Continuano i pesanti bombardamenti turchi su tutto il territorio dell’Amministrazione autonoma del Rojava, Siria del nord-est. Droni e aerei da guerra di Ankara continuano a prendere di mira le infrastrutture civili. Nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 ottobre è stata bombardata una fabbrica di cemento nella città di Kobane, simbolo della resistenza contro Isis ma anche della stessa rivoluzione confederale (che iniziò proprio da qui nel luglio 2012). Nella notte sono state colpite anche le città di Amude e Ayn Issa, raggiunta da un intenso fuoco di artiglieria. L’intera regione, da ieri, è senza fornitura stabile di energia elettrica.
L’obiettivo del regime turco Akp/Mhp è quello di mettere in ginocchio la popolazione civile e provocarne la fuga, preparando il terreno all’ennesima invasione via terra che Ankara minaccia da tempo. Migliaia di persone, tuttavia, hanno risposto scendendo nelle strade di diverse città dell’Aanes, mostrando la propria determinazione a resistere e il proprio supporto al processo rivoluzionario.
In risposta agli attacchi turchi, le Forze Siriane Democratiche hanno fatto sapere di aver portato a termine diverse operazioni speciali contro alcune basi militari turco-jihadiste a ovest di Ayn Issa e a sud di Serekaniye. Diversi soldati turchi sono rimasti uccisi o feriti.
Rise up 4 Rojava chiama intanto alla solidarietà internazionale e all’organizzazione di manifestazioni in tutto il mondo, che facciano pressione sull’opinione pubblica e sui governi affinché mettano fine ai crimini di guerra di Ankara.
La corrispondenza di Radio Onda d’Urto con una compagna che si trova nei territori dell’Amministrazione autonoma della Siria del nord e dell’est. Ascolta o scarica.
aggiornamenti
Nella notte l’artiglieria di Ankara, e delle bande jihadiste sue alleate, ha preso di mira la città di Ayn Issa, dove i jet turchi sorvolano l’area, villaggi intorno a Tirbespiye, Kobane, Tel Rifat e i territori a nord di Manbij. All’alba di oggi è stata colpita con bombardamenti aerei una centrale delle Asayish, le forze di sicurezza interne, a Derik.
Gli aerei da guerra turchi continuano a sorvolare i confini del cantone orientale di Cizire, ma anche le città di Amude e Raqqa. Un bilancio degli attacchi di stanotte non è ancora disponibile. Sarebbero, però, molte le vittime e i feriti.
Nella regione, intanto, milioni di persone sono senza corrente elettrica e acqua da giorni. I raid turchi, infatti, prendono di mira le infrastrutture, con l’obiettivo di mettere in fuga la popolazione civile e minarne il supporto al processo della rivoluzione confederale. In tutte le principali città della regione, però, la popolazione civile sta rispondendo con manifestazioni di massa contro i bombardamenti turco-jihadisti e a sostegno dell’Amministrazione autonoma.
Nei bombardamenti dei giorni scorsi è stato colpito anche il campo profughi di Washokani, ad Hasake, dove gli abitanti – sfollati dall’invasione turco-jihadista di Serekaniye del 2019 – avevano organizzato un presidio di protesta contro gli attacchi turchi.
È giunta alla redazione di Radio Onda d’Urto, dalla Siria del Nord-Est, la testimonianza di una compagna del Kongra Star, il congresso delle organizzazioni delle donne, che durante i bombardamenti si è recata, insieme ad altre persone, al campo di Washokani per soccorrere i profughi. Ascolta o scarica
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