Partigiani della memoria: il teatro torna in viaggio per custodire l’eredità politica del G8 di Genova


Parte il tour autunnale di a20ANNI – Cronache di inizio millennio: uno spettacolo che rifiuta la memoria celebrativa e trasforma il ricordo di Genova 2001 in uno strumento di riflessione, resistenza e costruzione del presente. Area Teatro rilancia il progetto con l’obiettivo di riportare nei territori una memoria collettiva, critica e indipendente.

A venticinque anni dal G8 di Genova, una delle pagine più drammatiche della storia democratica italiana continua a interrogare il presente. Le celebrazioni del venticinquennale hanno confermato come quei giorni del luglio 2001 non appartengano soltanto alla storia, ma rappresentino ancora oggi una chiave di lettura indispensabile per comprendere la trasformazione della democrazia, delle forme del dissenso e delle politiche securitarie che hanno attraversato il Paese negli ultimi decenni.

È proprio da questa consapevolezza che nasce “Partigiani della Memoria – Autunno Caldo”, il nuovo tour dello spettacolo “a20ANNI – Cronache di inizio millennio”, promosso dalla compagnia Area Teatro, che da oltre vent’anni porta sui palchi italiani una narrazione alternativa e controcorrente del G8 di Genova.

L’obiettivo dichiarato è semplice quanto ambizioso: sottrarre la memoria alla ritualità degli anniversari e trasformarla in un esercizio permanente di libertà e di liberazione.

Il rischio, infatti, è che Genova venga ricordata soltanto nei giorni delle commemorazioni, per poi tornare nell’oblio mediatico fino all’anniversario successivo. Una memoria “a tempo determinato”, incapace di incidere sul presente e di trasmettere alle nuove generazioni il significato politico di ciò che accadde.

Lo spettacolo nasce proprio per contrastare questa rimozione.

Dal 2002, in forme diverse e attraverso numerose tournée, a20ANNI – Cronache di inizio millennio racconta la stagione del movimento no global, le giornate del G8, la morte di Carlo Giuliani, le violenze della Diaz e di Bolzaneto, ma soprattutto il patrimonio politico, culturale e umano di quel movimento che seppe mettere in discussione il modello economico dominante, la guerra, le disuguaglianze e la globalizzazione neoliberista.

La nuova tournée autunnale rappresenta quindi un ulteriore passo di un progetto artistico che non si limita alla ricostruzione storica, ma invita il pubblico a interrogarsi sulle continuità tra quel passato e l’attualità.

Negli ultimi venticinque anni molte delle pratiche sperimentate durante il G8 – dalla gestione militarizzata dell’ordine pubblico alla criminalizzazione del dissenso, fino alla costruzione mediatica del “manifestante violento” – sono diventate elementi ricorrenti della vita democratica italiana. Per questo Genova continua a parlare al presente.

Secondo Area Teatro, fare memoria significa allora costruire strumenti di comprensione collettiva, sottraendo il racconto di quei fatti alle semplificazioni e alle distorsioni che ancora oggi caratterizzano una parte dell’informazione.

La compagnia definisce lo spettacolo “un atto d’amore verso la memoria, verso la lotta e verso il futuro”. Un omaggio a chi non si è mai arreso, a chi continua a portare dentro di sé l’esperienza del G8, ma anche alle nuove generazioni che quella stagione non l’hanno vissuta direttamente e che oggi si trovano ad affrontare nuove forme di repressione, precarietà e limitazione degli spazi democratici.

Il tour assume così anche un significato più ampio: riaffermare il valore dell’arte indipendente come luogo di elaborazione politica e culturale.

In un contesto in cui la produzione culturale è sempre più condizionata dalle logiche del mercato, delle grandi piattaforme e delle multinazionali della comunicazione, la scelta di continuare a portare in scena uno spettacolo esplicitamente politico rappresenta un gesto di autonomia e di resistenza. Significa rivendicare il diritto di raccontare una storia che troppo spesso viene marginalizzata o ridotta a poche immagini stereotipate di violenza, cancellando le ragioni di un movimento che seppe mobilitare centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo.

Il titolo scelto per il nuovo percorso, “Partigiani della Memoria”, richiama proprio questa responsabilità collettiva. Custodire la memoria non come esercizio nostalgico, ma come pratica quotidiana di impegno civile. Essere “partigiani” della memoria significa scegliere da quale parte stare nel racconto della storia, difendere il diritto alla verità e impedire che la rimozione o la riscrittura degli eventi cancellino il significato politico di ciò che è accaduto.

Per questo lo spettacolo continua a viaggiare nei teatri, negli spazi sociali, nelle piazze e nei luoghi della cultura indipendente, trasformando ogni rappresentazione in un’occasione di confronto tra generazioni diverse.

Perché Genova non è soltanto un ricordo. È una domanda ancora aperta sulla qualità della nostra democrazia, sul diritto al dissenso e sulla capacità di immaginare un altro futuro. E forse è proprio questo il senso più profondo del tour: fare della memoria non un museo, ma uno strumento vivo di libertà.

per contatti: www.areateatro.itwww.alessiodimodica.com  – https://20anni.webnode.it/

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