300 mila a Roma, centomila a Milano, Bologna, e Torino, 50 mila a Firenze, 30 mila a Venezia. Bloccate stazioni, tangenziali e autostrade da Nord a Sud. Cariche, idranti e lacrimogeni a Torino, Bologna, Milano, Napoli Padova
Lo sciopero generale di oggi, proclamato in modo unitario dopo il blocco della Freedom Flotilla, si è caratterizzato come l’ennesimo enorme atto di rottura contro l’economia del genocidio e la complicità del governo italiano. L’Italia intera è stata completamente paralizzata: da anni non si assisteva a una mobilitazione così ampia e determinata, con circa tre milioni di persone scese in piazza per bloccare la normalità produttiva e sociale del Paese.
Questo passaggio segue una escalation iniziata il 22 settembre, giornata che ha aperto una breccia, mostrando che la solidarietà non sarebbe rimasta confinata a manifestazioni simboliche ma avrebbe cercato di intaccare i nodi concreti della guerra. Il 3 ottobre, dopo l’assalto israeliano alla Global Sumud Flotilla, questa dinamica è esplosa su scala molto più ampia.
Quella che segue è una cronaca parziale, considerando che molte manifestazioni sono ancora in corso e ci saranno in molte città cortei serali.
A Roma la manifestazione più grande: trecentomila persone hanno bloccato le principali arterie muovendosi verso l’A24 e paralizzando la capitale.
A Milano più 100.000 persone in piazza, la Stazione Centrale occupata in più momenti, binari invasi, convogli Alta Velocità fermi, treni regionali soppressi. Si è toccato con mano che quando i binari si fermano, non è solo il trasporto passeggeri a bloccarsi, ma anche il cuore dei flussi di merci che attraversano il corridoio padano.
A Bologna centomila persone hanno paralizzato la tangenziale e l’autostrada, mentre la polizia tentava di sgomberare con un fitto lancio di lacrimogeni.
A Torino oltre centomila persone hanno invaso la città fino a raggiungere la sede della Leonardo, simbolo dell’industria bellica italiana, dove sono scoppiati scontri con le forze dell’ordine.
Genova ha visto circa 40.000 persone riversarsi sui varchi portuali di Sampierdarena e Albertazzi. Le banchine paralizzate, i TIR in coda chilometrica, container fermi. La stazione Principe è stata teatro di presidi e blocchi che hanno imposto ritardi ai convogli regionali.
A Firenze la vera sorpresa. La CGIL aveva parlato di 20.000, ma la realtà è stata molto più alta: almeno 50.000 persone, forse 60.000 (altre stime indicano anche nell’ordine di 100.000) secondo fonti locali, un corteo che ha attraversato i viali, ha occupato piazza della Stazione, ha toccato i binari di Santa Maria Novella. Convogli regionali cancellati, rallentamenti sulla tratta Firenze-Pisa e Firenze-Roma. La città, spesso piegata alle liturgie istituzionali, ha mostrato un volto insubordinato.
A Livorno due cortei distinti ( quello sindacale e quello studentesco) si sono fusi ai varchi portuali, bloccando Zara e Darsena Toscana; presidi alla stazione hanno interrotto le corse locali.
A Prato: l’interporto fermato da oltre duecento manifestanti, i camion incolonnati per ore, le merci dirette anche verso Israele intercettate e respinte, la circolazione spezzata. È in quella paralisi materiale che lo sciopero ha trovato la sua forma più radicale: non la pura esposizione simbolica di bandiere, ma l’interruzione concreta dei flussi; alcuna la retorica del dissenso, solo la pratica viva del blocco.
A Pisa migliaia di manifestanti hanno imboccato la FI-PI-LI, bloccando di nuovo la circolazione.
A Napoli oltre cinquantamila persone hanno forzato i cordoni della polizia e bloccato tutta l’area del porto, come accaduto anche a Salerno.
Un migliaio di persone tra studenti, lavoratori, sindacati e cittadini ha sfilato per le strade di Termoli, Campobasso e Isernia con bandiere e striscioni, gridando slogan come “Free Palestine”. Tutte le manifestazioni si sono svolte pacificamente, ma hanno provocato rallentamenti al traffico. A Campobasso, sotto pioggia e freddo, centinaia di persone hanno partecipato al corteo promosso da Cgil, Usb e Movimento 4 settembre, attraversando il centro cittadino fino al municipio, con studenti, lavoratori, pensionati. A Isernia oltre 350 manifestanti hanno riempito piazza della Repubblica, soprattutto studenti e docenti, insieme al sindaco Piero Castrataro e ad altri amministratori. Una donna palestinese residente in città ha lanciato un appello alla società civile per la fine del genocidio dei bambini, accolto da applausi e dallo slogan “Palestina Libera”. A Termoli circa un centinaio di studenti delle scuole superiori hanno attraversato la città a tappe, partendo da piazza “Donatori di Sangue” fino al Comune, con la partecipazione di sindacati, docenti e partiti di sinistra. Gli studenti hanno ribadito l’importanza della mobilitazione in ambito internazionale per il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.
