Cagliari: cariche e idranti contro gli antifascisti

Idranti e cariche con manganelli e lacrimogeni contro gli attivisti antifà che stavano contestando il raduno di CasaPound convocato per propagandare politiche anti migranti

Idranti e cariche con manganelli e lacrimogeni. Così la polizia ha risposto ieri pomeriggio alla manifestazione antifascista che nel centro di Cagliari, in piazza Repubblica, contestava il raduno di Blocco studentesco, un centinaio di militanti arrivati in Sardegna per iniziativa del movimento giovanile legato a CasaPound. Un raduno nazionale per chiedere una stretta ulteriore degli ingressi di migranti in Italia. Quando il corteo antifascista ha tentato di avvicinarsi a piazza Repubblica prima sono partiti gli idranti e poi una pesante carica degli agenti in assetto antisommossa.

I poliziotti hanno anche fermato tre antifascisti, che sono stati caricati su una camionetta e portati in questura. Un altro manifestante, che stava filmando il raduno di Blocco Studentesco, è stato identificato. I giovani estremisti di destra, dietro uno striscione «Casa mia non è casa tua» che riprendeva, rovesciandole, le parole di una canzone di Ghali, hanno gridato slogan anche contro il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «Abbiamo organizzato la manifestazione – dice Luca Cardullo, uno dei promotori del corteo contro il quale ieri la polizia ha mostrato un’ingiustificata violenza – per ribadire che a Cagliari i fascisti non possono avere spazio. Re-immigrazione e Ri-conquista le parole d’ordine delle organizzazioni fasciste che ieri hanno sfilato in Sardegna. Un progetto che ha un chiaro segno xenofobo. Un progetto che, sulla scia di quanto già avviene nell’America di Trump, mira alla deportazione della popolazione migrante presente sul territorio italiano. Un progetto contro il quale occorre mobilitarsi con determinazione».

«Un tale raduno di nostalgici e simpatizzanti della peggiore pagina della storia d’Italia – commenta Eugenio Lai, segretario regionale di Sinistra italiana – non doveva tenersi né qui né altrove. Perché a Cagliari, dove nelle giornate del 26 e 27 novembre del 1922 le squadre fasciste, protette dalle guardie regie, lasciarono nelle strade della città morti e feriti tra la popolazione che resisteva, il prefetto e il questore hanno permesso un raduno come quello di ieri?». E Jacopo Arrais, della segreteria regionale di Sinistra italiana, aggiunge: «Ci rifiutiamo di concepire che un simile insulto ai valori costituzionali venga accettato dall’autorità che deve garantire l’ordine pubblico e il corretto svolgimento della vita in una Repubblica democratica. La Costituzione ripudia ogni manifestazione, ogni rigurgito, ogni ombra di fascismo. Ricordiamo al prefetto e al questore che loro sono al servizio della Repubblica e che sulla Costituzione antifascista hanno prestato giuramento».

*fonte: il manifesto

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