Prato: ennesima aggressione squadrista contro i lavoratori

Un fermo immagine del video che mostra l'aggressione nei confronti dei lavoratori in sciopero (ANSA/Giorgio Bernardini)

Il sindacato di base Sudd Cobas ha denunciato una aggressione ai lavoratori in presidio presso la Euroingro di Prato

A Prato, finisce in scontro la manifestazione dei Sudd Cobas che vedeva decine di lavoratori del settore abbigliamento in sciopero perché gli venisse riconosciuto un regolare contratto di lavoro dal centro distribuzione Euroningro. Una quindicina di cittadini di origine cinese, arrivati appositamente al presidio, si è scagliata violentemente contro gli operai, molti dei quali pakistani. Sul luogo erano già presenti anche alcuni agenti della Digos che stavano monitorando, come da prassi, lo svolgimento della manifestazione. Due di loro, intervenuti per dividere le due fazioni, sono rimasti feriti. La magistratura sta già indagando: tre cittadini cinesi di 27, 30 e 60 anni sono stati fermati. Sono sotto inchiesta per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Le indagini proseguono, nel frattempo, per individuare gli altri appartenenti al gruppo.

L’aggressione è stata ripresa da alcuni video girati dai lavoratori in sciopero. Nei filmati si vede un gruppo formato da una quindicina di persone uscire insieme da un capannone per minacciare i manifestanti. Dopo alcuni momenti molto tesi, un’agente della Digos intervenuta per cercare di riportare la calma è stata spinta a terra. A quel punto la violenza è aumentata: gli aggressori hanno iniziato a sferrare calci e pugni ai lavoratori, ai poliziotti e ai sindacalisti. Il gazebo è stato distrutto.

Il procuratore Luca Tescaroli, in una nota, ha spiegato che i cittadini di origine cinese volevano colpire i lavoratori, impegnati nella manifestazione indetta per fare il punto sulla vertenza col consorzio.

Respinta aggressione al picchetto a Euroingro, il più grande centro di distribuzione dell’abbigliamento d’Europa – hanno scritto i SuddCobas sui social – Una trentina di padroni e crumiri hanno tentato di sfondare i picchetti e distruggere i presidi sindacali”.

Il presidio, ricordano i sindacalisti, era dovuto alla chiusura delle trattative per regolarizzare 5 operai costretti a lavorare a nero 12 ore al giorno. “Durante un controllo in azienda, sono stato costretto a stare rinchiuso in un deposito per dieci ore, senza acqua e cibo”, ha raccontato Hassan, uno dei lavoratori in sciopero che, prima di sindacalizzarsi, lavorava a nero. Venerdì scorso Hassan è stato licenziato senza preavviso.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Arturo Gambassi, del sindacato Sudd Cobas. Ascolta o scarica.

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