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Per la liberazione dei prigionieri politici in India

settembre 17 @ 10:35 - 17:00

17 settembre-001(1)

Appello del Partito Comunista Indiano (maoista)
Facciamo della settimana di azione mondiale dal 13 al 19 settembre un successo
per la liberazione dei prigionieri politici ed esigere
la fine agli attacchi con droni, come da appello dell’ICSPWI

L’ICSPWI ha lanciato un appello a tenere, dal 13 al 19 settembre, una Settimana d’azione per la liberazione dei prigionieri politici e la fine degli attacchi con droni contro il popolo e le masse nelle aree del movimento rivoluzionario in India, in occasione del 93° anniversario della morte del compagno Jatin Das, compagno di eminenti rivoluzionari come i compagni Bhagat Singh, Rajguru e Sukhdev. Il Comitato Centrale del nostro Partito, PCI (Maoista), fa appello a tutte le unità del Partito, al PLGA, agli organismi popolari rivoluzionari, ai rivoluzionari, agli operai, contadini, studenti, intellettuali, donne, minoranze religiose, dalit e tribali, ai partiti e organizzazioni marxisti-leninisti-maoisti, alle organizzazioni e singoli antimperialisti, alle nazionalità e classi oppresse dei vari paesi del mondo a partecipare con ferma determinazione alla Settimana d’Azione e a farne un successo.
Sullo sfondo dell’ulteriore intensificazione della crisi finanziaria ed economica dell’imperialismo, per superarla gli imperialisti stanno attuando politiche di globalizzazione dei mercati  al servizio delle loro multinazionali e di rapina delle risorse naturali. Per accelerare la privatizzazione nei paesi semi-coloniali e semi-feudali arretrati, portano al potere i partiti fascisti. In questo contesto, nell’India semi-coloniale e semi-feudale hanno portato al potere il governo Modi, capo del partito fascista brahmanico Hindutva RSS-BJP. Da quando il governo Modi è in carica, gli attacchi fascisti si sono ulteriormente intensificati in tutto il paese. Gli organi costituzionali sono zafferanizzati/fascistizzati.
Nel bilancio nazionale della difesa gli stanziamenti del governo per forze di polizia, paramilitari ed esercito sono costantemente aumentati ed il paese è sempre più militarizzato. Sono state approvate diverse leggi antipopolari, in particolare leggi repressive draconiane contro gli interessi degli operai, contadini, classe media, dei piccoli e medi commercianti ambulanti e negozianti. I governi fascisti non si occupano dei problemi quotidiani, fondamentali e vitali del popolo. Fanno grande propaganda contro il terrorismo e l’estremismo di sinistra che mettono in pericolo la sicurezza del paese. I media borghesi amplificano questa propaganda. Ne sono parte la legge sulla prevenzione delle attività illecite (UAPA)-2019, la legge di emendamento sulla Commissione per i diritti umani-2019, la legge di emendamento della NIA-2019, la legge di emendamento sul diritto all’informazione-2019 e altre simili che calpestano ogni minima libertà e autonomia del popolo. Ne conseguono attacchi fascisti contro attivisti dei diritti umani, attivisti sociali, avvocati, dirigenti operai e contadini, attivisti democratici, masse tribali in lotta per il loro ‘jal-jungle-zameen-ijjat-adhikar'(‘a noi il potere nel nostro villaggio’), musulmani, donne, studenti, insegnanti, docenti, accademici e artisti. Vengono implicati in false imputazioni secondo leggi draconiane come l’UAPA e il Sedition Act, imprigionati e sottoposti a torture fisiche e mentali.
Soprattutto negli ultimi 50 anni è diventata prassi comune arrestare dirigenti, quadri, attivisti di Organizzazioni di massa, presidenti e membri dei Comitati Popolari Rivoluzionari, attivisti della Milizia popolare, simpatizzanti del nostro partito, che combattono per liberare il paese dallo sfruttamento e oppressione imperialista e delle classi dominanti e stabilire un sistema di Nuova Democrazia, arrestare dirigenti, attivisti e simpatizzanti di organizzazioni che lottano per la liberazione di nazionalità come i Kashmir, Naga, Manipur, Asom e Bodo.
