Carico di armi per Israele passato a Ravenna

La nave di munizioni, diretta a Haifa, proveniva dalla Repubblica Ceca. La Zim New Zealand, partita il 30 giugno dal porto italiano di Ravenna senza l’autorizzazione Uama

di Linda Maggiori da il manifesto

Armi per Israele dalla Repubblica Ceca, in transito nel porto di Ravenna, senza l’ok Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento). È quanto emerge dalla risposta delle Dogane di Ravenna al nostro accesso agli atti (Foia), sul carico di munizioni (classe 1.4S) partito il 30 giugno dal porto di Ravenna, a bordo della nave Zim New Zealand e diretto ad Haifa. In quel caso fu la fortuita segnalazione di un portuale, raccolta e rilanciata da Weapon Watch, a destare l’attenzione sul carico, che altrimenti sarebbe passato inosservato. La Capitaneria di Porto ci rispose a luglio «confermando il transito delle munizioni nel porto di Ravenna e il successivo imbarco». L’Autorità Nazionale Uama si è detta non in possesso di informazioni sul carico, ribadendo però che: «Come riferito più volte in sede parlamentare, dopo il 7 ottobre 2023 il governo italiano ha sospeso qualsiasi nuova autorizzazione all’esportazione di materiali d’armamento verso Israele ai sensi della Legge 185/1990, sospensione che prosegue tuttora». L’Ufficio delle Dogane di Ravenna ha risposto alcuni giorni fa, confermando l’assenza di autorizzazione Uama, e che «l’operazione di esportazione è (stata) effettuata nella Repubblica Ceca». Ha rifiutato di dare però ogni altra informazione sulle aziende produttrici e destinatarie.

Per motivare l’assenza di autorizzazione Uama, le Dogane di Ravenna hanno citato l’art. 10 bis comma 1 della legge 185/90, specificando «se il trasferimento è stato autorizzato da altro Stato membro dell’Ue, non è richiesta altra autorizzazione (…)».

L’avvocato Andrea Maestri, del foro di Ravenna, spiega: «L’art. 10 bis ‘Autorizzazioni ai trasferimenti intracomunitari’, disciplina i trasferimenti all’interno del territorio europeo e non verso Paesi terzi, quale è Israele. Per il trasferimento verso paesi terzi vale inderogabilmente il regime autorizzatorio e di controllo previsto dall’art. 1, anche al fine della verifica di sussistenza dei divieti espressamente contemplati dal comma 5 e 6 (paesi in guerra o che violano i diritti umani, ndr). E Israele sta violando il diritto internazionale umanitario, commette crimini di guerra, contro l’umanità e, secondo la Corte Internazionale di Giustizia, anche il plausibile crimine di genocidio».

L’avvocato Maestri cita anche il Regolamento di attuazione della Legge 185/1990, all’art. 10 che stabilisce «per la successiva esportazione verso destinatari situati in Stati terzi di materiali trasferiti dal territorio nazionale con autorizzazioni di trasferimento intracomunitario è richiesto il consenso dell’Uama».

Per quanto riguarda la Repubblica Ceca, nel 2024 ha esportato materiale militare a Israele per un valore superiore a 30 milioni di euro tanto che Amnesty International della Repubblica Ceca ha lanciato un duro monito e l’associazione “Victims of Wars Aid” ha intrapreso una denuncia penale contro il governo ceco, per sostegno al genocidio, visto che il traffico di armi continua.
La nave Zim New Zealand continua intanto a fare la spola tra Capodistria, Venezia, Ravenna, Haifa e ritorno. Portando, forse, altri carichi di armi.

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