifiuta di collaborare con il Sistema profferendo con gentilezza questa frase, lasciando costantemente spiazzati i suoi interlocutori.

Interessante anche l’umanizzazione dei “mostri” Frankenstein e Signora. Durante la fuga i due s’intrufolano in un party di celebrità, tra cui anche Ronnie Redd – Jake Gyllenhaal, fratello del regista – l’attore tanto amato dal nostro protagonista appassionato di Cinema. Penny e Frank finiranno col muoversi nell’elegante sala con una naturalezza incredibile, ritenendo un blando travestimento – una giacca da cameriere per lui e un velo in testa per lei – sufficiente a confonderli con le presenti celebrità.

Il tono del film, oscillando tra grottesco commedia nera e horror, è costantemente e volutamente eccessivo: quando la coppia viene intercettata dalla polizia e un agente prova a violentare la Sposa, viene da lei rapidamente ucciso e gli viene strappata la lingua a morsi.

Questa mostruosa creatura femmina non è semplicemente un esperimento scientifico, ma è elemento disturbante, una presenza che mette in crisi le gerarchie su cui si regge l’ordine sociale, i ruoli imposti dalla Società e ci fa concludere che un qualche tipo di rivoluzione è preferibile all’inerzia.

Osservatorio Repressione è una Aps-Ets totalmente autofinanziata.

Puoi sostenerci donando il tuo 5×1000

News, aggiornamenti e approfondimenti

sul canale telegram e canale WhatsApp