Centinaia di loro languiscono nei carceri nelle aree del nostro movimento. Forze di polizia e paramilitari non si preoccupano delle ripetute pronunce della Corte Suprema che raccomandano il minimo uso della forza quando si tratta di movimenti popolari, né dei numerosi rapporti redatti da agenzie governative quali le Commissioni per i diritti umani per gli omicidi in carcere, le atrocità sulle donne e le torture ad opera della polizia. Al contrario, imprigionano attivisti di varie organizzazioni popolari e sociali, minacciano gli avvocati che si occupano dei loro processi e negano giustizia a tutti loro. La polizia non risparmia gli attivisti che difendono i diritti e gli avvocati che professionalmente lavorano con impegno per la liberazione dei prigionieri politici.
Le associazioni che dovrebbero proteggere gli interessi di avvocati e clienti sono degenerate in “Khap Panchayats” che ordinano agli avvocati di non occuparsi di nessun caso contro musulmani, cristiani, Dalit e maoisti. I magistrati che indagano su arresti illeciti e indiscriminati di indigeni innocenti vengono attaccati. Il magistrato distrettuale di Sukma Prabhakar Gwal è stato rimosso dal suo incarico in nome “dell’interesse popolare”. Il vice direttore della prigione centrale di Raipur, Varsha Dongre, è stato sospeso. Le atrocità sessuali sono usate come arma per sopprimere i movimenti.
C’è una pressione costante sul popolo perché si arrenda, perché le persone diventino informatori e si uniscano alle forze di polizia e paramilitari. Cercano di allettarle in ogni modo. Migliaia di persone hanno abbandonato i loro villaggi perché non potevano più sopportare le molestie della polizia.
Il leader del Fronte Democratico Rivoluzionario (RDF), professor Saibaba, lo scrittore rivoluzionario Varavara Rao, il professor Anand Teltumbde e tutti gli imputati della montatura Bhima Koregaon languiscono in prigione da anni. Uno di loro, padre Stan Swamy, è stato assassinato in prigione, privato delle più elementari cure mediche. Il membro del CC del nostro partito, compagno Milind Teltumbde, è stato assassinato nell’attacco di Mardintola-Pareva, realizzato in collaborazione dal governo fascista Hindutva di Modi e dal governo statale locale. Il governo Modi cospira per uccidere anche gli altri, in un modo o nell’altro. Nonostante a Varavara Rao sia stata concessa la libertà su cauzione su pressione dei movimenti popolari, egli continua ad essere detenuto agli arresti domiciliari. A Sudha Bharadwaj è stata concessa la libertà su cauzione, ma restano in vigore tutte le restrizioni. Esigiamo per loro la revoca di ogni restrizione.
Altri imputati dello stesso processo soffrono di parecchie malattie prolungate. Dobbiamo chiedere il loro rilascio immediato.
La Procura Nazionale fa ostruzionismo contro tutti i loro ricorsi per il rilascio su cauzione. Sappiamo che molti esperti giudiziari del Paese e del mondo si oppongono duramente a tutto ciò.
I membri del nostro Ufficio Politico del CC del nostro Partito e il responsabile del Dipartimento Orientale, compagno Kishanda (Prasant Bose) e la compagna Sheela Marandi del CC sono stati arrestati a Saraikela dalla polizia del Jharkhand il 12 novembre 2021.
Il compagno Kishanda ha 76 anni e dal 2014 soffre di patologie coronariche, angina, cancro alla prostata, artrosi, ipertensione, diabete e altre malattie ancora. La compagna Sheeladi soffre di ipertensione e ipertrofia ventricolare, calcoli della cistifellea, osteoartrite, osteoporosi e cataratta.
Erano in terapia. Le loro malattie necessitano cure immediate e urgenti. Ma il governo intende invece imprigionare e uccidere il compagno Prasant Bose, sostenendo che è l’imputato principale del caso Bhima Koregaon.
