Guerra in Ucraina: Tra vertici internazionali e scontri sul terreno, i servizi di sicurezza ucraini arrestano il giornalista Vladimir Skachko

In Ucraina gli agenti dei servizi di sicurezza dello Stato si sono introdotti nella casa di Vladimir Skachko, giornalista ed esperto di geopolitica. Hanno sequestrato i suoi apparecchi di comunicazione e i computer. Accusato di alto tradimento  rischia quindici anni di carcere. Vladimir Skachko è uno  stretto collaboratore del giornalista Kirill Vishinskij, che attualmente si trova in carcere ucraino, anche lui accusato di alto tradimento. Queste accuse il governo ucraino ha rivolto contro i giornalisti in base alla loro posizione morale e politica, contraria alla guerra nel Donbass. Entrambi giornalisti nel passato collaboravano con Oles Busina e Pavlo Sheremet, giornalisti ucraini uccisi dagli sgherri del regime di Kiev.

Nel 2018 in Ucraina sono state registrate 250 attacchi ai giornalisti. Peccato che qui in Occidente nessuno parla di questa situazione drammatica.

A Versailles (Parigi) c’è stato il summit informale dei capi di Stato e di governo della Ue. “Abbiamo avuto tre pacchetti di sanzioni. Adesso dovremo andare avanti con un quarto pacchetto di sanzioni, che isoleranno ulteriormente la Russia dal sistema economico globale e faranno pagare un prezzo ancora più chiaro dell’invasione di Putin”: questa la posizione riassunta da Ursula von der Leyen durante la conferenza stampa al termine del summit francese. Il padrone di casa, Macron, ha lanciato l’allarme alimentare, sostenendo la possibilità di “penuria di materie prime in Europa tra 12 o 18 mesi”.

A Est, invece, incontro tra il presidente russo Putin e l’alleato bielorusso Lukashenko. Parlando alla stampa, il leader del Cremlino parla di “progressi nei colloqui russo-ucraini”, aggiungendo poi che “l’economia russa è sotto pesante attacco, ma non in default”. Non si esclude, comunque, un possibile incontro diretto Putin-Zelensky.

Sul terreno, intanto, bombardamenti russi hanno colpito l’Ovest dell’Ucraina, con Kiev che denuncia 4 morti nella zona dell’aeroporto di Lutsk, nella regione nord-occidentale di Volyn, un centinaio di chilometri dal confine polacco: lo scalo è stato messo fuori uso. Bombe anche a Ivano-Frankivsk, un centinaio di chilometri a sud di Leopoli. Nella capitale Kiev sono risuonate più volte le sirene, con le forze russe che si sarebbero avvicinate di circa 5 chilometri alla città, disponendosi a ventaglio attorno alla capitale, mentre a Mariuopol, snodo portuale del sudest, proseguono gli scontri nella città di fatto assediata.

L’intervista, in particolare sui colloqui internazionali e i prossimi scenari, con Pietro Figuera, analista fondatore di Osservatorio Russia e collaboratore, tra gli altri, di Limes. Ascolta o scarica

L’intervista a Maria Chiara Franceschelli, dottoranda alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove si occupa in particolare di movimenti sociali nello scenario post-sovietico. Ascolta o scarica

Sulla situazione in Donbass e nelle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk l’intervista a Enrico Vigna, coordinatore del Centro iniziativa Donbass –  Ucraina Antifascista. Ascolta o scarica

da Radio Onda d’Urto