di Tribal Connexion
Siamo attraversando un momento di passaggio, Il potere non appartiene più alle “democrazie” stagnanti del XXI secolo, ogni entità politica si sta arrendendo al fatto che le grandi Bigtech abbiano in mano il mercato globale, per quanto occupino solo una parte del mercato globale i servizi e strumenti che offrono, sono essenziali per la produzione e mantenimento della restante parte, e la guerra non è esclusa.
L’industria della guerra caratterizzata negli ultimi 2 secoli sempre e solo dal comparto siderurgico e meccanico sta avendo una rapida digitalizzazione, i prodotti che offrono ormai non sono solo capaci di distruzione, ma attraverso l’implemento di sistemi informatici centralizzati e intelligenze artificiali sono in grado di aumentare la loro precisione in una maniera terrificante con tecnologie di riconoscimento degli obbiettivi e tracciamento totale.
La guerra e la vita quotidiana cambierà sempre di più, verremo sterminati da corpi metallici comandati da chissà quale base militare, ogni cittadino del mondo è cavia dei loro progetti di controllo totale, attraverso la sorveglianza nelle nostre città e della loro raccolta di dati attraverso il nostro passaggio sul web. Non dobbiamo solo ribellarci contro lo stato repressivo ma soprattutto a chi li rifornisce di questi strumenti diabolici; Alphabet, Meta, Microsoft, Nvidia, Open Ai e qualsiasi altra multinazionale che si occupi di tecnologia ormai ha in pugno l’equilibrio globale.
Il Tecnofeudalesimo non è solo più un concetto ma si sta manifestando nel mondo fisico, siamo vassalli di questi Imperi digitali, dobbiamo spezzare le catene algoritmiche che ci legano a loro fermando il flusso continuo di informazioni dei loro data center, allo stesso tempo bisogna sabotare l’intera infrastruttura fisica del business della guerra di cui noi europei ne siamo pienamente partecipi in tutti i suoi frangenti: la produzione attraverso i colossi europei della guerra come la tedesca Rheinmetall e la nostrana Leonardo.
Il trasporto attraverso i più grandi porti europei in cui aziende come Zim gestiscono il traffico bellico senza alcuna interferenza o il corridoio ScanMed (Scandinavia-Mediteranneo) che non solo collega le basi navali dell’esercito tedesco nel Mare del Nord con i porti italiani nel Mediterraneo, ma bilancia anche il trasporto di truppe ed equipaggiamenti lungo alcune rotte est-ovest e La ricerca in cui varie università offrono corsi di ingegneria militare mascherati con il nome di “strategia” e “sicurezza.
La mano oscura della Nato tende a normalizzare l’eccessiva militarizzazione che permea nelle nostre terre.
CI OPPONIAMO A QUESTA REALTÀ PER UN MONDO SENZA ARMI, GUERRE ED ESERCITI
Osservatorio Repressione è una Aps-Ets totalmente autofinanziata.
Puoi sostenerci donando il tuo 5×1000
News, aggiornamenti e approfondimenti sul canale telegram e canale WhatsApp