In realtà l’autorevole Arsenal Forensic Lab, statunitense ha già dimostrato che il caso Bhima Koregaon è una montatura del governo. La Procura non ha neppure presentato in tempo l’atto di accusa. La magistratura, che dovrebbe annullare il procedimento e rilasciarli, obbedisce ai diktat del governo. Alla procura sono stati dati pieni poteri per questo processo.
Il membro del CC e del Comitato Zonale Speciale dei Ghati Occidentali, il compagno Vijay (BG Krishnamurty) è stato arrestato insieme alla compagna Savitri nel villaggio di Sultan Batheri nel distretto di Wayanad nel Kerala il 9 novembre 2021.
Il membro del CC, compagno Kanchanda (Arun Kumar Bhattacharya) è stato arrestato insieme ad Aakash Urang (Rahul/Kajallon) il 5 marzo 2022 in una piantagione di tè nella zona di Udarband ad Asom. Ha 72 anni e guidava il movimento rivoluzionario in clandestinità nonostante soffra da tempo di diverse malattie.
Il Membro del CC, compagno Jaspalji (Vijay Kumar Arya), è stato arrestato nel villaggio di Samhata nella giurisdizione della stazione di polizia di Rohtas del distretto di Rohtas in Bihar il 13 aprile 2022.
Il giornalista Rupesh Kumar Singh (Bhagalpur), Anil Yadav (Rafiganj, Aurangabad) , Rajesh Gupta, Umesh Chowdary (Samhata, Rohtas) sono stati perseguiti dalla Procura Nazionale secondo le leggi draconiane.
I governanti borghesi e compradori al potere pianificano di assassinare tutti loro e in particolare la direzione del nostro partito, perseguendoli secondo le diverse leggi draconiane e uccidendoli in carcere. Calpestano principi democratici quali “la prigione non è una necessità”, “La cauzione è la regola”. La Corte Suprema ha ordinato di dare prioritaria importanza ai ricorsi per la cauzione ma nessuno se ne preoccupa. Questo è incostituzionale.
Il governo Hindutva Modi non ha arrestato i veri cospiratori, un insegnante Hindutva, Milind Ekbote, e Anil Bhide hanno violato la democrazia formale. Nessun agente di polizia è stato punito, nonostante i rapporti sui massacri di Sarkinguda e di Edsametta in Chhattisgarh indicassero che si trattava di crimini della polizia. Nessuno parla degli assassini di padre Stan Swamy. In tutto paese continuano linciaggi di massa scatenati da decine di organizzazioni estremiste Hindutva al canto di “Gayi, Ganga, Geeta”. Nonostante organizzazioni abbiano avuto un ruolo negli omicidi di Narendra Dabholkar, Govind Pansare, Kalburgi e Gowri Lankesh, continuano ad operare “legalmente”.
Minoranza religiosa del Paese, i musulmani, sono la maggioranza nelle carceri. Dalit e indigeni oppressi sono imprigionati a migliaia senza colpa. Tutti gli imputati secondo le leggi TADA, POTA e l’attuale UAPA (leggi repressive draconiane, ndt) provengono principalmente dalle classi povere e appartengono alle comunità musulmane, dalit e tribali. Padre Stan Swamy aveva scritto nel suo rapporto di inchiesta che il 97% dei tremila indigeni rinchiusi per anni nelle prigioni del Jharkhand erano accusati di false imputazioni. Soprattutto, la maggior parte dei prigionieri politici è tenuta in carcere senza processo. Attivisti per i diritti umani, attivisti sociali, avvocati, democratici, laici, progressisti, patrioti, poeti, scrittori e artisti che si battono per i diritti delle donne e dei Dalit, delle minoranze tribali e religiose sono attaccati. Sono bollati come “maoisti urbani” e imprigionati. Sono condannati all’ergastolo o a lunghi anni di carcere duro. Migliaia di persone sono tenute dietro le sbarre per anni con false accuse e alla fine vengono riconosciute non colpevoli.
