La memoria si fa teatro: il “Partigiani della Memoria Tour” porta il G8 di Genova in tutta Italia


Da Catania a Genova, da Milano alla Calabria, lo spettacolo a20ANNI – cronache di inizio millennio dal G8 di Genova attraversa luoghi di cultura e di resistenza per raccontare che Genova non appartiene al passato ma continua a interrogare il presente

A venticinque anni dal G8 di Genova, mentre il rischio della rimozione e della semplificazione incombe sulla memoria di quelle giornate, c’è chi continua a percorrere una strada diversa. Una strada fatta di arte, comunità e impegno civile. Perché ricordare Genova, oggi, non è un esercizio nostalgico né una rituale commemorazione. È una necessità storica e politica.

Con il Partigiani della Memoria Tour 2026, lo spettacolo a20ANNI – cronache di inizio millennio dal G8 di Genova, prodotto da Area Teatro, torna a viaggiare per l’Italia, portando nelle piazze, nei teatri, nelle università e negli spazi sociali il racconto di una stagione che continua a parlare al presente.

Le prossime tappe toccheranno Catania, al termine del seminario nazionale dei Cobas Scuola; Genova, all’interno delle iniziative del venticinquennale organizzate dal Comitato Piazza Carlo Giuliani presso Music for Peace; Milano, negli spazi del Laboratorio Occupato Kasciavìt; Valenzano, in provincia di Bari, presso il bene confiscato alle mafie gestito dalla cooperativa Semi di Vita; e Rende, all’Università della Calabria, su iniziativa di Filorosso ’95.

Non è un caso che il tour attraversi luoghi così diversi tra loro ma accomunati da un elemento fondamentale: sono realtà indipendenti, dal basso, che continuano a fare della memoria un terreno di impegno e di costruzione collettiva.

Perché la memoria, se non viene alimentata, rischia di trasformarsi in una celebrazione vuota. E la memoria di Genova, più di altre, ha bisogno di essere continuamente interrogata.

Per molti, il G8 del 2001 è rimasto impresso soprattutto per la violenza della repressione, per l’uccisione di Carlo Giuliani, per la Diaz e Bolzaneto. Ma Genova fu anche altro. Fu l’incontro di movimenti provenienti da ogni parte del mondo, la costruzione di un immaginario alternativo alla globalizzazione neoliberale, l’emersione di domande che, a distanza di un quarto di secolo, si rivelano ancora straordinariamente attuali.

Le guerre permanenti, l’esplosione delle disuguaglianze, la crisi climatica, il potere della finanza globale, la privatizzazione dei beni comuni, l’erosione dei diritti sociali e democratici erano già al centro delle riflessioni di quel movimento.

Per questo le lotte hanno bisogno di memoria. Perché senza radici storiche rischiano di apparire come episodi isolati, incapaci di riconoscere le continuità tra il passato e il presente. E senza spessore storico i movimenti diventano più fragili, più esposti alla rimozione e alla delegittimazione.

In questo senso il teatro può svolgere una funzione preziosa. a20ANNI – cronache di inizio millennio dal G8 di Genova non si limita infatti a raccontare degli eventi storici. Lo spettacolo compie un’operazione più ambiziosa: restituisce voce a una moltitudine di donne e uomini che attraversarono le strade di Genova e che, già all’inizio del nuovo millennio, avevano intuito molte delle contraddizioni che oggi segnano il nostro tempo.

L’arte del cunto siciliano si trasforma in una moderna ballata metropolitana. Un linguaggio antico si fa contemporaneo e accompagna il pubblico in un viaggio attraverso le migliaia di voci di quei giorni: attivisti, studenti, lavoratori, pacifisti, ambientalisti, donne e uomini che avevano immaginato un altro mondo possibile e che, nonostante tutto, continuano ancora oggi a interrogarci.

Non è un caso che questo spettacolo sia il primo capitolo della Trilogia del Futuro portata avanti da Area Teatro, insieme a La favola industriale blues e Infinita poesia – cunto per Victor Jara.

Perché il futuro, per essere pensato, ha bisogno della memoria. E Genova continua a rappresentare una delle grandi domande irrisolte del nostro tempo.

Per questo il Partigiani della Memoria Tour non è soltanto un’iniziativa culturale. È un atto politico nel senso più alto del termine. È la scelta di non lasciare che il G8 del 2001 venga ridotto a una fotografia ingiallita o a una semplice pagina di storia.

Venticinque anni dopo, Genova continua a parlare al presente. E il teatro, ancora una volta, si fa strumento di racconto, di resistenza e di trasmissione di una memoria che non vuole arrendersi all’oblio.


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