È iniziato alle 6.30 ed è durato per diverse ore, senza incidenti, lo sgombero di uno stabile della periferia di Bologna, in via Zanardi, occupato dal maggio 2006 dal collettivo Crash, che riunisce universitari, immigrati e lavoratori precari. Durante le operazioni di polizia municipale, polizia e carabinieri, disposte con ordinanza del sindaco Sergio Cofferati, nessun membro del collettivo si trovava all’interno del capannone, un’ex cartiera di proprietà del Comune. Una decina di ragazzi, avuta notizia dello sgombero, si è riunita davanti all’ingresso dell’edificio in tarda mattinata. Il collettivo Crash si era stabilito in via Zanardi il 12 maggio 2006 dopo lo sgombero dell’ex mensa di via Gioannetti, nel quartiere San Donato. A operazioni concluse il collettivo Crash ha scritto in una nota che «l’ordine di sgombero maturato nella giunta comunale Cofferati è una scelta esclusivamente politica che mira a neutralizzare un’esperienza pluriennale di costruzione di eventi culturali e sociali, di iniziativa politica». Il collettivo ha indetto una conferenza stampa domani a mezzogiorno nell’atrio del comune, in cui è preannunciata la presenza di alcuni consiglieri comunali dell’Altrasinistra.
«È evidente come a Bologna si viva una condizione di svolta autoritaria nella vita politica e nella gestione della cosa pubblica». Il capogruppo del Prc nel consiglio provinciale di Bologna, Sergio Spina, commenta così lo sgombero avvenuto oggi sotto le due torri dello spazio occupato abusivamente dal collettivo di disobbedienti denominato ‘Crash’. Duro l’attacco di Spina al sindaco Sergio Cofferati e l’operato della giunta: «Bologna, per la sua storia e la sua tradizione di tolleranza, della Resistenza e di tributo pagato con le stragi che l’hanno colpita, non può essere rappresentata da politiche di questo stampo», sostiene l’esponente del Prc affermando che «le politiche autoritarie sono sempre e comunque patrimonio dell’estrema destra». Secondo il capogruppo di Rifondazione a palazzo Malvezzi, la città si trova di fronte ad un «allarme democratico» e al «tentativo di chiudere spazi di cultura e che hanno fatto discutere intellettuali bolognesi, come ha fatto Crash». «Non è possibile tollerare in nessuna maniera il bavaglio» incalza Spina convinto che «il cambio alla guida della città va preparato subito e non è più procrastinabile». «La questione è quella del sindaco e anche del candidato alle prossime elezioni del 2009 -conclude Spina- e avevamo ragione nel porla per tempo perchè al risposta a questa svolta autoritaria va preparata con largo anticipo
Fonte: Ansa