Il tribunale distrettuale di Jehanabad in Bihar ha comminato la pena di morte per impiccagione a 10 compagni e l’ergastolo ad altri tre nel processo Sinari. La richiesta di grazia contro l’impiccagione per quattro prigionieri maoisti nel processo Bara è rimasta pendente presso l’ufficio del Presidente per 24 anni. Infine il presidente ha deciso che “devono rimanere in prigione finché vivono”. Il tribunale distrettuale di Munger ha condannato a morte cinque attivisti tribali e contadini. Il tribunale distrettuale di Dumka in Jharkhand ha proclamato la condanna a morte del compagno Praveer, membro del Comitato dell’area speciale del Bihar orientale e del Jharkhand nordorientale del nostro partito.
Negli anni dal 1985 al 1990 Ranaveer Sena, un esercito privato della casta dei proprietari terrieri oppressori del Bihar, ha massacrato 256 poveri Dalit in 23 incidenti. Nessun tribunale ha mai condannato all’impiccagione o incarcerato nessuno degli agenti di polizia che negli ultimi 50 anni hanno massacrato migliaia di dirigenti, quadri del partito rivoluzionario. Nessuno dei dirigenti del Congresso o del BJP responsabili del massacro dei sikh del 1984 e del massacro del Gujarat del 2002 è stato impiccato. Questa è la giustizia di classe dei tribunali governativi.
Rivoluzionari e combattenti per la liberazione nazionale vengono perseguitati e torturati in ogni modo. Nonostante decenni di sentenze della Corte Suprema che ordinano di non incatenarli, questi prigionieri, in particolare i prigionieri politici, sono incatenati per tutto il corpo e tenuti in isolamento. Rivoluzionari come Bhupeshda, Sadhanala Ramakrishna, Amit Bagchi, Asutosh, Madkam Gopanna stanno scontando l’ergastolo.
Questi compagni tengono alta la bandiera della rivoluzione. Stanno trasformando le prigioni in scuole rivoluzionarie e centri di lotta popolare. I dirigenti del nostro partito stanno conducendo lotte nelle carceri di tutto il paese sulla principale richiesta di riconoscerli come prigionieri politici, per i diritti e le strutture minime per i prigionieri e altre giuste richieste, trasformando così la prigione in un’altra arena di guerra. Dobbiamo lottare per il rilascio incondizionato di tutti loro.
Il problema principale è che non viene loro concessa la libertà su cauzione. Non vengono presentati alla corte, il processo si prolunga e ogni volta che vengono rilasciati vengono subito riarrestati appena fuori dal cancello del carcere. I tribunali dovrebbero imporre alla polizia di registrare tutti i procedimenti contro persone arrestate entro 4 mesi dall’arresto. Si dovrebbero adottare misure per attuare tutte le pene inflitte dai tribunali in diversi in una sola volta, cioè in concorso. Ma questo non avviene. Questo è contro la Costituzione indiana. Dobbiamo lanciare una campagna politica nel paese e a livello internazionale affinché i prigionieri abbiano strutture fondamentali, si soddisfino le loro necessità materiali siano soddisfatti e si tengano i processi.
La costituzione indiana specifica che le carceri devono fungere da centri per riabilitare i prigionieri. Tuttavia, l’Indian Prisons Act e i regolamenti adottati dai vari governi statali non sono che copie del regolamento carcerario adottato dal governo britannico nel 1894. Altro grande ostacolo alle riforme carcerarie è che gli ufficiali dell’IPS sono ufficiali carcerari. Così le regole carcerarie sono attuate secondo gli interessi degli agenti di polizia. Di conseguenza, migliaia di detenuti comuni nei 1.382 carceri del paese in attesa di giudizio o sottoposte a processo o punizione si trovano in condizioni pietose.
Le prigioni indiane sono considerate le peggiori del mondo. La corruzione e le atrocità degli agenti penitenziari non hanno limiti. Gli ufficiali praticano abitualmente torture di terzo grado sui prigionieri che contestano la violazione dei regolamenti e dei diritti carcerari. Va notato che la Corte Suprema ha commentato che i detenuti sono stipati nelle carceri ben oltre la capienza di queste. Per fare un esempio, la capacità delle carceri in Chhattisgarh è di 6.070, nel 2017 vi erano più di 16.000 prigionieri. Il 43% dei prigionieri in attesa di giudizio sono incarcerati da 6 mesi a 5 anni. Le pene per i reati contestati non li avrebbero tenuti in prigione tanto a lungo. A causa della povertà e della repressione poliziesca, i parenti dei detenuti devono affrontare molte difficoltà per presentarsi ai colloqui.
