di Carlo A. Bachschmidt
Black Box. Sicurezza e sorveglianza nelle nostre città di Laura Carrer è un libro che affronta un tema sempre più presente nella vita quotidiana, il rapporto tra tecnologie digitali, sicurezza urbana e controllo sociale.
Negli ultimi anni le città europee hanno iniziato a riempirsi di strumenti che raccolgono dati in modo continuo. Telecamere intelligenti, riconoscimento facciale, sensori urbani, piattaforme integrate di controllo, software predittivi, sistemi biometrici. Molte di queste tecnologie vengono presentate come strumenti capaci di migliorare la sicurezza, gestire il traffico o rendere più efficienti i servizi pubblici. Il libro di Carrer prova invece a guardare cosa accade dietro questa narrazione.
Ogni sistema di sorveglianza incorpora decisioni politiche, economiche e culturali. Quali dati raccogliere, chi controllare, quali comportamenti considerare anomali, quali soggetti classificare come “a rischio”. Dietro le infrastrutture digitali delle smart city esistono aziende private, amministrazioni pubbliche, modelli economici e precise idee di ordine sociale.
Uno dei casi più importanti affrontati nel libro è quello di SARI, il sistema di riconoscimento facciale utilizzato dalle forze di polizia italiane. Carrer spiega in modo molto chiaro come funzionano questi software e perché pongano questioni giuridiche e democratiche importanti. Il problema non riguarda soltanto la privacy individuale, ma il modo in cui lo spazio pubblico viene progressivamente trasformato in uno spazio classificabile e monitorabile attraverso algoritmi.
Il libro diventa ancora più interessante quando collega il caso italiano a quello che sta accadendo in Europa, negli Stati Uniti e in Cina. Oggi sistemi biometrici vengono utilizzati negli aeroporti, nei confini, durante grandi eventi pubblici, nelle manifestazioni, nei sistemi di controllo migratorio e perfino nella gestione automatizzata degli spazi urbani. In molte città si stanno sperimentando sistemi in grado di prevedere comportamenti considerati sospetti o di analizzare automaticamente movimenti e flussi di persone.
Carrer insiste molto su un punto spesso ignorato nel dibattito pubblico, questi sistemi sono inevitabilmente soggetti a bias algoritmici. Dipendono infatti dai dati con cui vengono addestrati e finiscono spesso per riprodurre discriminazioni già presenti nella società. Numerose ricerche internazionali hanno mostrato che molti software di riconoscimento facciale commettono più errori nei confronti di alcune categorie etniche, delle donne o delle persone più giovani. Il rischio è che tecnologie presentate come “oggettive” finiscano invece per rafforzare stereotipi, discriminazioni e forme di controllo selettivo.
Perciò, che cosa significa davvero “sicurezza” dentro città progettate attorno alla raccolta continua di dati? Carrer mostra come il concetto stesso di sicurezza stia cambiando. Non si tratta più soltanto di prevenire reati o intervenire dopo un evento. La sicurezza tende a trasformarsi in monitoraggio permanente, classificazione automatica dei comportamenti, gestione predittiva del rischio.
In questo passaggio cambia anche il rapporto tra cittadini e spazio pubblico. La città intelligente rischia di diventare una città dove ogni comportamento lascia tracce analizzabili, dove il confine tra prevenzione e sorveglianza continua diventa sempre più sottile, e dove il potere si concentra nelle mani di chi controlla dati, infrastrutture e capacità di calcolo.
Uno degli aspetti più interessanti del libro è proprio la capacità di collegare questioni tecniche a una riflessione più ampia sul modello di società che si sta costruendo. Le smart city vengono descritte come nuove forme di governance basate sulla centralizzazione dei dati, sull’automazione decisionale e sulla collaborazione crescente tra amministrazioni pubbliche e Big Tech.
Il testo riesce a evitare sia il tono apocalittico sia quello entusiasta. Carrer non demonizza la tecnologia, ma mostra con precisione perché sia necessario discutere pubblicamente chi controlla queste infrastrutture e quali effetti producono sulle libertà individuali e collettive.
È anche un libro utile per ridimensionare una certa idea superficiale dell’intelligenza artificiale diffusa negli ultimi anni. Oggi gran parte del dibattito pubblico si concentra su chatbot, immagini generate automaticamente e AI generativa. Ma prima ancora di ChatGPT esiste già un’intelligenza artificiale che organizza sicurezza, controllo sociale, profilazione e gestione dello spazio pubblico. Ed è probabilmente quella che incide più concretamente sulla vita quotidiana delle persone.
Breve biografia dell’autore
Laura Carrer è una giornalista investigativa che si occupa di sorveglianza, diritti digitali e tecnologie biometriche. Collabora con diverse testate e associazioni che lavorano sui temi della privacy e delle libertà civili nello spazio digitale.
Scheda tecnica del volume
Titolo completo: Black Box. Sicurezza e sorveglianza nelle nostre città
Editore: Ledizioni
Anno di pubblicazione: 2023
Pagine: 173
ISBN: 9788855267397
Link acquisto: https://www.ledizioni.it/prodotto/black-box/
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