Lettera dal carcere di Bollate

Ciao Mario, ti allego copia di un articolo relativo ad un’agressione avvenuta a Bolllate;questi epi- sodi avvengono molto spesso,anche se la direzione fa di tutto per occultarli. Scrivo questo per agganciarmi al pianeta Bollate. Sappi che la realtà vissuta in questo Istituto,decantato come il carcere del futuro,dove tutti vivranno amorevolmente,è solo un’utopia;questo lo posso dire viven- done la realtà.Innanzitutto c’è solo una sezione con i cancelli aperti tutti i giorni; nelle altre le celle vengono aperte dalle 9.00 alle 10.30 ed il pomeriggio dalle 16.30 alle 17.30,questa è tutta la libertà che è concessa. Poi nella sezione dei protetti,quei pochi corsi che ci sono, sono solo uno specchio per le allodole,perchè ci vanno solo i raccomandati e tutti gli altri rimangono in sezione. Non hanno alternative. Poi se devi andare in infermeria per qualsiasi motivo,ti metti a suonare ed il più delle volte,quando ti va bene,ti aprono dopo mezzora,perchè non c’è la guardia e questo è per la mancanza di personale.Tante volte una sola guardia deve fare quattro piani.Passando ad altro,questo mese niente prodotti igienici,solo quattro rotoli a testa,sentendo ti dire che il peggio verrà andando avanti.Per quanto riguarda il vitto,hanno dimezzato le grammature delle porzioni.Protestare pacificamente non è possibile,siamo tutti coinvolti a guardare la sintesi.Sintesi che è un bel guinzaglio per tenere i detenuti come scolaretti esempla ri,per richiedere un permesso,un’affidamento ed altri benefici.Poi quando li chiedi c’è sempre la risposta del Magistrato con la classica risposta:la sintesi non è chiusa ed intanto stai qua! Se non in casi gravissimi,tutti hanno avuto il rigetto dell’istanza.Prima c’era tanto lavoro che impiegava tante persone;hanno dimezzato anche quello ed ora il lavoro prima retribuito,ora pas sa come volontariato.Ci sono detenuti che hanno problemi di denti e sono mesi e mesi che non vengono chiamati,lo sportello salute non funziona e l’unica cosa che fanno i medici,è metterti a vitto LATTE ! Qundo vivi sulle tue spalle queste cose,cresce la tensione e ti assle la rabbia,per- che non c’è reiserimento,se non c’è in carcre la garanzia dei diritti minimi di vita.