L’acqua, l’igiene, il cibo per i prigionieri, sono orribili anche rispetto agli allevamenti di bestiame. Mancano strutture sanitarie minime. Se un tubo dell’acqua si rompe, ci vogliono dai 3 ai 4 mesi per ripararlo. Le morti innaturali (omicidi) sono diventate una realtà quotidiana in tutte le carceri del paese. Molti dei nostri attivisti e attivisti per i diritti umani hanno perso la vita in questo modo. Secondo un’indagine, ogni anno nel paese muoiono tra 1900 e 2100 prigionieri. I membri del Polit Bureau, compagni Barunda (Susheel Roy) e Vijayda (Narayan Sanyal), i membri del CC compagni Tapasda (Patit Pavan Haldar) e Chintanda (Narendra Singh) sono morti poco tempo dopo il loro rilascio a causa di problemi fisici e mentali provocati dalle torture da parte della polizia e delle autorità carcerarie mentre erano in prigione. La compagna Narmada, dirigente del movimento Dandakaranya sottoposta a cure per il cancro e il suo compagno Kiran sono stati arrestati e la compagna Narmada ha perso la vita in ospedale il 9 aprile 2022, privata di cure adeguate. Tutti questi sono omicidi di Stato.
Le donne soffrono spesso di problemi di salute nelle carceri. Le prigioniere politiche affrontano ancora più problemi. Il patriarcato feudale brahmanico le opprime. Le detenute devono togliersi i sandali e inchinarsi alle autorità carcerarie. Devono coprirsi la testa con il sari, se non lo fanno subiscono gravi abusi. Hanno bisogno di cibo nutriente, ma non gli è dato. Alcune strutture speciali non sono disponibili per le donne. Le atrocità sessuali sulle donne nelle carceri sono abituali. Nessuno denuncia questi fatti. Il regime borghese compradore asservito e alleato dell’imperialismo scatena lo stato di polizia.
Le reti di spionaggio umano (informatori, spie e traditori), e tecnico (vari tipi di software e tecnologie di vigilanza come Pegasus, intercettazioni mobili, telecamere CC e sorveglianza per mezzo satelliti e droni) si stanno diffondendo in tutto il Paese e lo hanno trasformato in una grande prigione. Tutto ciò è parte della Guerra di Quarta Generazione per reprimere la società civile, le comunità non statali, le organizzazioni e i partiti che conducono vari tipi di proteste e lotte popolari contro gli imperialisti e il regime borghese e compradore.
Tuttavia, grazie ai movimenti democratici militanti in tutto il paese, il governo ha dovuto fare marcia indietro sull’art. 124 A (legge sulla sedizione) e sull’AFSPA-1958. Ha revocato l’AFSPA in molte aree degli stati nordorientali. Inoltre, ci sono diversi movimenti democratici a livello nazionale e internazionale per l’annullamento di leggi draconiane come l’UAPA. Dobbiamo intensificare queste lotte. Democratici, organizzazioni per i diritti umani, dalit e organizzazioni tribali, organizzazioni di donne, studenti e insegnanti-docenti, individui e partiti, organizzazioni, gruppi e individui marxisti, leninisti, maoisti, antimperialisti stanno lottando nel Paese per ‘salvare la democrazia’ dal governo fascista indutva di Modi
