Don’t touch flotilla

A breve la più grande e partecipata spedizione umanitaria cercherà di forzare via mare il blocco degli aiuti a Gaza. Cosa farà Israele?

di Avv. Giuseppe Romano – Giuristi democratici

A breve la più grande e partecipata spedizione umanitaria cercherà di forzare via mare il blocco degli aiuti a gaza. Cosa farà Israele? Dispone della più sofisticata efficacia di controllo/sorveglianza al mondo ben testata nel suo illegittimo laboratorio palestinese da decenni. Fornisce droni a Frontex per il controllo delle rotte nel mediterraneo ed alimenta i nostri servizi segreti con illeciti meccanismi di intrusione nei cellulari degli attivisti delle Ong; ben potrà, quindi, riscontrare che tutte le imbarcazioni non trasportano armi e non sono pertanto in alcuna forma un pericolo né definibili (Ben Gvir dixit … ) con la ridicola formula di terrorismo . Per altro, che Israele possa far riferimento ad una qualche forma di tutela del diritto internazionale rappresenta un argomento paradossale atteso che -come noto- agisce al di fuori dello stesso. Se pure intendesse farlo non potrebbe giuridicamente trovare appoggi ed impedire lo sbarco degli aiuti umanitari né arrestare chicchessia. L’intervento in acque internazionali è riservato a situazioni di pericolo verso lo stato destinatario: La Palestina.  Israele occupa illegalmente Gaza e ne controlla impunemente i confini da ben prima del 7 ottobre (non ci sono dubbi su questo – tra le altre: sentenza del 19 luglio 24 Corte Internazionale di Giustizia). Il fermo di attivisti li esporrebbe ad ulteriore quadro illecito praticandosi la tortura nelle su carceri. Insomma deve consentire alla società civile mondiale di adempiere quel dovere che gli stati non assolvono benché imposto da innumerevoli convenzioni non ultima quella contro il genocidio. L’appoggio (rectius difesa) deve venire anche dal nostro governo di destra memore del suo storico slogan ‘aiutiamoli a casa loro’; non va più bene???

Se Israele non consentisse lo sbarco, perché abbiamo ben chiara l’ultima spedizione -ma anche l’assassinio di nove componenti della freedom flottilla 2010- sarà compito di noi tutti scendere in tutti i luoghi ed alzare una protesta di dimensione proporzionata alla storicità dell’evento e quindi: enorme. Come Giuristi Democratici e come nascente rete di penalisti italiani impegnati in queste lotte ci impegniamo fin d’ora a garantire la nostra presenza in tutte le piazze e luoghi di Italia ove sarà necessario. Abbiamo già inviato una diffida formale via pec (Avv. Gianluca Vitale del foro di Torino come referente domiciliatario e sottoscritta da moltissimi professionisti) ai ministri competenti ed all’ambasciata affinché sia attiva nella difesa dell’incolumità degli equipaggi e non ometta alcuna azione necessaria. Siamo pronti ad intraprendere ogni possibile via giudiziaria. Adelante !

 

 

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