L’avvocato Carlo Taormina, difensore dell’ex carabiniere Mario Placanica, stamani era al Tribunale di Genova per chiedere la consegna del proiettile estratto dal capo di Carlo Giuliani, ucciso durante gli scontri del G8 2001 a Genova. Placanica era accusato di avere esploso il colpo che aveva attinto Giuliani. Il procedimento era stato archiviato. Taormina vuole dimostrare che il proiettile non fu esploso da Placanica perche’ questi, in quanto sottufficiale, aveva in dotazione solo proiettili incamiciati mentre nel cranio del ragazzo genovese non furono trovate tracce di incamiciatura ma solo piombo. Taormina aveva gia’ presentato un’istanza per ottenere il reperto a scopo difensivo. Gli era stata negata e aveva fatto una nuova istanza per cui, dice, non ha piu’ ottenuto risposta. Nell’agosto scorso Carlo Taormina aveva presentato denuncia contro ignoti per l’omicidio di Giuliani dopo la risultanza di una comparazione tra le perizie di parte che indicherebbe l’assenza, nel corpo della vittima, di residui di camiciatura del proiettile che uccise il giovane no global. La denuncia era stata depositata a Catanzaro e trasmessa alla procura di Genova per competenza. Secondo quanto riferito da Taormina, l’ultima consulenza tecnica voluta da Placanica ed eseguita a Milano avrebbe dimostrato che nel cranio di Giuliani sarebbe stato rilevato esclusivamente piombo. “Se cosi’ fosse – aveva commentato l’estate scorsa Taormina – a sparare non e’ stata la pistola di ordinanza di un sottufficiale qual era Placanica perche’ i proiettili in dotazione ai sottufficiali sono obbligatoriamente camiciati”. Quindi, secondo il legale di Placanica, “se le cose stanno cosi’ a sparare e’ stato o un ufficiale, che puo’ utilizzare qualsiasi tipo di proiettile, oppure un civile”.fonte: agi

