Libano: Fine settimana di scontri e proteste popolari

An anti-government protester holds a Lebanese flag while standing in front burning tires that block a road in the town of Jal el-Dib, north of Beirut, Lebanon, Wednesday, Nov. 13, 2019. Lebanese protesters blocked major highways with burning tires and roadblocks on Wednesday, saying they will remain in the streets despite the president's appeal for them to go home. (AP Photo/Hassan Ammar)

A Beirut, capitale del Libano, la rabbia popolare continua ad assediare i palazzi del potere, contro la corruzione della classe politica, la crisi economica, la disoccupazione e le dure condizioni di vita per la popolazione. Le mobilitazioni di massa sono riprese con forza, e con nuovi scontri con la polizia, dopo le esplosioni che martedì scorso hanno devastato il porto e parte del centro città, con oltre duecento vittime, più di 7mila feriti e 300mila sfollati. Centinaia di migliaia di persone hanno manifestato nel fine settimana. Il governo libanese continua a perdere pezzi: dopo quello all’informazione, si dimettono anche i ministri dell’ambiente e della giustizia. Intanto continua la corsa, interessata, agli aiuti da parte delle potenze mondiali: saranno stanziati 250 milioni di euro il prima possibile secondo quanto avrebbero deciso i 30 leader internazionali riuniti ieri nella conferenza dei donatori organizzata dal presidente francese Macron. Trump ha annunciato che gli Usa forniranno un aiuto sostanziale, senza specificare la cifra.

Da Beirut Camilla, compagna e cooperante italiana.  Ascolta o scarica

da Radio Onda d’Urto