“Silvia libera”. Il corteo per lo sciopero Cgil di Ancona in piazza del Crocifisso a supporto della Global Sumud Flotilla chiede il rilascio di Silvia Severini, impiegata pubblica anconetana di 54 anni, tra i fermati dall’esercito israeliano. Nella notte tra mercoledì e giovedì si sono perse le sue tracce assieme alla barca Seulle su cui viaggiava. Preoccupati il marito e i due figli della donna che hanno ricevuto poche e frammentate informazioni dalla Farnesina. Lo striscione alla testa del corteo è lo stesso usato nella manifestazione spontanea di mercoledì sera del coordinamento Marche per la Palestina: ‘Blocchiamo tutto’.
A Cagliari migliaia hanno invaso piazza Yenne, con studenti che hanno occupato i binari della stazione centrale
Migliaia di persone si sono radunate oggi in piazza d’Italia, a Sassari. Dopo aver occupato per tutta la mattina la piazza, un migliaio di manifestanti si sono mossi in corteo attraversando la città e bloccando il traffico automobilistico per raggiungere la zona industriale di Predda Niedda e protestare davanti alle rivendite di alcune multinazionali. Il corteo si è poi diretto nuovamente verso il centro della città e si è fermato all’emiciclo Garibaldi, dove ci sono stati lievi momenti di tensione, ben controllati sia dalle forze dell’ordine, sia dagli stessi manifestanti.
In trentamila al corteo di Palermo per Gaza e la Flotilla. Ai lati delle strade centinaia di cittadini guardano i manifestanti e applaudono. A Catania gli organizzatori parlano di “non meno di 8-9 mila partecipanti” mentre a Messina sono circa 1.500.
A Pescara i manifestanti hanno percorso il raccordo fino all’uscita di piazza Italia, raggiungendo il corteo principale, che intanto era davanti alla Prefettura per il comizio finale. Imponente la presenza delle forze dell’ordine. Nonostante il traffico congestionato in città in tutta la zona, alcuni automobilisti con colpi di clacson e applausi hanno dato il loro sostegno della manifestazione. 10mila complessivamente i manifestanti scesi in piazza.
Il Nord-Est è stato uno degli epicentri della mobilitazione. A Padova la mattina è iniziata con un corteo studentesco di 5 mila persone che hanno attraversato il centro e con un corteo in bici che dal Portello ha raggiunto l’interporto. In poche ore, oltre diecimila persone hanno paralizzato l’hub logistico, uno snodo fondamentale dei traffici europei. Qui si è ricongiunto anche il blocco indetto dalla Cgil. La risposta della polizia è arrivata poco dopo, con idranti e lacrimogeni contro il corteo che si dirigeva verso il terminal intermodale di corso Messico, dove hanno sede aziende come Msc, Zim e Maersk, direttamente legate ai traffici con Israele. A Venezia la città è stata completamente bloccata da oltre trentamila persone che, partite da Piazzale Roma e da Mestre, hanno occupato il Ponte della Libertà per ore, mentre le università erano state chiuse simbolicamente dagli studenti nel corso della mattinata. Vicenza ha visto due cortei muoversi dalla Cittadella degli Studi e dallo stadio fino a ricongiungersi a Vicenza Est. Davanti alla caserma Ederle i manifestanti hanno tracciato sull’asfalto la scritta “Trump assassino”, denunciando la complicità statunitense nel genocidio, e successivamente hanno bloccato prima il casello, poi la tangenziale Ovest. Una grande scritta “Palestina libera” campeggiava davanti ai caselli, segnalando la radicalità della giornata. A Treviso il corteo di diecimila persone ha invaso la città bloccando i binari e il cavalcavia della stazione, per poi muoversi verso la circonvallazione e bloccarla a lungo. Trento ha risposto con una partecipazione altissima, diecimila persone che sono diventate quindicimila nel blocco della tangenziale, rilanciando lo slogan “Abbiamo bloccato scuole e università ieri, oggi blocchiamo le città”. Anche l’Altovicentino ha fatto la sua parte: un migliaio di persone ha occupato il casello autostradale e la zona industriale di Thiene, intrecciando la denuncia della guerra a Gaza con la critica alla complicità italiana ed europea. Manifestazioni di massa anche a Belluno e Verona.