Cresce il pericolo di attacchi aerei con uso di droni nelle aree di movimento, principalmente in Bihar, Jharkhand, Chhattisgarh, Maharashtra, Telangana, Andhra Pradesh e Odisha. 12 bombe sono state sganciate da droni nelle prime ore del 19 aprile 2021 nel distretto di Sukma in Chhattisgarh. Nel 2022 più di 50 bombe ad alto potenziale esplosivo sono state sganciate in quattro punti tra l’1:09 all’1:35 tra il 14 e il 15 aprile. Questi attacchi con droni rappresentano chiaramente il pericolo per le masse indigene. Grazie alle nostre forze dell’esercito popolare PLGA che hanno preso le precauzioni necessarie contro i bombardamenti, nei villaggi dei tribali non ci sono state perdite di vite umane. Tuttavia, i bombardamenti mettono in pericolo la vita delle popolazioni tribali impegnate nel lavoro agricolo quotidiano. In occasione di entrambi i bombardamenti con droni, le masse tribali si sono mobilitate su larga scala e hanno tenuto manifestazioni e riunioni di protesta. I media ne hanno parlato ampiamente. Hanno anche coperto i crateri provocati dai due attacchi e ripiantato gli alberi colpiti. La polizia ha negato di aver effettuato attacchi con i droni. Hanno invece accusato i maoisti di diffondere menzogne per istigare il popolo. In entrambi i casi, ci sono le testimoniamze oculari di persone e media. Il CC, il DKSZC e l’Ufficio sub-zonale meridionale hanno rilasciano dichiarazioni stampa di condanna di questi bombardamenti. Hanno allegato le prove degli attacchi. Al secondo attacco hanno preso parte, oltre alla polizia locale, unità COBRA, DRG, STF, Greyhound Commando e forze dell’esercito indiano, principalmente ufficiali, truppa, tecnici, droni ed elicotteri ultramoderni dell’Aeronautica. L’attacco è stato coordinato tra il campo di polizia di Pamed (distretto di Bijapur), il campo di Vimpa (distretto di Sukma) e Chennapuram (distretto di Bhadradri Kottagudem di Telangana). I preparativi sono durati 50 giorni.
Nel campo di polizia di Pamed sono in corso intensi preparativi per ulteriori attacchi con droni. I preparativi sono stati supervisionati da alti ufficiali mimetizzati con tenute verdi all’interno del campo. L’esercito indiano sta scatenando la guerra contro il popolo. Attualmente, in tutti i campi nelle aree del movimento le forze dell’esercito indiano sono schierate in gran numero sotto la copertura di forze locali.
Gli attacchi con i droni si sono svolti sotto la diretta supervisione di polizia, paramilitari, forze armate e dei funzionari con l’assenso del Primo Ministro del Chhattisgarh Bhupesh Baghel e sotto il comando del Ministro dell’Interno centrale Amit Shah, Ajit Dobhal e Vijay Kumar, secondo le indicazioni del primo ministro Modi. Da cinque a seimila effettivi sono stati impiegati per questi attacchi. Le truppe sono state schierate a Cherla, Pamed, Basaguda tra cui Kollai, Kadiyum, Pottong, Vimpa, Elmagunda, Sonad Ervu, Burkapal, Chintalnar, Chintagupha, Basaguda e Chennapuram. Il 29 aprile è stato allestito un nuovo campo di polizia nel villaggio di Poosuguppa, al confine tra Chhattisgarh e Telangana. La popolazione indigena locale ha tenuto manifestazioni per mesi per protestare contro questo campo. Ma le autorità non hanno dato ascolto alle proteste popolari. Lo stesso giorno nel villaggio di Uddipenta c’era un altro campo di polizia.
In Bastar è in attuazione il Quinto Programma. Dal novembre 2019 gli indigeni del Bastar sono in agitazione in molte zone per protestare contro i campi allestiti senza il permesso dei Gram Sabha e contro i massacri perpetrati dalla polizia. Nonostante queste mobilitazioni, si allestiscono nuovi campi di polizia. Ci sono altri assassinii in falsi scontri. Molti vengono arrestati con false accuse e picchiati e le atrocità sulle donne continuano senza sosta.
