Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo ha presentato un disegno di legge (ddl 1004) in cui si equipara la critica al sionismo all’odio antiebraico. Il ddl è ora in commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama. Un bavaglio senza precedenti alla libertà di espressione
Non c’è solo il decreto sicurezza. La Lega insiste nel tentativo di vietare ogni manifestazione e in questa chiave va letto il progetto di legge del Carroccio sull’antisemitismo che oggi appare fuori luogo, oltre che preoccupante. Ieri è stata incardinata in commissione Affari Costituzionali del Senato (presieduta dal meloniano Alberto Balboni) la norma a prima firma di Massimiliano Romeo, luogotenente salviniano, che vieta ogni espressione critica nei confronti dello stato di Israele.
Il testo, intitolato “Disposizioni per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo” è formato da tre articoli che, basandosi sulla controversa definizione di antisemitismo formulata dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (Ihra), vorrebbero contrastare «la moltiplicazione di episodi antisemiti registrati dopo il 7 ottobre 2023» basati «sul negazionismo delle violenze, soprattutto contro le donne e i bambini e su un radicale rifiuto di Israele».
Di fatto però impedisce qualsiasi manifestazione contro il genocidio dei palestinesi in corso. Se l’articolo due si occupa di “consolidare una cultura libera da pregiudizi e stereotipi nei confronti degli ebrei in quanto popolo» attraverso banche dati sugli episodi di antisemitismo, la formazione per evitare il proliferare del linguaggio d’odio e campagne di informazione”, è il terzo che inquieta l’opposizione.
L’articolo prevede «il diniego all’autorizzazione di una riunione o manifestazione pubblica per ragioni di moralità che può essere motivato anche in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge».
Un bavaglio senza precedenti alla libertà di espressione, che arriva proprio mentre a Gaza si consuma un genocidio sotto gli occhi del mondo, la Lega si inchina ai diktat di Netanyahu: non solo deve avere mano libera, ma persino raccontare il suo operato potrà essere un atto criminale. Questo disegno di legge serve solo a garantire impunità, a colpire chi dissente, a imbavagliare chi ancora ha il coraggio di parlare.
La Lega, ha aggiunto la collega Ileana Malavasi, «ha fatto il salto verso la repressione della libera espressione del pensiero politico e civile, come avviene nei paese con governi autocratici. Salvini e i suoi andranno ad arrestare anche il cardinale Pizzaballa, il presidente Mattarella o David Grossman, accusandoli di antisemitismo?».
Il capogruppo leghietsa a Palazzo Madama, Romeo, chiamato in causa, ha amplificato la polemica accusando «una certa opposizione di non aver capito il senso del disegno di legge». La proposta ha fatto, però, saltare sulla sedia anche una parte dei padani, affezionati alla linea del «pericolo islamico»: il ddl, hanno detto dal Patto per il Nord, formazione di estrema destra composta da ex leghisti, «intervenendo più tatticamente che strategicamente sull’antisemitismo, più per difendere il governo di Israele che non lo Stato, apre le porte al Corano nelle scuole, con buona pace del Crocifisso e dell’esibizione propagandistica dei simboli religiosi cristiani di Salvini».
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