Adesioni allo sciopero italiano a Madrid, Barcellona e Lisbona
Adesioni allo sciopero generale per Gaza e in sostegno alla Flotilla si segnalano anche tra lavoratrici e lavoratori di istituzioni italiane con sede a Madrid, Barcellona e Lisbona: lo indica un portavoce dei partecipanti, che fanno parte del personale di Ambasciata, Scuola Statale italiana e Istituto Italiano di Cultura di Madrid, Consolato Generale di Barcellona e Ambasciata e Istituto italiano di Cultura di Lisbona. Una fonte del collettivo di scioperanti indica che le adesioni sono circa 30 in totale.
“Lavoratrici e lavoratori esprimono fermamente il loro NO al genocidio, NO all’aggressione del governo israeliano verso le navi della Flotilla e NO alla violazione dei principi costituzionali della Repubblica da parte del governo italiano che sta abbandonando lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini italiani in acque libere internazionali”, si legge nella nota, che termina con: “Con la Palestina nel cuore, forza Global Sumud Flotilla!”.
La giornata del 3 ottobre segna senza dubbio un punto di non ritorno. Ancora una volta uno sciopero sociale e politico che ha unito generazioni e settori diversi in un’unica voce: fermare la complicità con il genocidio, rompere l’assedio a Gaza, interrompere i meccanismi dell’economia di guerra che attraversano le nostre città. Dal 22 settembre a oggi, la traiettoria del movimento è evidente: agisce in modo permanente e blocca la quotidianità produttiva. È questo che fa paura ai governi e alle potenze complici, ed è questo che spiega la repressione violenta che abbiamo visto in diverse città. Ma l’effetto è stato l’opposto di quello cercato: la giornata di oggi mostra un movimento in crescita, capace realmente di bloccare un intero Paese.
Sabato 4 ottobre la manifestazione nazionale a Roma, in contemporanea con le grandi piazze francesi e spagnole, si annuncia come il passaggio successivo, in grado di condensare questa nuova fase. L’impressione è che non si tratti di un processo in corso che sta ridefinendo i rapporti di forza, in Italia e a livello internazionale.
(fonte Global Project)
Le corrispondenze di Radio Onda d’Urto dalle piazze italiane in sciopero generale per la Palestina
17:45: Da Umberto Gobbi, coordinamento Palestina di Brescia e Associazione Diritti per Tutti, un bilancio della giornata di Brescia Ascolta o scarica
Ore 17.30: Un bilancio della mobilitazione milanese di oggi, ma anche dei giorni scorsi, con Elia Rosati, nostro collaboratore Ascolta o scarica
Ore 17.15: a Torino il corteo sta per raggiungere la centrale piazza Castello, dove per le 18 è previsto un nuovo concentramento per continuare a bloccare la città. Il punto sulla giornata di lotta torinese con Martina, compagna del centro sociale Askatasuna. Ascolta o scarica.
Ore 16.20: a Torino la polizia blocca a più riprese il corteo che vuole tornare verso il centro città. I manifestanti riescono ad aggirare i blocchi e a proseguire.
Ore 15.50: a Genova bloccati i binari della stazione Porta Principe. Marco, dell’USB di Genova. Ascolta o scarica
Ore 15.40: A Pisa , dopo aver bloccato la tangenziale, in questi momenti è stato bloccato l’aeroporto “Galileo Galilei” e sospesi i voli.
Ore 15.15: a Bologna un corteo di 150mila persone occupa ora la tangenziale. Polizia e Carabinieri caricano con un fitto lancio di gas lacrimogeni. Il corteo resiste compatto. La corrispondenza di Federico della redazione emilanoromagnola di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
Ore 15.30: fitto lancio di lacrimogeni contro il corteo di Torino che si è ricompattato e tornato davanti alla Leonardo.
Ore 15.10: bloccata la tangenziale Est di Milano. Lanci di lacrimogeni da parte della polizia, ma i manifestanti rimangono a bloccare entrambe le carreggiate.
