Indagati per le manifestazioni pro Pal. «Ma adesso il reato non esiste più»

di Mario Di Vito*

Ci sono sette indagati a Palermo per le manifestazioni avvenute tra il primo e l’8 ottobre dell’anno scorso contro il genocidio in Palestina e a sostegno della Global Sumud Flotilla

Ci sono sette indagati a Palermo per le manifestazioni avvenute tra il primo e l’8 ottobre dell’anno scorso contro il genocidio in Palestina e a sostegno della Global Sumud Flotilla che proprio in quei giorni veniva bloccata dall’esercito israeliano. La notifica della chiusura delle indagini è arrivata ieri e il reato ipotizzato è quello della manifestazione non autorizzata in quanto non era stata dato alcun preavviso al questore di Palermo.

Il problema è che tutto questo va a sbattere contro l’ultimo decreto sicurezza, che ha abrogato il reato di manifestazione non preavvisata rendendolo un illecito amministrativo. Senza peraltro prevedere una norma transitoria, cosa che mercoledì ha portato il tribunale di Genova a concedere il non luogo a procedere nei confronti di cinque anarchici per un corteo del 2023.

«In questo momento rilevo soltanto come la sanzione penale prevista all’articolo 18 e contestata dalla procura della repubblica di Palermo sia stata abrogata dal dl Sicurezza di febbraio attualmente in corso di conversione in legge da parte del Parlamento. Di conseguenza, a meno di sorprese, si dovrebbe procedere all’archiviazione per questi capi di imputazione», spiega infatti l’avvocato Giorgio Bisagna, che assiste alcuni degli indagati di Palermo.

Tra gli indagati c’è anche un sindacalista dell’Usb, Giorgio Martinico. Che adesso, con la ripartenza della Flotilla da Siracusa, annuncia: «Saremo in piazza e quella sarà una prima occasione per prendere posizione pubblica su questo atto – dice il sindacalista – Non ci interessa fare vittimismo: rispetto alla portata di quelle mobilitazioni con più di centomila persone, se questo è lo scotto da pagare, ne siamo ben felici, perché la cosa più importante resta quel risveglio sociale e collettivo che sta vivendo Palermo».

Una sponda politica è arrivata anche da parte del responsabile dell’organizzazione del Pd siciliano, Sergio Lima. «Nutriamo una stima incondizionata per la magistratura e in particolar modo per quella palermitana – ha detto a commento dell’indagine -. Ci sentiamo di dire, però, che le manifestazioni che hanno portato decine di migliaia di persone, compresi i dirigenti regionali e provinciali del Pd, in piazza a Palermo contro la guerra, per la pace e per esprimere vicinanza al Global Sumud Flotilla in viaggio per Gaza, sono state iniziative spontanee, partecipate e pacifiche. Soprattutto sono state iniziative giuste». E ancora: «Per questo, al di là della chiusura delle indagini nei confronti di sette persone accusate di manifestazioni non autorizzate, auspichiamo che a seguire arrivi la richiesta di archiviazione».

*da il manifesto

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