Ciao Mario,
spesso i cattivi sono anche stupidi e difficilmente ospitano idee lungimiranti.
Io credo tu abbia conosciuto all’incirca un centinaio di carcerati,una quantità numerica insufficiente per delineare un quadro reale della fauna carceraria. Spero di proporre il quesito referendario che mi dai,a coloro che frequentano i corsi scolastici,chissà che con l’assistenza degli insegnanti,non riescano a capire che il senso del pubblico,è il senso stesso per il quale possiamo ancora dirci,sentirci,chiamarci,collettività umana.
Ma molti di noi lazzari,sottoproletari,materia prima senza la quale la componente perbene della società,non riuscirebbe a distinguersi,quindi ad elevarsi,rispetto al popolo ordinario,inspiegabilmente,si trovano a sostenere,oggi più che mai,le istanze di sempre maggiore ricchezza,avanzate dalle oligarchie nazionali e transnazionali.
Concluderei dicendo,che l’atavico sentirsi inferiori pur non essendolo fisicamente nè mentalmente,delle masse più numerose,rispetto agli eletti,agli unti del potere,è la prima causa di successo di quest’ultimi.
Ne usciremo,da codesta deprivazione,dibeni naturali,solo quando ci liberemo dalle nostre sterpaglie mentali,che ci impediscono di liberarci dentro,di assumere una parità piena,non solo antropomorfa.Valli convincere questi….che l’acqua è un bene anche loro.Loro a cui basta sapere d’esser un giorno nati,per credersi vivi.
I comunisti,sostenevano i compagni Longo e Berlinguer,non devono consumarsi nella dialettica interna,seppur importantissima,occorre parlare a sempre più ampie componentidi popolo. la sta il successo dell’idea e la SOCIETA’ che vogliamo.
Apprezzo e mi emoziona l’intransigenza del marxista che è in te,ma insisto nella necessità di convergere con idee mediate,a tutte le componenti anticapitaliste sul campo.E guardare al traguardo.
Un abbraccio Alfio

