Soldati israeliani in vacanza in Sardegna, bambini sotto le macerie e la Polizia protegge i militari e notifica fogli di via agli attivisti contro il genocidio in atto in Palestina
Il 13 settembre la polizia ha notificato a attiviste/i in solidarietà con la Palestina, svariati “fogli di via” dal Comune di Olbia motivandoli con infondate accuse di pericolosità sociale in seguito alla manifestazione del 31 agosto presso l’Aeroporto Costa Smeralda, durante la quale decine di manifestanti hanno contestato pacificamente e rallentato lo sbarco dei militari sionisti in vacanza in terra sarda.
Durante quella giornata, decine di persone avevano preso parte al sit-in di protesta in segno di solidarietà con il popolo palestinese.
La misura prevede per loro l’obbligo di allontanamento per un anno dal comune di Olbia a causa – si legge – “dell’inclinazione a condotte che mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica”.
Siamo difronte all’ennesimo atto repressivo nei confronti di chi decide di dimostrare concretamente la propria solidarietà alla lotta palestinese, contestando in maniera lecita la presenza di persone legate e coinvolte in maniera diretta nel genocidio del popolo palestinese in corso.
Radio Onda Rossa ne ha parlato con una compagna di A Foras Ascolta o scarica
“Totale solidarietà e vicinanza a chi ha semplicemente esercitato il diritto costituzionale di manifestare”, dice il consigliere regionale di Uniti per Todde, Valdo di Nolfo, che definisce il provvedimento “pretestuoso e strumentale” e aggiunge “Ci chiediamo chi abbia dato indicazioni alle forze dell’ordine di notificare i fogli di via”.
Secondo la legale del movimento A Foras Giulia Lai, il provvedimento è grave perché “impedisce di fatto la libera espressione del dissenso”. Sulla vicenda interviene anche il movimento Caminera Noa che chiede al consiglio regionale di bloccare l’accesso ai voli provenienti da Israele.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle persone colpite dalla repressione
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