L’esposizione della bandiera palestinese in occasione di eventi pubblici sembra essere diventata un atto sistematicamente sanzionato in Italia. L’ultimo caso riguarda il Consigliere regionale della Lombardia, Luca Paladini (Patto Civico), a cui è stata notificata una multa di circa 200 euro per aver mostrato la bandiera per pochi secondi durante una partita di basket.
L’Episodio di Assago: “Un Gesto Pacifico Sanzionato”
L’episodio è avvenuto la sera del 20 novembre al Forum di Assago, durante l’incontro di Eurolega tra l’Olimpia Milano e l’Hapoel Tel Aviv.
Paladini ha raccontato sui suoi canali social di aver esposto pacificamente la bandiera per circa dieci secondi mentre la squadra israeliana veniva presentata. La sanzione, di importo compreso tra i 180 e i 200 euro, è stata formalmente motivata dalla violazione del regolamento d’uso dell’impianto (esposizione non autorizzata).
«Sono letteralmente annichilito», ha dichiarato Paladini, difendendo il proprio gesto come non violento e puramente simbolico. Il Consigliere ha subito annunciato che la vicenda non si chiuderà qui, confermando l’intenzione di valutare un ricorso legale contro una sanzione ritenuta sproporzionata.
L’episodio si è svolto in una serata ad alta tensione, che ha visto anche un presidio di attivisti pro-Palestina all’esterno del Forum.
Il Precedente dei Tifosi: Denunce con Articolo 604 bis
Il caso Paladini si aggiunge a una crescente lista di interventi da parte delle forze dell’ordine per l’uso della bandiera palestinese.
- Como, Luglio: Allo stadio Sinigaglia, durante un’amichevole tra Ajax e Celtic, due tifosi italiani sono stati identificati e denunciati insieme ad altri tre soggetti per aver sventolato la bandiera verso il settore dei tifosi olandesi. La Questura ha definito l’atto una “azione provocatoria”. La denuncia è scattata per l’articolo 604 bis del codice penale, che punisce la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
Dalle Tribune ai Balconi: Interventi Diffusi
Le restrizioni non hanno riguardato solo gli eventi sportivi o le manifestazioni:
- Putignano (Bari), Maggio: Una famiglia che aveva esposto la bandiera della Palestina sul balcone di casa, in occasione del passaggio del Giro d’Italia, ha ricevuto la visita di un agente in borghese che ha chiesto la rimozione del vessillo per presunte “questioni di ordine pubblico”.
- Terni, Febbraio: Un giovane militante del partito Potere al Popolo è stato fermato, identificato e perquisito dopo una manifestazione, e successivamente denunciato per resistenza a pubblico ufficiale in seguito al ritrovamento della bandiera nello zaino.
Questi episodi congiunti non si limitano a sollevare “interrogativi” formali; essi rappresentano un allarmante e sistematico attacco alla libertà di espressione e un esplicito tentativo di criminalizzare la solidarietà verso il popolo palestinese. L’applicazione pretestuosa e repressiva delle norme di “ordine pubblico” e dei cavillosi regolamenti d’impianto è il paravento dietro cui si cela una censura politica inaccettabile. Il diritto di compiere un gesto simbolico e pacifico, come esporre una bandiera, viene calpestato e punito con l’unico scopo di soffocare il dissenso e impedire ogni forma di supporto visibile alla causa palestinese.
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