Duecentomila persone scendono in strada per protestare contro la “poll tax”. Una tassa introdotta dal governo Thatcher che colpiva ogni adulto britannico allo stesso modo indipendentemente dal suo reddito o dalle sue risorse.
Una “tassa elettorale” chiaramente regressiva che colpiva le classi medio-basse britanniche a favore dei ceti ricchi. Quando la polizia attaccò il corteo, anche con l’uso altamente spregiudicato di blindati, la reazione dei manifestanti, fino ad allora pacifici, fu durissima. Per difendersi dalle violenze partirono lanci di oggetti e scontri corpo a corpo.
La polizia, che non aveva previsto la risposta, subì l’iniziativa dei manifestanti. La protesta allora divampò, alcuni luoghi simbolici vennero attaccati e saccheggiati, tra essi una sede diplomatica dell’ambasciata sudafricana.
Nonostante la dura repressione che seguì la giornata, con oltre 450 arresti e sebbene le forze istituzionali condannassero i manifestanti, alla fine la “poll tax” verrà sconfitta dalle agitazioni fiscali e da uno sciopero fiscale di massa.
Questa vicenda concorse alla fine del governo di Margaret Thatcher.
(da Cronache Ribelli)