Ore 14.30: A Roma l’ USB parla di 300mila persone in piazza. Bloccata in questi minuti l’autostrada Roma – Aquila. Dal blocco la corrispondenza di Vincenzo Miliucci, della Confederazione Cobas. Ascolta o scarica
Ore 14.20: A Trento il corteo ha bloccato in mattinata l’ingresso autostradale cittadino della Modena – Brennero e successivamente è tornato ad occupare i binari della stazione, bloccata già ieri sera. La corrispondenza di un compagno. Ascolta o scarica
Ore 13.30 – A Brescia il corteo, con decine di migliaia di persone, invade nuovamente piazza Loggia per gli interventi conclusivi. Ascolta Umberto Gobbi, Coordinamento Palestina e Associazione Diritti per Tutti; Giorgio Cremaschi, Potere Al Popolo; Liliana, giovane compagna del Collettivo Onda Studentesca e di Dino Greco, Rifondazione Comunista. Ascolta o scarica
Ore 13.17 – A Genova prosegue il blocco del Varco Albertazzi presso il porto.
Ore 13.15 – Da Napoli Maryliù del Collettivo Autorganizzato Universitario dal porto commerciale occupato. Ascolta o scarica.
Ore 13.05 – A Torino scontri nei pressi di Ogr, sede di una serie di incontri previsti da oggi con la Von der Leyen e il multimiliardario Bezos.
Ore 13.00 – A Padova idranti e lacrimogeni contro il corteo che si muoveva verso l’Interporto.
Ore 12.48 – Da Roma Vincenzo Miliucci, compagno della confederazione Cobas, racconta di momenti di tensione con le forze di polizia nei pressi della Stazione Termini. Ascolta o scarica.
Ore 12.45 – Cariche di polizia a Napoli. Nel capoluogo campano la manifestazione ha raggiunto e poi occupato il porto commericale. Inutili i tentativi delle forze di polizia di bloccare l’oceanica manifestazione.
Ore 12.40 – Da Bergamo il collegamento con il compagno Jhonny, dove è stata occupata la Stazione dei treni. Ascolta o scarica.
Ore 12.35 – Da Bologna Federico della redazione di Radio Onda d’Urto Emilia-Romagna da un corteo oceanico anche per la città felsinea. Ascolta o scarica.
Ore 12.30 – Da Breno, Valle Camonica (BS), Alessandro della redazione di Radio Onda d’Urto Valle Camonica. Ascolta o scarica.
Ore 12.15 – Anche a Modena bloccata la tangenziale.
Ore 12.10 – A Firenze occupati da migliaia di manifestanti i binari della linea ferroviaria Milano-Roma.
Ore 12.00 – Da Brescia Marco della redazione dalla Tangenziale Ovest di Brescia occupata dalla manifestazione oceanica. Ascolta o scarica.
Ore 11.55 – Da Roma Adriano del centro sociale La Strada, dove i concentramenti sono multipli e la città è invasa da centinaia di migliaia di persone. Ascolta o scarica.
Ore 11.50 – Da Brescia il collegamento con Francesco della redazione e la cronaca del momento in cui la manifestazione composta da 50 mila persone raggiunge la tangenziale e la occupa. Ascolta o scarica.
Ore 11.45 – Da Milano Luciano Mulhbauer, nostro collaboratore: “siamo 100 mila”. Ascolta o scarica.
Ore 11.35 – Da Brescia il collegamento con Siham, della redazione dalla testa del corteo ed Elia della redazione dalla coda. Ascolta o scarica.
Ore 11.30 – Da Roma Vincenzo Miliucci, compagno della confederazione Cobas. Ascolta o scarica.
Ore 11.20 – Da Pisa Marta, studentessa della Scuola Normale occupata nella notte, dalla manifestazione che aveva appena occupato l’autostrada Genova-Livorno. Ascolta o scarica.
Ore 11.15 – Da Bergamo il compagno Johnny, dalla manifestazione partecipatissima anche nella città orobica. Ascolta o scarica.
Ore 11.10 – Da Torino Martina, compagna di Askatasuna per una cronaca della giornata di sciopero generale e dai numeri blocchi.Ascolta o scarica.
Ore 11.00 – Da Brescia un nuovo collegamento con Marco da Piazza Garibaldi.Ascolta o scarica.
Ore 10.50 – Da Milano Luciano Mulhbauer, nostro collaboratore.Ascolta o scarica.
Ore 10.30 – Da Brescia Marco della nostra redazione con il primo collegamento dalla pienissima Piazza Loggia, luogo del concentramento del corteo.Ascolta o scarica.
Ore 10.20 – Da Bologna Federico della redazione di Radio Onda d’Urto Emilia-Romagna dal concentramento in una Piazza Maggiore pienissima.Ascolta o scarica.
Le corrispondenze di Radio Onda Rossa dalle piazze italiane in sciopero generale per la Palestina
Roma dal concentramento delle scuole
Roma composizione e concentramento
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