A Napoli la polizia ha caricato e identificato 30 manifestanti dopo una contestazione contro la presenza della casa farmaceutica Israeliana TEVA alla Pharmaexpo alla Mostra D’Oltremare. Tutto è avvenuto a contestazione finita, è stato provocato da un cordone di polizia che ha impedito l’uscita ai manifestanti. Tre arresti

Sabato 25 ottobre, dopo una manifestazione statica e pacifica contro il colosso farmaceutico Teva, complice del genocidio contro il popolo palestinese, alcune attivisti e attivisti che hanno inscenato un flash mob con striscioni, canti e slogan, mentre si avviavano all’uscita, sono stati bloccati e identificati dalla forze dell’ordine, circondati e malmenati da decine di agenti in tenuta antisommossa.
Un infame rappresaglia contro un presidio pacifico, che da subito ha dovuto fare i conti con le ripetute provocazioni della Polizia e dei boss dell’industria farmaceutica, che hanno tentato di aggredire i manifestanti e strappare lo striscione, dopo circa mezz’ora siamo usciti dal padiglione per tornare a casa.
Prima di uscire dalla Mostra, i manifestanti stati accerchiati da circa un centinaio di agenti della celere e della guardia di finanza i quali, guidati dalla Digos, hanno caricato 2 volte con pugni, calci e manganellate, trappato lo striscione, identificati uno alla volta con videocamera. Nel mentre uscivamo uno alla volta, alcuni compagni sono stati nuovamente accerchiati, presi in disparte e colpiti con calci e pugni da agenti in borghese.
5 compagni sono stati portati in questura, e di questi 3, hanno ricevuto la convalida dell’arresto e sono ora in carcere. Un vero e proprio agguato di stampo fascista nei confronti di un semplice presidio di protesta.
Tutto questo per colpire chi manifesta per la Palestina e contro il governo complice del genocidio.
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