Questa guerra contro il partito e le masse popolari è condotta dal governo indiano per depredare il jal-jungle-zameen e le risorse naturali e consegnarle ai grandi capitalisti nazionali ed esteri. Non è possibile depredare quelle risorse senza deportare i tribali ed eliminare il nostro partito. Questa guerra viene fatta per eliminare i Krantikari Janatana Sarkars, che rappresentavano un raggio di speranza per i poveri e gli oppressi. Questa è una grave violazione della costituzione indiana. Ecco perché la guerra viene fatta nelle aree del Quinto Programma. Questo viola i diritti del Gram Sabha sanciti dal PESA. È una violazione del diritto internazionale e delle norme sui popoli indigeni dell’ONU.
La nostra guerra di resistenza, guerra popolare, è giusta. Essa è nell’interesse della maggioranza. Il nostro partito sta lavorando nell’interesse del proletariato e di tutto il popolo oppresso. Stiamo combattendo contro la guerra ingiusta del governo. Stiamo resistendo a questa guerra nell’interesse delle grandi masse, per fermare la distruzione dell’ambiente e per proteggere le risorse per le generazioni future, oltre che per proteggere le popolazioni tribali. Il popolo, le organizzazioni di massa, il partito, il PLGA, i RPC stanno resistendo contro questa guerra per proteggere e rafforzare i RPC e il jal-jungle-zameen-vita-identità-rispetto di sé. Non ci arrenderemo, siamo pronti a ogni sacrificio per fare la rivoluzione. Al contrario, polizia, paramilitari e forze armate stanno facendo guerra al loro stesso popolo nell’interesse di sfruttatori come Ambani e Adani. Nella storia nessuna guerra ingiusta ha mai vinto. Le loro vittorie sono temporanee. Il popolo conquisterà la vittoria finale.
Il CC del nostro Partito fa appello a democratici, esperti di diritto, organizzazioni per i diritti umani, nel Paese e nel mondo, alle organizzazioni solidali con la Guerra Popolare in India, all’ILPS, a intensificare il movimento di protesta contro i crescenti attacchi del governo fascista brahmanico Hindutva di Modi al rivoluzionario movimento diretto dal nostro partito e i movimenti delle classi, settori e nazionalità oppresse per diritti democratici e soprattutto contro i pesanti attacchi con droni in corso e in programma.
Fa appello a intraprendere iniziative di protesta in occasione della Settimana internazionale dal 13 al 19 settembre con azioni davanti alle ambasciate indiane nei rispettivi paesi insieme ai lavoratori e ad altre masse lavoratrici, impiegati, intellettuali e giornalisti di origine indiana.

Richieste
1. Rilascio incondizionato dei prigionieri politici.
2. Mettere fine ai pesanti attacchi con droni in corso e pianificati dai governi Modi e del Chhattisgarh nelle aree del movimento.
3. riconoscimento dello status di prigionieri politici per tutti quanti sono in carcere per fatti relativi a lotte sociali e politiche.
4. abrogazione di UAPA, AFSPA e delle leggi sulla sicurezza dei vari stati. La legge sulla sedizione deve essere rimossa dal codice penale indiano. Tutti quanti sono stati arrestati in forza di queste leggi devono essere rilasciati incondizionatamente.
5. Mettere fine alla violazione dei diritti dei prigionieri, in particolare dei prigionieri politici e delle donne e alla repressione e alle atrocità su di esse.
6. I regolamenti carcerari devono essere riformati. Le condizioni nelle carceri devono essere migliorate.
7. Mettere fine all’offensiva fascista “SAMADHAN”-Prahar.
8. Mettere fine alla repressione delle voci che denunciano l’ingiustizia.
9. Mettere fine alle repressione delle lotte degli indigeni per proteggere le risorse naturali del paese.
10. Fermare la feroce repressione per mano delle forze mercenarie governative contro i movimenti di liberazione nazionale delle nazionalità oppresse quali Kashmir, Nagaland, Asom e Manipur.
11. Fermare l’offensiva brahmanica Hindutva fascista contro lavoratori, contadini e altre classi oppresse, contro studenti, giovani, docenti, minoranze religiose, dalit, donne e gli altri settori oppressi.

Abhay
Portavoce
Comitato Centrale PCI(Maoista)

Dettagli

Data:
settembre 17
Ora:
10:35 - 17:00
Evento Category:

Luogo

Luogo Senza Nome
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